San Marino. Dal caso bulgaro, alla mammografia, alla nomina di Venturini alla Sanità, l’opposizione afferma: c’è un governo moribondo, mentre Libera e PSD sono su un altro pianeta
di Angela Venturini.
Le sfumature sono diverse, ma il coro è unanime: il governo ha fallito e deve solo andare a casa. In cima alla lista delle criticità c’è proprio il blocco della firma per l’Accordo UE, ma poi segue un lungo cahier de doléances da parte delle forze di opposizione. Che convocano una conferenza stampa a margine dei lavori del Consiglio per mettere i puntini sulle i di una situazione che, a loro parere non può più andare avanti così.
“Abbiamo dato sempre credito a Beccari – comincia il capogruppo di Rete Emanuele Santi – ma la pazienza è finita. È ora di dire le cose come stanno, cioè che l’unico punto che teneva in piedi questa maggioranza, è andato a monte. Ci chiediamo se Beccari sia la persona giusta per continuare questa trattativa e se la DC sia ancora in grado di sostenerlo”.
Il nodo più critico di tutta la faccenda è che la versione finora sostenuta, cioè quella di un affare privato, è stata smentita dalle presunte lettere della Bulgaria inviate agli Stati membri UE con la lista di tutte le manchevolezze di San Marino. “Ma tutto questo non è capitato per caso, perché la tentata vendita della Banca di San Marino attraverso l’Ente Cassa di Faetano, capeggiato da democristiani e dei loro amici democristiani, non è una questione di poco conto”. Santi è molto preoccupato per i danni reputazionali che la vicenda ha riverberato su tutto il Paese e che, anche nel caso si firmasse l’Accordo, non verrebbero facilmente riassorbiti. Per fare buon peso, ci mette su anche la questione della mammografia che, per come era iniziata, era solo un risparmio a discapito della salute delle donne. “Se la strategia del nuovo Comitato Esecutivo, fortemente voluto da Libera, è quella di spostare la sanità a favore dei privati, non c’è da stare tranquilli. Chiederemo un’audizione del CE in commissione sanità”.
Durissimo anche il capogruppo di RF Nicola Renzi: “C’è uno scollamento totale tra il Paese reale e quello raccontato dal governo, per il quale va tutto benissimo e ogni settore è al massimo. Invece la confusione regna sovrana. Questo Consiglio segna la crisi conclamata della classe dirigente DC e di un governo a guida DC”. A proposito dell’Accordo UE, sottolinea: “Se qualcuno avesse studiato una strategia per farlo naufragare così miseramente, non ci sarebbe riuscito. Si è addirittura aperta la guerra con la Bulgaria: mai vista una situazione come questa”. Poi c’è la sentenza CEDU, che decreta la sconfitta della giustizia; e la questione della mammografia, sollevata da un’inchiesta giornalistica, senza la quale nessuno ne avrebbe saputo nulla. Insufficiente e vergognosa la risposta di Gatti, quando ha detto in Aula che tutto sarebbe rimasto come prima. “Certo – gli replica a distanza ora Renzi – perché stampa e opposizione vi hanno preso con le mani nella marmellata. Forse è anche per questo che volete fare la riforma del Regolamento consiliare”. Ma la ciliegina sulla torta, per lui, è la nomina di Gian Carlo Venturini alla Sanità, che non si può fare perché ha accumulato più anni di governo di quelli che prevede la legge. “Anche questo dimostra che siamo di fronte ad un governo moribondo – incalza Renzi – che non riesce neanche a nominare un Segretario di Stato, mentre Libera e PSD sembra che siano su un altro pianeta”.
Infine, Fabio Righi, capogruppo di Domani Motus Liberi, conferma che anche a loro risulta la recente presa di posizione del governo bulgaro, il quale avrebbe esplicitato a tutti gli Stati membri della UE le ragioni del proprio veto su San Marino. “Altro che stop tecnico, è uno stop politico, con pesanti rilievi sul nostro sistema, che risulta compromesso e piegato ad interessi diversi” incalza. “A questo punto ci troviamo di fronte alla scelta se sostenere il nostro sistema, fare un’ammucchiata, come si dice; o prendere atto di questa situazione e rilanciare la politica vera”. Righi non fa sconti. Pensa che il Paese sia tenuto in scacco da un manipolo di soggetti che tiene in ostaggio il Consiglio e le istituzioni costringendo le opposizioni a disinnescare tentativi, praticamente quotidiani, di svendita del Paese. Il DES è ancora un ricordo troppo recente e sulla vicenda bulgara è convinto che non sia vero che la politica non sapesse niente. “Qui non parliamo di uno sgambetto tra qualche politico, qui parliamo della posizione internazionale di San Marino, ricostruita con tanta fatica e oggi di nuovo distrutta. Il mondo non è cieco e noi non siamo stupidi, il governo non ha più credibilità, deve andare a casa”. Tuttavia, nonostante una gestione verticistica del potere, con decisioni sempre prese all’insaputa di tutti, con un Paese bloccato da un fantomatico Accordo, alla fine Righi lancia un appello ai cittadini: “Buttiamo il cuore oltre l’ostacolo per preservare la nostra Repubblica e incominciamo a lavorare per gli interessi del Paese”.


