San Marino. Rete sulla prevenzione: il Comitato Esecutivo ISS e il nuovo Segretario di Stato alla Sanità vengano a riferire in commissione
Facciamo nostra l’indignazione e le crescenti preoccupazioni recentemente emerse nel Paese e durante i lavori della Commissione Sanità in merito alla decisione del Comitato Esecutivo dell’ISS di ridurre la frequenza, da annuale a biennale, dello screening mammografico. Parliamo di uno degli strumenti più importanti di prevenzione e diagnosi precoce del tumore al seno, una delle patologie oncologiche più diffuse tra le donne. Un esame che consente di individuare la malattia anche in assenza di sintomi, aumentando in modo significativo le possibilità di cura e riducendo il rischio di mortalità.
Ancora più grave e inaccettabile è quanto emerge dalla documentazione di cui siamo venuti in possesso: il nuovo Comitato Esecutivo dell’ISS, fortemente voluto da Libera e PSD, avrebbe assegnato alla Radiologia obiettivi finalizzati a ridurre del 25% il numero delle mammografie rispetto al 2025. Se ciò fosse confermato, saremmo di fronte a una scelta deliberata di riduzione delle attività di prevenzione. E se oggi questa vicenda è emersa, lo si deve esclusivamente alla responsabilità e alla professionalità degli operatori della Radiologia, che hanno espresso la propria contrarietà a tali indicazioni e si sono rifiutati di avallare questa impostazione.
Siamo di fronte a una scelta scellerata. È inaccettabile perseguire obiettivi di risparmio proprio nel campo della prevenzione oncologica, arrivando persino a collegare logiche di budget e di risultato alla riduzione delle prestazioni erogate. La salute delle persone non può essere subordinata a calcoli contabili né sacrificata al bilancio. A rendere il quadro ancora più inquietante sono le notizie secondo cui una struttura sanitaria privata avrebbe recentemente acquisito apparecchiature per l’esecuzione delle mammografie e starebbe predisponendo il personale necessario per avviare l’attività. Se tali informazioni fossero confermate, saremmo di fronte a uno scenario estremamente grave: la creazione consapevole e deliberata delle condizioni per un progressivo trasferimento di prestazioni dal servizio pubblico a quello privato. Una prospettiva che, oltre a destare fortissimi interrogativi, sarebbe incompatibile con i principi di universalità, equità e tutela della sanità pubblica che tutti dichiarano di voler difendere.
Libera ha costruito per anni la propria campagna politica denunciando un’emergenza sanitaria e sostenendo di avere le soluzioni per rilanciare il sistema sammarinese. Oggi, alla prova dei fatti, se le soluzioni che propone attraverso il Comitato Esecutivo da essa nominato consistono nel comprimere le prestazioni e indebolire progressivamente la sanità pubblica, allora siamo di fronte all’esatto contrario degli impegni assunti: sarebbe un fallimento e il tradimento di una precisa promessa fatta ai cittadini. A un anno dal proprio insediamento, il Comitato Esecutivo, il Governo e la maggioranza non possono continuare a sottrarsi al confronto e devono assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie scelte, fornendo al Paese spiegazioni chiare, trasparenti e convincenti.
Per queste ragioni abbiamo chiesto che nel mese di luglio venga convocata una seduta della Commissione Sanità con l’audizione del Comitato Esecutivo dell’ISS e del nuovo Segretario di Stato alla Sanità. La tutela della salute dei cittadini non può ridursi a una fredda voce di bilancio sulla quale esercitare tagli. La prevenzione non è un costo da comprimere, ma un investimento strategico che salva vite, riduce le sofferenze e – in prospettiva – addirittura riduce le spese sanitarie. Chi governa la sanità ha il dovere di difenderla, potenziarla e renderla sempre più accessibile. Ridurla, indebolirla o utilizzarla come strumento per fare quadrare il bilancio rappresenta una responsabilità politica gravissima di fronte al Paese.


