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Inferno in Venezuela: due scosse consecutive devastano il Paese. È il sisma più forte da oltre 120 anni

Una tragedia senza precedenti ha colpito il Venezuela nella notte del 25 giugno, lasciando dietro di sé una scia di distruzione, crolli e un bilancio di vittime che si aggrava di ora in ora. Due violentissimi terremoti a pochissimi secondi di distanza hanno fatto tremare la terra, abbattendosi su una nazione già stremata da una profonda crisi economica e sociale. Secondo gli esperti del Servizio Geologico Statunitense e dell’italiano INGV, si è trattato del sisma più potente registrato nel Paese da oltre un secolo.

Il doppio shock in 39 secondi

La terra ha tremato per la prima volta con una magnitudo di 7.2. L’epicentro è stato localizzato nello Stato di Yaracuy, a circa 28 chilometri dalla città di San Felipe. Ma il vero colpo di grazia è arrivato appena 39 secondi dopo. Una seconda e devastante scossa di magnitudo 7.5 ha colpito nei pressi di Yumare.

Non si è trattato di una normale replica, spiegano gli scienziati, bensì di due terremoti forti e distinti, con il secondo evento quattro volte più energetico del primo. La potenza dell’impatto ha fatto sussultare anche la capitale Caracas, situata a circa 170 chilometri di distanza.

Palazzi crollati e soccorsi al collasso

Le immagini che giungono dalle aree più colpite mostrano scenari apocalittici: edifici storici e palazzi residenziali sbriciolati, strade spaccate in due e soccorritori che scavano a mani nude tra le macerie.

Il bilancio provvisorio ufficiale, comunicato dalle autorità governative guidate dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez, parla al momento di decine di morti accertati e oltre 700 feriti. Cifre che purtroppo appaiono destinate a salire in modo drammatico. Lo Stato costiero di La Guaira è stato dichiarato “zona disastrata”. Il fango e i crolli hanno isolato interi quartieri, e i dispersi si contano a migliaia. Vittime e crolli strutturali si registrano anche nella periferia di Caracas, in comuni come Baruta e Los Salias.

L’appello disperato: “Da soli non ce la faremo”

Il sisma si innesta in un contesto drammatico. Il Venezuela soffre da anni di una grave carenza di medicinali di base e infrastrutture ospedaliere fatiscenti. Gli ospedali pubblici sono rapidamente andati al collasso, incapaci di gestire l’afflusso di feriti.

“Il Paese non è preparato ad affrontare una disgrazia del genere” denunciano in queste ore i testimoni e i residenti locali. Dalle aree colpite si leva un coro unanime e disperato rivolto alla comunità internazionale: la richiesta di aiuti umanitari immediati, squadre di ricerca e medicinali. Senza un massiccio supporto estero, il timore è che l’emergenza sanitaria si trasformi in una catastrofe umanitaria dalle proporzioni incalcolabili. Le prossime ore saranno decisive per estrarre i sopravvissuti dalle macerie.