San Marino. ANIS: le risorse ci sono, la legge c’è, si apra il confronto per realizzare le infrastrutture strategiche
“Infrastrutture strategiche, ci sono le risorse e ora anche lo strumento urbanistico per realizzarle e per incrementare la competitività di tutto il sistema sammarinese. Il Governo apra il confronto con tutti per individuare le opere da inserire nei Programmi Pluriennali di Attuazione previsti dalla nuova Pianificazione Territoriale”
La recente approvazione del progetto di legge “Disposizioni sulla Pianificazione Territoriale Strategica” apre la strada ad una nuova programmazione degli investimenti pubblici e privati a San Marino, superando alcuni dei limiti del vecchio PRG evidenziati in questi anni. In particolare, l’articolo 20 porta alcune innovazioni normative che se ben gestite porterebbero ad un vero e proprio piano di opere infrastrutturali strategiche, che è ciò di cui il Paese ha estremo bisogno oggi in diversi ambiti specifici, dall’energia ai rifiuti, dal ciclo delle acque alla digitalizzazione.
Nel merito, il nuovo PPA “individua, sulla base delle previsioni dei Piani Tematici, le opere pubbliche, le opere di interesse pubblico o collettivo, sia pubbliche che private, e quelle riconosciute come infrastrutture strategiche, ai sensi dell’articolo 2 del Decreto Delegato 31 gennaio 2019 n.23, e costituisce il presupposto per l’inserimento di tali opere nei Piani Particolareggiati”. Tale norma riconosceva già il fatto che sono “infrastrutture strategiche pubbliche” quelle “infrastrutture e reti volte al miglioramento, potenziamento e razionalizzazione dei servizi pubblici”, ma in questi sei anni di vigenza non sono stati inseriti nell’elenco interventi significativi in tal senso negli ambiti sopra citati. Pur riconoscendo la valenza strategica dell’investimento in corso nell’impianto fotovoltaico di Brescia e quello che dovrebbe essere avviato per la realizzazione del primo Data Center sammarinese, riteniamo necessario valutare l’inserimento anche di diverse altre opere, a partire da un impianto per lo smaltimento dei rifiuti a bassissimo impatto ambientale che, grazie alle tecnologie oggi disponibili, garantirebbe non solo il risparmio diretto per tutto il rifiuto prodotto in territorio e oggi avviato allo smaltimento all’estero, ma anche una produzione virtuosa di energia elettrica, volta a ridurre la dipendenza dall’esterno di tutto il sistema sammarinese. Allo stesso modo diventa sempre più urgente l’installazione di impianti di depurazione delle acque, non solo per attivare il virtuoso recupero e riutilizzo di una risorsa preziosa di cui non disponiamo in quantità sufficienti, ma anche per ridurre le tariffe – oggi invece elevate – che i gestori esteri ci applicano proprio perché non abbiamo i depuratori.
La norma stabilisce che spetta al Congresso di Stato adottare il nuovo PPA e quindi individuare quali opere strategiche inserirvi, finanziare e vincolarne la realizzazione per almeno i cinque anni successivi, ovvero per tutta la durata del PPA. Per questo motivo risulta ancora più importante un confronto continuo con i partiti di maggioranza e di opposizione, al fine di condividere con tutto il Paese quali opere debbano essere considerate realmente strategiche e realisticamente realizzabili e sostenibili per il nostro Paese. Il Governo apra dunque il confronto su questo tema e ricerchi la massima condivisione nel formulare il primo Programma Pluriennale di Attuazione.
Come detto, ora c’è anche uno strumento urbanistico idoneo per realizzare le infrastrutture strategiche di cui San Marino ha urgente bisogno, ma anche le risorse per sostenere questi investimenti: i circa 17-20 milioni di euro annuali garantiti dalla riforma IGR, a cui sommare i circa 10 milioni di euro risparmiati in conto interesse dal roll over del debito estero. Non dovessero essere sufficienti, oltre al possibile co-finanziamento da parte dei privati, c’è sempre l’opportunità del “debito buono”, quello per gli investimenti e non per la spesa corrente: la Repubblica di San Marino ha oggi un rating riconosciuto a livello globale che le permetterebbe facilmente di trovare finanziatori esterni anche sui mercati regolamentati a tassi di interesse ampiamente sostenibili, a maggior ragione per investimenti in infrastrutture.
A.N.I.S.


