San Marino incontra Dante e San Francesco, tra musica, poesia e arte, con le tradizionali quattro conferenze e una mostra pittorica
Anche nel 2026 la Repubblica di San Marino rinnova uno dei suoi appuntamenti culturali più significativi: il Mese Dantesco, rassegna promossa dall’Associazione Sammarinese Dante Alighieri.
Giunto alla sua XIX edizione, il Mese Dantesco si conferma come un laboratorio culturale di alto profilo, capace di coniugare rigore scientifico e apertura interdisciplinare, coinvolgendo studiosi, docenti, artisti e studenti in un dialogo continuo tra tradizione e interpretazione.
Realizzata in collaborazione con l’Istituto Musicale Sammarinese e la Scuola Superiore, e con il patrocinio della Segreteria di Stato per la Cultura, dell’Ambasciata d’Italia a San Marino e della Commissione Nazionale Sammarinese per l’UNESCO, l’edizione 2026 propone un percorso che si sviluppa tra aprile e maggio, arricchito da una significativa integrazione tra parola, musica e arti visive.
Elemento distintivo di quest’anno è il riferimento all’ottavo centenario francescano, che attraversa il programma e offre una chiave di lettura particolarmente suggestiva del pensiero dantesco, in relazione alla figura e alla spiritualità di san Francesco.
Il ciclo di incontri prenderà avvio mercoledì 22 aprile alle ore 17.30 presso il Teatro Titano con An die Natur, un percorso tra musica e sensibilità francescana guidato da Nicola Giaquinto, con la partecipazione di docenti e allievi dell’Istituto Musicale Sammarinese e della Scuola Superiore.
Seguiranno, presso la Sala Batoni del Museo di Stato, gli appuntamenti del 6 maggio, con Meris Monti e Paolo Valentini (Di questa costa… nacque al mondo un sole), dedicato alla figura di san Francesco tra Dante e la tradizione artistica, e del 13 maggio, con Maurizio Gobbi (Così nel mio parlar vogl’esser aspro), dedicato ai poeti “volgari” dell’età dantesca.
Protagonista assoluto di questa edizione sarà Giuseppe Fanfani, artista e studioso di Dante, figura di rara completezza nel panorama culturale contemporaneo. La sua presenza costituisce il vero baricentro della manifestazione: da un lato autore della mostra Anime Prave, dall’altro relatore dell’incontro conclusivo del ciclo.
La mostra, allestita presso il Museo di Stato dal 21 maggio al 7 luglio, presenterà un ciclo di opere pittoriche dedicate all’Inferno dantesco, nate da un approfondito lavoro di esegesi del testo. Le immagini di Fanfani non sono semplici interpretazioni artistiche, ma vere e proprie traduzioni visive della parola dantesca, capaci di restituirne la forza drammatica, la tensione morale e la densità simbolica. La presentazione inaugurale, prevista per mercoledì 20 maggio alle ore 17.30 presso la Sala Batoni, sarà affidata a suor Maria Gloria Riva, che offrirà una lettura teologica e iconografica dell’opera, contribuendo a mettere in luce la profondità spirituale del progetto.
A suggello del percorso, mercoledì 27 maggio, lo stesso Giuseppe Fanfani interverrà come relatore con la conferenza Io fui di Montefeltro, io son Bonconte, dedicata al tema del pentimento e del perdono nel V canto del Purgatorio: un’occasione preziosa per cogliere, nella sua duplice veste di artista e interprete, l’unità tra pensiero, parola e immagine.
Il Mese Dantesco 2026 si conferma così non solo come una rassegna di incontri, ma come un progetto culturale organico, capace di offrire al pubblico un’esperienza articolata e coinvolgente, nella quale la lezione di Dante continua a parlare al presente attraverso linguaggi diversi e complementari.
L’Associazione Dante Alighieri ringrazia la Società Unione Mutuo Soccorso per il sostegno assicurato e invita la cittadinanza a partecipare. Tutti gli incontri sono a ingresso libero.
Ufficio Stampa


