San Marino. La Commissione finanze sull’arbitrato bulgaro, tutto il governo molto preoccupato per questa situazione. “Una spada di Damocle”
Il futuro di Banca di San Marino è stato al centro della seduta del 3 giugno della Commissione Finanze.
Il dibattito si è concentrato quasi interamente sul futuro di Banca di San Marino, tra analisi del quadro economico e preoccupazioni per le possibili ricadute della vicenda.
L’arbitrato internazionale annunciato dal gruppo bulgaro rischia di trasformarsi in una “spada di Damocle per il Paese” ha dichiarato il SDS Pedini Amati. Ha sottolineato che la priorità assoluta è evitare conseguenze economiche pesanti su San Marino. Nessuna informazione, invece, è pervenuta al governo in merito a nuovi offerenti di cui è stata esplicitata l’intenzione durante la recente assemblea di ECF. “Se la questione è privata allora deve essere gestita tra privati” ha sottolineato Pedini. Permane comunque la necessità di un rafforzamento patrimoniale dell’istituto, come sottolineato nella discussione anche dai commissari di maggioranza.
In sintesi, alcuni degli interventi
Luca Boschi (Libera) ha invita a distinguere tra piano politico ed economico, ricordando che l’istituto non è in crisi ma necessita di un rafforzamento patrimoniale. Ha anche affermato che la ricerca di nuovi investitori, è fisiologica. Ovviamente devono essere “affidabili e conformi alle regole europee”.
Iro Belluzzi e Tomaso Rossini (PSD) hanno allargato il ragionamento al sistema finanziario, richiamando la necessità di accelerare il percorso di integrazione europea. Rossini ha ricordato le perplessità del PSD sui tempi della vendita e chiede maggiore trasparenza anche alla maggioranza.
In assenza del Segretario Gatti, impegnato con il FMI, ha rappresentato il governo il Segretario di Stato Federico Pedini Amati. Il quale, durante il dibattito, ha precisato di non sapere nulla, e di non volere sapere nulla, della nuova trattativa di vendita e di volerlo mettere a verbale. “Se è privata, deve restare tra privati” ha sottolineato. Ha confermato tuttavia la necessità di rafforzamento patrimoniale della Banca di San Marino, secondo le direttive di BCSM.
La commissione ha finito i suoi lavori in leggero anticipo rispetto al timing previsto. Tornerà a riunirsi il 25 giugno, per esaminare di due progetti di legge.


