Attualità

San Marino. Mattia Nincheri di Prometeia e Matteo Mularoni di BNM illustrano all’assemblea ECF  la bozza di vendita preliminare presentata da Héra Partecipazioni One Spa

di Angela Venturini.

C’è addirittura il FMI che sorveglia sulle procedure di vendita della quota maggioritaria di BSM, con la precisa richiesta di continui riferimenti. E poi c’è l’assemblea di soci, alla quale il Cda ha assicurato massima trasparenza e coinvolgimento nelle scelte da fare. Per questo, sono stati chiamati a riferire sulle procedure, sui principi adottati e sugli obiettivi da perseguire, i due massimi esponenti del team advisor:

Mattia Nincheri Strategy and Planning di Prometeia, società bolognese specializzata nei servizi per il risk management, wealth management, asset management e nella consulenza finanziaria;

l’avvocato Matteo Mularoni, affiancato dagli avvocati Marco Valli e Caterina Zucchi, studio legale BNM incaricato appunto della vigilanza legale sulla trattativa.

A Nincheri il compito di illustrare la sequenza cronologica di una procedura partita ad inizio anno e le diverse fasi di selezione. Infatti, almeno una trentina di possibili investitori avevano subito presentato manifestazione di interesse, rimasti 10 alla prima scrematura di valutazione, ridotti a tre nella fase della presentazione di un’offerta non vincolante. Nincheri non nasconde le tante difficoltà incontrate sul cammino del market sounding, le migliaia di documenti necessari per la due diligence, fino al 30 aprile quando è arrivata la bozza preliminare da parte Héra Partecipazioni One Spa. Si tratta di un gruppo attivo dal 1995 e specializzato nella valorizzazione delle esposizioni creditizie deteriorate delle banche (i tanto famigerati NPL).

Al momento ci sono ancora ambiti di riservatezza vincolanti, che non consentono di entrare nei dettagli della proposta, per cui anche l’avvocato Mularoni ha illustrato le modalità procedurali già definite in assemblea e osservate minuziosamente per tutte le fasi della trattativa. In sostanza, ha illustrato un contratto blindato dal punto di vista legale, nel senso che non saranno mai permesse procedure informali volte a ridurre la presenza di ECF nella proprietà della banca, o addirittura ad estrometterlo, nonostante si trovi in posizione minoritaria

L’Avvocato Mularoni espone un lungo decalogo che affronta temi quali la massimizzazione del ricavo, la patrimonializzazione della banca, la continuità del piano di impresa; ma anche il tema identitario, nel senso che l’investitore dovrà condividere la storia della banca. Un impianto contrattuale complesso, ma coerente con le linee guida che garantiscono sia la banca, sia ECF. Mancano ancora alcuni dettagli, che probabilmente andranno a definirsi nelle prossime due settimane. Dopo di che la palla passerà a Banca Centrale, che dovrà valutare tutti i parametri finanziari e di credibilità dell’investitore; e poi all’assemblea dei soci, che dovrà dire l’ultima parola. Il tempo, come sempre in questi casi così delicati, è una discriminante fondamentale, ma va detto che finora, veramente, sono state bruciate le tappe.

C’è anche una considerazione che corre attraverso la sala, mentre lui parla e non racconta né di cifre, né di numeri, e cioè che la vicenda Starcom, oltre ai danni ormai ben noti, in qualche modo ha condizionato anche la trattativa attuale, abbassando il valore delle azioni in vendita. Si capirà meglio il tutto, quando si arriverà in fondo.