La Biblioteca Gambalunga augura buona Pasqua con le pagine di antico libro dei Padri Riformati di Verucchio
C’è un libro antico, grande quasi mezzo metro, pensato per essere condiviso più che sfogliato: un antifonario miniato, segnato VIII, proveniente dal convento dei Padri Riformati di Verucchio. Lo si può immaginare aperto su un leggio, al centro del coro, mentre più voci si raccolgono attorno alle sue pagine.
La sua presenza è solida e concreta: la legatura in pelle impressa a secco su assi lignee, le borchie metalliche che ancora proteggono la coperta. Anche i tagli delle pagine, colorati di rosso, parlano di un oggetto vissuto, fatto per durare e accompagnare il ritmo quotidiano della preghiera.
Sulle pagine, la musica prende forma attraverso i neumi, segni che non fissano ogni nota ma suggeriscono il movimento del canto, affidandolo alla memoria di chi lo intona. Il libro guida il Mattutino, la preghiera della notte, dove salmi, letture e canti si alternano in un tempo sospeso tra buio e luce.
E poi, all’inizio della pagina, appare una grande iniziale: la “S” di Surrexit. Dentro quella lettera prende forma l’immagine della Pasqua. Cristo risorto emerge dal sepolcro, frontale, essenziale, con il vessillo della croce. Pochi elementi, chiari e forti, pensati per essere colti anche da lontano, mentre il canto riempie lo spazio.
In quel momento, tra voce e immagine, il messaggio della resurrezione si rende visibile e udibile insieme. E ancora oggi, attraverso questo libro, continua a raccontarsi come un annuncio di speranza, di rinascita, di vita che si rinnova.
La Biblioteca Civica Gambalunga augura a tutti una serena Pasqua!


