Territorio, la maggioranza: “Riforma attesa da 30 anni”
Via libera in Commissione alla legge sulla pianificazione strategica territoriale, un passaggio che la maggioranza presenta come decisivo per il futuro urbanistico della Repubblica di San Marino.
“La maggioranza esprime soddisfazione per l’approvazione in Commissione della Legge sulla Pianificazione Strategica Territoriale, un passaggio fondamentale che segna l’avvio concreto di una riforma attesa da oltre trent’anni e destinata a innovare profondamente l’urbanistica della Repubblica di San Marino”, si legge nel comunicato diffuso al termine dei lavori.
Il testo introduce un nuovo approccio alla gestione del territorio. “La nuova normativa introduce un modello di governo del territorio moderno, dinamico e orientato alla sostenibilità, fondato su principi chiari: tutela dell’interesse pubblico, qualità della vita, rigenerazione urbana e contenimento del consumo di suolo”. In questo quadro cambia anche la visione dello sviluppo. “Lo sviluppo non viene più concepito come espansione indiscriminata, ma come riqualificazione dell’esistente, recupero degli spazi già urbanizzati e valorizzazione del patrimonio territoriale”.
Nel comunicato viene sottolineata la portata politica della riforma. “Non si tratta di una scelta ideologica, ma di un atto di responsabilità verso il futuro del Paese e delle nuove generazioni”.
Tra i punti evidenziati figura l’introduzione di nuove soluzioni abitative. “Elemento qualificante della riforma è l’introduzione di nuove funzioni abitative a forte valenza sociale: co-housing, studentati e comunità abitative”, strumenti che, secondo la maggioranza, permetterebbero di affrontare le criticità legate all’abitare. “Si tratta di strumenti innovativi che consentono di rispondere in modo concreto all’emergenza abitativa, ampliando l’offerta e favorendo nuovi modelli di convivenza, inclusivi e sostenibili, anche in relazione alla crescita dell’Università e alla necessità di attrarre giovani e studenti nel Paese”.
Un altro elemento riguarda il ruolo dello Stato nella pianificazione. “La legge rafforza inoltre il ruolo pubblico nel governo del territorio: lo Stato definisce indirizzi, regole e priorità, mentre il privato è chiamato a sviluppare le opportunità all’interno di un quadro chiaro, trasparente e meno discrezionale”, si legge, con l’obiettivo di promuovere “un modello virtuoso di collaborazione pubblico-privato, orientato anche alla realizzazione di infrastrutture e opere di interesse collettivo”.
Il testo pone attenzione anche agli aspetti di tutela ambientale. “Particolare rilievo assume anche il rafforzamento degli strumenti di tutela: il Piano di salvaguardia e valorizzazione del territorio, unitamente ai piani tematici, garantirà una pianificazione più attenta agli equilibri ambientali, alla sicurezza idrogeologica e alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale, senza intaccare le aree agricole e le invarianti territoriali”.
Nel comunicato si fa riferimento anche alle critiche arrivate dall’opposizione. “Di fronte alle critiche dell’opposizione, spesso infondate e strumentali, la maggioranza ribadisce la solidità e la coerenza del testo normativo”, sottolineando che il confronto ha comunque prodotto modifiche condivise. “Il confronto in Commissione ha portato anche a contributi migliorativi, su alcuni articoli condivisi, a dimostrazione di un percorso serio e aperto”.
La riforma viene infine presentata come un cambio di impostazione complessivo. “Questa riforma rappresenta un cambio di paradigma: più trasparenza, maggiore coinvolgimento del Consiglio Grande e Generale, pianificazione partecipata e strumenti flessibili capaci di adattarsi alle esigenze del Paese”. E ancora: “È una legge che guarda avanti, che incentiva il riuso e premia chi investe nella riqualificazione, che tutela il territorio e al contempo crea nuove opportunità di sviluppo economico e sociale”.
L’iter legislativo proseguirà ora con la seconda lettura in Consiglio. “La maggioranza prosegue con determinazione verso la seconda lettura, così da poter finalmente dotare San Marino di uno strumento all’altezza delle sfide contemporanee”, conclude il comunicato.


