Cultura ed Eventi

Gli Es Nova arrivano all’Aquila con il progetto IN/CONTRI. Musica e fotografia per esplorare le alchimie invisibili del maschile e femminile

Gli Es Nova stupiscono ancora una volta con un progetto artistico che travalica la sensorialità immanente per librarsi nelle sfere più nascoste della psiche e scoprire, o indagare, la parte più profonda della nostra essenza.  Com’è loro consuetudine, usano le arti a loro consone, quali la musica e la fotografia, per attivare il sesto senso (o il terzo occhio) come via d’accesso ad uno stato non ordinario di coscienza che conduce alla conoscenza. Un linguaggio di avanguardia per dare una risposta alla domanda più antica del mondo: chi siamo?

Infatti, ogni essere umano è, nella sua essenza più profonda, androgino. Non si tratta di una metafora poetica, ma di una realtà ontologica e psicologica: dentro di noi convivono, cooperano e si confrontano costantemente una componente femminile e una componente maschile. Queste due polarità non sono visibili a occhio nudo; ciò che si manifesta esteriormente è solo il loro risultato, la loro alchimia, il loro continuo dialogo. È questa cooperazione invisibile che genera l’evoluzione dell’individuo, il suo divenire, la sua capacità di trasformarsi e creare. Carl Gustav Jung ha aperto la via moderna a questa lettura della psiche come scenario degli opposti e alla necessità di ritrovareuna sintesi.

Il progetto IN/CONTRI nasce dal desiderio di rendere visibile ciò che normalmente resta nascosto: la presenza simultanea del femminile e del maschile in un unico corpo, in uno sguardo, in un’unica esistenza. Non si tratta di rappresentare uomini “femminili” o donne “maschili”, né di illustrare identità di genere fluide in senso contemporaneo. Si tratta piuttosto di mostrare l’armonia (e talvolta la tensione) di due forze primordiali che, lavorando insieme, costituiscono la totalità dell’essere umano.

Attraverso ritratti, corpi e paesaggi sonori, il lavoro esplora la coesistenza di queste due energie: il femminile come forza che crea e custodisce la forma, il maschile come impulso che continuamente la supera, la rompe, la rinnova.

Musica e fotografa parlano lo stesso linguaggio: una danza fra avvicinamento e allontanamento, fra separazione e ritrovamento. Le immagini si celano dietro una bruma onirica e alchemica di liquidi, pigmenti e tracce evanescenti. È l’occhio dell’osservatore che, scruta, indaga, completa e finisce di comporre una forma definita là dove la realtà sensibile della vita quotidiana non la concede mai in modo netto e separato. Così, la distinzione tra femminile e maschile non si impone con chiarezza, ma si percepisce soltanto in lontananza, come un’apparizione che affiora dalla foschia, invitando lo sguardo a diventare esso stesso atto creatore.

Lo stesso principio di frammentazione e di sintesi anima l’installazione sonora. La composizione viene intenzionalmente frantumata in strat discontinui e poetici: l’ascoltatore è chiamato a compiere il processo di unificazione, a ricucire i frammenti, a operare la sintesi finale e a restituire l’intero. L’ambiente fisico dell’installazione si offre contemporaneamente come analisi e come contenitore metabolico di percezioni: uno spazio vivo che accoglie, trasforma e restituisce le percezioni frammentate, esattamente come l’occhio dell’osservatore fa con le immagini. Il lavoro non vuole risolvere il mistero del sessuale, ma renderlo visibile in un’immagine unitaria in cui i due poli si fondono, si sovrappongono, si sostengono a vicenda. L’obiettivo è far percepire allo spettatore che, dietro ogni volto, ogni gesto, ogni respiro, opera un androgino interiore vivo e dinamico. Ogni immagine è una meditazione visiva — tra musica e fotografa — su questo paradosso: la forma (femminile) e il superamento della forma (maschile) che, uniti, permettono la vita stessa, dal piano fisico ed eterico fino alla sua radice spirituale, dove il contrasto si trasfigura in una realtà ancora più misteriosa e paradossale.

Il progetto sarà visibile al pubblico il 27 giugno 2026 presso F’Art spazio Arti Visive Contemporanee a L’Aquila.