San Marino. RF ricorda Carlo Petrini, padre di Slow Food e strenuo oppositore del consumo del territorio
In questi giorni in cui l’Italia e il mondo ricordano Carlo Petrini, Repubblica Futura intende riportare il rispetto del territorio in tutte le sue declinazioni al centro del dibattito: tema emblematico dell’incoerenza e della autoreferenzialità di chi ci governa. Carlo Petrini era noto per essere il padre di Slow Food ma anche uno strenuo oppositore del consumo del territorio, lucido nello smascherare i tentativi di camuffarlo come sviluppo. Purtroppo anche nel nostro esiguo territorio, ogni giorno, continuiamo ad assistere impotenti alla svendita del suolo, alla cementificazione programmata per favorire la rendita privata, all’ampliamento delle aree urbane che divorano la biodiversità, biodiversità spesso raccontata come fastidio.
E’ su questo banco di prova che sollecitiamo il nostro Governo: non nelle dichiarazioni, ma nelle scelte concrete. Attraverso tutti i mezzi di informazione, dal governo piove un effluvio di parole: turismo sostenibile, produzioni sostenibili, transizione verde: perfette per le conferenze stampa e video sui social, vuote nei fatti, nelle decisioni, nelle scelte concrete di attuazione del piano regolatore. La realtà è sotto gli occhi di chi vuole vedere: progetti con ricadute notevoli su spesa pubblica e costi socio-ambientali e dall’incerto ritorno, parco fotovoltaico milionario in Pianura Padana della cui efficienza non è dato sapere, corridoi ecologici interrotti, profilo del monte patrimonio UNESCO sfigurato dalle antenne, alberi abbattuti per 50 metri di inutile rotaia, deliri su caccia al lupo e caccia alla volpe, e chi più ne ha più ne metta.
Dietro la retorica del rilancio, si sta consumando un esproprio culturale: il centro storico perde identità e si trasforma in luna park, il turismo predatorio diventa politica pubblica con profitti privatizzati e costi socializzati, la biodiversità retrocede, le comunità sono sostituite da pensionati d’oro mentre i giovani sono costretti a cercare casa altrove. L’insegnamento di Carlo Petrini è semplice ed immediato: la politica che parla di sostenibilità e poi approva il sacrificio di spazi verdi è ipocrita. La politica che invoca il turismo di qualità e poi lascia lievitare gli affitti tradisce i suoi cittadini. La politica che promette equilibri e poi delibera senza coinvolgere inganna. Ringraziamo Carlo Petrini per averci fatto capire che ogni centimetro di suolo ha un valore e che il territorio non è una risorsa da sfruttare: è la nostra “Terra Madre”. Una casa da vivere, da curare, da difendere. E’ il momento di pretendere un vero passo in avanti, un rispetto autentico per il nostro territorio, le sue risorse e i suoi abitanti tutti.
C.s. – Repubblica Futura


