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San Marino, CSdL: “Sistema economico opaco, servono scelte chiare”

La relazione 2025 del Settore di Indagine e Controllo sulle Attività Economiche (SICAE) del Corpo della Polizia Civile riporta al centro del dibattito il funzionamento del sistema economico sammarinese. A intervenire è la CSdL, che sollecita un cambio di direzione nelle politiche di sviluppo.

Nel comunicato si legge che “la relazione del Settore di Indagine e Controllo sulle Attività Economiche del Corpo della Polizia Civile, relativa al 2025, ci induce a chiedere nuovamente alla politica di assumere un indirizzo chiaro rispetto allo sviluppo del Paese, nella direzione dell’economia reale e abbandonando definitivamente quella opaca”.

Il quadro che emerge viene definito critico: “scorrendo il testo emerge un quadro inquietante: non si ferma (anzi!) il fenomeno delle truffe on-line e delle attività funzionali all’evasione dell’IVA”, con una concentrazione delle destinazioni delle merci “nei territori italiani ove risultano radicate organizzazioni malavitose”.

Secondo la CSdL, il tema non è stato adeguatamente affrontato a livello istituzionale. Nel comunicato si evidenzia infatti che “nello scorso CGG se ne è parlato solo in comma comunicazioni da parte di alcuni Consiglieri e Segretari di Stato, mentre nella seduta corrente non è presente un comma specifico”, aggiungendo che “nella relazione si ribadiscono gran parte delle considerazioni svolte in quella riferita al 2024: evidentemente ben poco è stato fatto in questo lasso di tempo”.

Sul fronte normativo, la relazione evidenzia elementi contrastanti. Da un lato “il SICAE valuta positivamente gli effetti del Decreto-Legge n. 76/2025, in termini di riduzione dei fatturati nello specifico settore del beverage”, ma dall’altro segnala criticità operative: “mette altresì in luce le modalità con le quali vengono aggirate le norme, oltre alle carenze presenti nel sistema dei controlli, sia in termini di operatività che di personale messo a disposizione”.

Viene inoltre criticato un altro intervento legislativo: “il Decreto Delegato n. 50/2024 ha soppresso i controlli precedentemente previsti e limitato le sanzioni a importi di modesta entità”, configurando “la direzione opposta a quella che servirebbe per contrastare efficacemente i fenomeni distorsivi del mercato, quando non illeciti”.

La relazione distingue tra imprese consolidate e realtà più recenti, sottolineando che “tali fenomeni non riguardano le imprese storiche operanti nei settori merceologici ‘attenzionati’ […] ma quelle di più recente costituzione, che si relazionano con imprese italiane che aprono e chiudono continuamente”.

Vengono inoltre indicati ambiti che richiedono ulteriori verifiche: “meritano specifica attenzione e ulteriori approfondimenti anche i settori degli aeromobili e delle imbarcazioni, per i quali non è disponibile l’accesso ai pertinenti registri”, evidenziando che “le immatricolazioni di questi beni […] sono letteralmente esplose negli ultimi anni”.

Il comunicato richiama anche la necessità di valutare la qualità della crescita economica: “l’enfasi con la quale il Governo rimarca la crescita del numero delle attività economiche nel periodo post-Covid abbisognerebbe di una valutazione approfondita, in termini di apporto effettivo agli investimenti nell’economia reale”, sottolineando che “non di rado, i dipendenti delle attività operanti nei settori sensibili non risultano presenti in sede”.

La CSdL evidenzia quindi la necessità di interventi immediati: “la relazione è molto propositiva, in termini di richiesta di interventi normativi ed organizzativi: chiediamo che venga data risposta senza indugio a queste sollecitazioni”, aggiungendo che “non è accettabile che vengano sottovalutate, se non accondiscese, pratiche distorsive”.

Infine, viene richiamato un caso specifico ritenuto particolarmente grave: “siamo rimasti increduli nel leggere che il SICAE ha segnalato all’Autorità Giudiziaria una società che svolgeva attività bancaria abusiva”, evidenziando che “tale società risulta di proprietà di una banca sammarinese”.

Il comunicato conclude sottolineando il tema della credibilità del Paese: “la reputazione del nostro Paese è il principale biglietto da visita per attrarre nuove imprese virtuose”.