San Marino. Frode internazionale milionaria nel settore delle auto con pseudo aziende sammarinesi. Il governo replica: operatori non attivi in territorio
Maxi frode nell’importazione di auto di lusso usando società fittizie di San Marino. L’indagine partita dai finanzieri del comando provinciale di Prato, sotto il coordinamento degli uffici della Procura europea (Eppo) di Bologna, Torino e Palermo
La dimensione della truffa: sette persone con misure cautelari (2 arresti domiciliari, 2 obblighi di dimora, 1 obbligo di presentazione alla Pg e 2 interdizioni all’esercizio di cariche direttive presso società ed altri enti giuridici); 6 società coinvolte; 61 veicoli e 10 conti sequestrati per un valore di oltre 6 milioni di euro; oltre 1700 autovetture di origine estera importate evadendo complessivamente 42,8 milioni di euro; 16 perquisizioni tra abitazioni, sedi di imprese ed altri luoghi nella disponibilità degli indagati.
In particolare, secondo gli inquirenti, le società sammarinesi usate dagli indagati sarebbero aziende fittizie.
Proprio l’aumentare delle truffe Iva tramite il Titano ha portato l’Italia ad intervenire tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024: il Decreto Anticipi (DL 145/2023), convertito a dicembre di quell’anno, e la successiva Legge di Bilancio 2024 hanno introdotto l’obbligo di pagare l’IVA in modo preventivo e tracciato prima di poter immatricolare l’auto in Italia. Se da un lato questo ha fermato ii truffatori, dall’altro sta danneggiando anche gli operatori sammarinesi regolari. Da qui l’introduzione di strumenti di sostegno al settore da parte del governo sammarinese.
Il governo replica ai giornali che hanno puntato il dito contro San Marino: i nostri controlli sono trasparenti e tutte le aziende coinvolte sono fittizie. Ecco la nota dell’esecutivo sammarinese.
Il Congresso di Stato interviene in merito alle recenti notizie di cronaca relative a una frode IVA internazionale nel settore automobilistico, precisando come le indagini descritte non evidenzino alcun coinvolgimento di operatori economici attivi nella Repubblica di San Marino. I fatti emersi delineano un sistema fraudolento fondato sull’utilizzo di soggetti giuridici inesistenti per l’ordinamento sammarinese e sulla falsificazione della documentazione relativa all’assolvimento dell’imposta monofase. Non risultano attività economiche svolte sul territorio della Repubblica, né il coinvolgimento di imprese sammarinesi regolarmente autorizzate. Le condotte oggetto di indagine sono state ideate e realizzate al di fuori del sistema economico del Paese, che viene richiamato esclusivamente quale riferimento documentale privo di riscontri concreti nella realtà operativa. La Repubblica ha infatti progressivamente rafforzato il proprio sistema di controllo. Con Decreto Delegato è stato istituito il Registro digitale degli operatori economici operanti nel settore del commercio dei veicoli, accessibile alle autorità amministrative competenti, alle Forze dell’Ordine e all’Agenzia di Informazione Finanziaria. La normativa ha inoltre introdotto l’obbligo di una fideiussione bancaria di 200.000 euro per i nuovi operatori del settore e per specifiche modifiche della compagine societaria, prevedendo altresì un articolato sistema di controlli, sanzioni e verifiche sulla localizzazione e sulla movimentazione dei veicoli. Si tratta di strumenti introdotti espressamente per rafforzare il monitoraggio del comparto e contrastare fenomeni distorsivi dell’economia. Non a caso, nelle più recenti valutazioni degli organismi di controllo, il settore del commercio degli autoveicoli presenta oggi profili di rischio significativamente ridotti rispetto al passato, a conferma dell’efficacia delle misure adottate. Anche l’evoluzione dei fenomeni fraudolenti a livello europeo conferma la validità del percorso intrapreso. Secondo i dati emersi dalle recenti cronache, ad esempio, su circa 50.000 immatricolazioni in Italia riconducibili a veicoli provenienti dalla Polonia, ben 35.000 risultano concentrate nell’area di Napoli. Un elemento che evidenzia come determinati fenomeni abbiano caratteristiche territoriali ben precise e conferma che le organizzazioni dedite a tali attività tendono a operare in contesti diversi da quelli che hanno progressivamente rafforzato i propri sistemi di controllo.
Sulla vicenda, a nome del Governo, interviene il Segretario Rossano Fabbri: “Accostare la Repubblica di San Marino a schemi criminali fondati sulla falsificazione documentale, in assenza di un effettivo coinvolgimento di operatori economici sammarinesi, rischia di generare una rappresentazione non corrispondente alla realtà e di arrecare un danno reputazionale alle istituzioni e alle imprese che operano correttamente nel rispetto delle regole”.
San Marino continuerà a investire nella prevenzione, nella cooperazione internazionale e nel rafforzamento degli strumenti di vigilanza. Il nostro Paese ha scelto con determinazione la strada della trasparenza, della tracciabilità e della collaborazione con le autorità competenti per contrastare ogni forma di illecito economico.


