San Marino. DEMOS: il campo progressista ha le carte in regola, usiamole!
Negli ultimi mesi alcune forze del campo progressista hanno tentato di tenere la linea su questioni di rilevanza
istituzionale e civile, lo riconosciamo, lo diciamo pubblicamente e certamente non è scontato farlo in un clima politico dove la pressione della parte avversa è forte e il coraggio di esporsi ha un costo reale.
Ma questo non basta!
Sulla 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗮 c’è stato un tentativo apprezzabile di ottenere una composizione paritaria, che
avrebbe garantito un lavoro celere e imparziale nell’accertamento delle responsabilità ma quel tentativo si è scontrato, come sempre, con la forza democristiana e non è riuscita a prevalere.
Resta però aperta una questione che non può essere archiviata: i membri del CDA di Ente Cassa dovrebbero dimettersi. Avendo fallito la prima vendita, non possono essere gli stessi soggetti a guidare la seconda, se non altro per una questione di etica della responsabilità. Il campo progressista deve restare unito su questo punto.
𝗦𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘁𝗶𝘃𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗖𝗘𝗗𝗨 Il silenzio è stato quasi totale. Il capogruppo della DC ha lanciato in Consiglio allusioni sull’esistenza di una figura infiltrata negli organismi di Strasburgo, allusioni prontamente rilanciate da un organo di stampa trasformandole in una serie di domande retoriche che, pur senza formulare accuse dirette, veicolano l’insinuazione che un giudice sammarinese possa aver orientato sentenze collegiali della CEDU per fini politici interni. Queste possibili allusioni delegittimano di fatto una istituzione internazionale a tutela dei diritti fondamentali, questa non è una normale schermaglia politica. Proprio per questo motivo a nostro avviso meritava un distinguo netto, che purtroppo non è arrivato. Apprezziamo tuttavia quei consiglieri progressisti che hanno avuto il coraggio di contraddire pubblicamente la posizione del capogruppo democristiano.
𝗦𝘂𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗹𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝗜𝗿𝗮𝗻 𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮𝗺𝗲𝗿𝗶𝗰𝗮𝗻𝗮 il campo progressista, insieme al governo, si è fermato a un comunicato istituzionale di sostegno al Papa, per carità era dovuto ma insufficiente per forze che hanno una collocazione di valori precisa sul tema della pace e del diritto internazionale, tanto più che proprio in questi giorni il PSD ha dimostrato che si può fare di più e meglio, infatti la proposta portata da Gerardo Giovagnoli al Progressive Forum di Barcellona, che individua San Marino come spazio europeo stabile per il dialogo e la mediazione internazionale è esattamente il tipo di iniziativa coraggiosa e lungimirante che condividiamo e che ci aspettiamo dal campo progressista. Demos la sostiene convintamente e invita le altre forze a farne propria la logica. San Marino ha una storia e una vocazione che possono essere risorse concrete per la pace, non solo simboli da evocare nelle celebrazioni.
𝗦𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝗺𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲𝗮 𝗭𝗮𝗳𝗳𝗲𝗿𝗮𝗻𝗶 𝗮𝗹𝗹’𝗔𝘂𝘁𝗼𝗿𝗶𝘁𝗮 𝗚𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗿𝗶𝘃𝗮𝗰𝘆 registriamo con preoccupazione che le
forze progressiste di maggioranza abbiano fatto mancare i propri voti e questo non è solo un errore strategico, ma una grave mancanza di rispetto politico perché il sostegno a figure di comprovata competenza non è una concessione, ma il presupposto fondamentale della lealtà tra partiti.
Frenare queste designazioni significa cedere a una narrazione distorta che mira a isolare una singola forza politica, usandola come capro espiatorio per coprire i problemi del Paese. È una logica di convenienza politica che nulla ha a che fare con il progresso. Pur riconoscendo gli errori passati nati dal tentativo di risanare il sistema con partner inadeguati, non accettiamo che la volontà di scardinare vecchi centri di potere venga oggi usata come una colpa. Se il campo progressista preferisce l’isolamento di chi ci ha provato a cambiare il paese, alla lealtà istituzionale, deve avere il coraggio di spiegarlo chiaramente ai propri elettori. Senza rispetto reciproco nelle nomine, non può esistere una politica della condivisione nelle differenze.
Demos non chiede ai progressisti in maggioranza atti eroici né rotture traumatiche, chiede coerenza tra i valori dichiarati e le posizioni pubbliche. In un paese piccolo dove i rapporti di forza sono squilibrati, la coerenza è l’unica cosa che costruisce credibilità nel tempo. La credibilità è l’unica risorsa che può cambiare quei rapporti di forza.
Per questo invitiamo le forze progressiste a condurre con la stessa determinazione le battaglie che toccano direttamente la vita dei sammarinesi, la riduzione del costo della vita, una soluzione concreta al problema degli affitti, il lavoro, l’Istruzione che tenga conto dell’interesse della crescita culturale dei nostri giovani, il rafforzamento dello stato sociale attraverso maggiori risorse per l’ISS.
Sono queste le battaglie che i cittadini si aspettano e sono queste le battaglie che distinguono una forza progressista da una forza di potere.
Demos è pronta a combatterle insieme a chi condivide questa visione ma per farlo serve anche costruire un modello di relazioni politiche diverso da quello che abbiamo ereditato, un modello fondato sulla condivisione degli obiettivi e sul rispetto reciproco, capace di isolare chi preferisce avvelenare i pozzi piuttosto che contribuire a risolvere i problemi del paese. San Marino non può più permettersi il lusso di chi semina sfiducia per raccogliere potere!
𝗠𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗗𝗲𝗺𝗼𝘀


