Filippo Focardi: “L’eredità della guerra partigiana nella Repubblica” alla Gambalunga
La rassegna “Dialoghi sulla democrazia. Nascita della Repubblica” promossa dal Comune di Rimini – con il coordinamento scientifico della Biblioteca civica Gambalunga e dell’Istituto per la storia della Resistenza e dell’Età contemporanea della provincia di Rimini , torna martedì 26 maggio con un nuovo appuntamento con la Storia. Sarà Filippo Focardi, con la sua lezione su L’eredità della guerra partigiana nella Repubblica a farci incontrare un tema del passato che tanto fa discutere ancora oggi e che riporta in primo piano il rapporto che l’Italia e gli italiani hanno con la loro memoria.
La Resistenza consentì al Paese di trovare una nuova identità, di recuperare una dignità a livello internazionale, e di avviare un processo di “costruzione” della democrazia. Tutto questo grazie alle scelte degli antifascisti e di tutti gli uomini e di tutte le donne che in modi differenti, con o senza armi, si opposero alla guerra nazista e fascista fra il settembre del ’43 e l’aprile del ’45.
Ma la narrazione della Resistenza dal ’45 ad oggi ha attraversato diverse stagioni. Fu brevissima la prima fase unitaria in cui i partiti dell’antifascismo che hanno animato la Resistenza celebrarono insieme questo avvenimento lasciando il posto a contrapposizioni politiche che si tradussero in contrapposizione e crisi sulla memoria. Ed è con la caduta della Prima Repubblica – sostiene Focardi – che crolla anche un sistema politico che si reggeva sui partiti che sostanzialmente avevano fatto la Resistenza, mentre si apriva la strada ad un sistema completamente diverso con forze di governo che non solo non hanno radici nella Resistenza ma che provengono da una tradizione culturale totalmente opposta.
Ecco dunque come la memoria ci riporta all’attualità.


