Rimini. “Fino a che punto è sostenibile organizzare la vita della città in funzione dei grandi eventi?” Preoccupazioni per la cupola più grande del mondo
Il Comitato per la Vivibilità – Rimini: “Il tema non è fermare lo sviluppo, piuttosto capire quando lo sviluppo smette di essere sostenibile!”
Sala gremita per l’incontro pubblico di venerdì 22 maggio organizzato dal Comitato per la Vivibilità – Rimini, che “ha rappresentato un momento di confronto serio e approfondito sul progetto della cosiddetta “Cupola più grande d’Europa”, grazie al contributo di professionisti e tecnici che stanno analizzando la documentazione, gli aspetti urbanistici, la sostenibilità infrastrutturale e gli iter amministrativi collegati all’intervento”.
Dal confronto, spiegano i promotori dell’iniziativa che, come noto hanno depositato una Osservazione specifica molto ampia e tecnicamente dettagliata nei confronti del progetto presentato da IEG, “è emerso un elemento che appare sempre più evidente: un’infrastruttura di queste dimensioni non risulta compatibile né con l’area dell’ingresso Ovest né con quella dell’ingresso Est nè con quella dell’ingresso Sud di Rimini, tutte già interessate da criticità strutturali legate alla mobilità e all’impatto dei grandi eventi”.
Del resto, “Rimini è una città che, nei periodi fieristici e durante le principali manifestazioni, sperimenta già livelli elevati di congestione del traffico, pressione sulla viabilità ordinaria e significative ripercussioni sulla quotidianità dei residenti. Inserire un ulteriore polo attrattivo di grande scala impone quindi ragionevolmente una valutazione rigorosa non solo sotto il profilo progettuale, ma anche rispetto agli effetti permanenti sulla qualità della vita urbana. Cioè sulla vita quotidiana di tutti i cittadini di Rimini, non solo di quelli che in qualche modo sono coinvolti per interessi legittimi con le attività fieristiche, congressuali e turistiche”.
Il tema centrale emerso dall’incontro riguarda infatti il rapporto tra sviluppo e vivibilità: “I cittadini chiedono che ogni scelta strategica sulla trasformazione del territorio parta da un principio essenziale: il diritto a vivere la città in condizioni dignitose, accessibili e sostenibili. Ciò significa valutare attentamente l’impatto cumulativo delle grandi infrastrutture, evitando che il peso organizzativo e logistico degli eventi ricada in modo sistematico sulla vita quotidiana delle persone”.
Di qui la domanda posta nel corso della serata resta quindi aperta e riguarda l’intera comunità: “Fino a che punto è sostenibile organizzare la vita della città in funzione dei grandi eventi? Il dibattito non riguarda esclusivamente traffico, parcheggi o viabilità. Riguarda il tempo delle persone, gli spostamenti quotidiani, l’accessibilità ai quartieri, la possibilità di vivere normalmente gli spazi urbani. In altre parole sembrerebbe evidente che prima occorre adeguare e realizzare le infrastrutture funzionali alla mobilità -necessarie a colmare il deficit accumulato negli ultimi decenni- e solo dopo iniziare a valutare la realizzazione di nuovi poli in grado di attrarre ulteriori flussi di persone e traffico. Su un progetto di questa portata è necessario aprire un confronto pubblico trasparente, democratico, fondato su dati, analisi e valutazioni oggettive, mettendo al centro l’interesse generale della città e dei suoi cittadini. Il tema non è fermare lo sviluppo, piuttosto capire quando lo sviluppo smette di essere sostenibile!”
E sulla loro pagina facebook sono ancora più diretti: “Qui ci stanno chiedendo di sacrificare il nostro tempo prezioso della nostra vita. E il tempo, quello vero, non ha prezzo”. Per questo “tra pochissimo uscirà la Petizione da firmare per cercare di contrastare questa megalomania”.
Fonte: https://www.riminiduepuntozero.it/


