Il PSD propone San Marino quale luogo di lavoro per la pace, il dialogo e la diplomazia
Gerardo Giovagnoli, Segretario Internazionale del PSD, ha consegnato – a nome del Segretario Luca Lazzari e della Presidente Silvia Cecchetti – una proposta di collaborazione al Presidente dell’Internazionale Socialista e Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez e al Presidente del Partito Socialista Europeo Stefan Löfven, già Primo Ministro svedese. Della proposta è stata informata anche Elly Schlein, Segretaria del Partito Democratico, formazione con la quale il PSD ha recentemente siglato un importante accordo bilaterale. La consegna è avvenuta in occasione dell’assemblea di mobilitazione mondiale dei partiti e dei leader progressisti svoltasi a Barcellona, significativamente intitolata “Avanti insieme ora”.
Il contesto in cui nasce questa iniziativa è tutt’altro che casuale. Assistiamo infatti a un’intensificazione quotidiana degli attacchi ai principi cardine del multilateralismo, del diritto internazionale, dello Stato di diritto e della democrazia. Allo stesso tempo, si afferma con crescente preoccupazione il ritorno della guerra come strumento ordinario – e non più eccezionale – di risoluzione dei conflitti: una deriva pericolosissima che genera sofferenza e morte e che, come dimostrano le crisi in corso, in particolare in Medio Oriente, non produce soluzioni, ma alimenta nuove tensioni e futuri conflitti. In questo scenario, la Repubblica di San Marino si propone come un baluardo di libertà fondato sulla diplomazia, sulla negoziazione e, in ultima analisi, sulla pace.
È proprio a partire da questa identità che il PSD ha avanzato una proposta concreta: valorizzare il ruolo di San Marino quale spazio europeo stabile per il confronto politico, il dialogo e, quando necessario, la mediazione. Un luogo discreto ma riconoscibile, capace di ospitare incontri riservati, favorire momenti di ricomposizione e contribuire alla costruzione di percorsi condivisi sui grandi temi internazionali, a partire dalla pace, dalla sicurezza e dal rafforzamento delle istituzioni multilaterali. Una proposta che si inserisce nello spirito emerso a Barcellona e che intende rafforzare la capacità di iniziativa comune del campo progressista e socialdemocratico a livello internazionale. Di seguito il testo integrale della lettera consegnata al Presidente Sánchez e al Presidente Löfven.
“Gentile Presidente dell’Internazionale Socialista Pedro Sánchez, Gentile Presidente del PSE Stefan Löfven, negli ultimi anni, anche attraverso il vostro lavoro, è emersa con maggiore chiarezza un’esigenza: quella di esprimere una capacità di iniziativa condivisa del campo progressista e socialdemocratico, oltre i confini nazionali, come risposta comune a una fase internazionale segnata dal ritorno dei conflitti e dagli attacchi al multilateralismo. Barcellona, in questo senso, non è solo un momento di incontro: è un luogo in cui prende forma un processo, in cui esperienze diverse si ritrovano per costruire connessioni, visione e iniziativa comune. È proprio a partire da questo spirito che desideriamo avanzare una proposta. Esistono momenti in cui anche i luoghi assumono un valore politico. Non solo per ciò che ospitano, ma per ciò che rappresentano. San Marino è una rocca. Ma è anche, da oltre diciassette secoli, una Repubblica libera. La più antica al mondo. Una fortezza della democrazia e della libertà nel cuore dell’Europa. Un luogo che ha attraversato le trasformazioni della storia non attraverso la forza, ma attraverso la continuità delle istituzioni, la ricerca dell’equilibrio, l’esercizio nei momenti decisivi, dell’abilità diplomatica.
Proprio questa natura può rappresentare una risorsa. Non essendo parte delle grandi competizioni, può rendersi disponibile al dialogo. Può offrire spazio. Non solo, l’Articolo 1 della Carta Costituzionale recita così: “La Repubblica di San Marino riconosce, come parte integrante del proprio ordinamento, le norme di diritto internazionale generalmente riconosciute e conforma ad esse i suoi atti e la condotta. Si uniforma alle norme contenute nelle dichiarazioni internazionali in tema di diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Riconferma il diritto di asilo politico. Rifiuta la guerra come strumento di risoluzione delle controversie fra Stati e si conforma, nell’azione internazionale, ai principi sanciti dallo Statuto delle Nazioni Unite. L’ordinamento sammarinese riconosce, garantisce ed attua i diritti e le libertà fondamentali enunciate nella Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Gli accordi internazionali in tema di protezione delle libertà e dei diritti dell’uomo, regolarmente stipulati e resi esecutivi, prevalgono in caso di contrasto sulle norme interne.”
In un tempo segnato dalle logiche di potenza, anche il “piccolo” può avere un ruolo: non alternativo, ma complementare. Non nel decidere, ma nel rendere possibile l’incontro. Non nel guidare, ma nel tenere aperti i canali. O determinarli. La Repubblica di San Marino si affida e promuove il multilateralismo, il dialogo, il diritto internazionale, la diplomazia. San Marino, quale Repubblica non insulare più piccola al mondo, è una testimonianza diretta e viva della primazia della capacità negoziale sulla potenza militare, della libertà sulla coercizione, della esigenza di pace su quella della guerra. Mai come oggi il contrasto è massimo con le due grandi potenze, entrambe paradossalmente nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, entrambe portatrici di guerre. È in questa prospettiva che il Partito dei Socialisti e dei Democratici è disponibile a fare la sua parte nella campagna di mobilitazione che da oggi prende ulteriore vigore e formuliamo la nostra proposta: riconoscere nella Repubblica di San Marino uno spazio europeo stabile per il confronto politico e, quando necessario, per iniziative di dialogo e mediazione. Non una sede di rappresentazione, ma un luogo di lavoro: per incontri riservati, momenti di ricucitura, passaggi preparatori, anche in relazione a contesti di tensione internazionale, sui temi della pace, della sicurezza e del ruolo dell’Europa e delle istituzioni multilaterali. Un luogo raccolto, ma riconoscibile. Una sede discreta, ma carica di significato. Una piccola Repubblica che, proprio perché tale, può contribuire a tenere insieme ciò che altrove rischia di dividersi. Affidiamo questa proposta alla Vostra attenzione come possibile sviluppo del percorso che a Barcellona prende avvio.”
Psd


