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San Marino. “Il cima cambia” conferenza pubblica con le istituzioni e i professionisti del settore. Intanto la Protezione Civile attiva un centro di raccolta dati

di Angela Venturini.

Siamo tutti meteorologi. Basta un po’ di pioggia, un vento più forte del solito, mezzo metro di neve, o un’estate un po’ secca, per azzardare previsioni, commenti e luoghi comuni: non ci sono più le mezze stagioni. Eppure, le informazioni non mancano per esprimersi con maggiore cognizione di causa, proliferano i siti meteo e le rubriche giornaliere su radio e tivù. Tuttavia, quello che interessa di più alla gente è sapere se c’è il sole quando deve andare al mare, o la neve quando vuole fare una vacanza in montagna.

Ma la meteorologia, che non è il clima, è una scienza assai complessa. Studia l’atmosfera terrestre e i fenomeni fisici che vi avvengono, con l’obiettivo di comprendere e prevedere il tempo atmosferico a breve termine. Il clima invece è ciò che ci aspettiamo di trovare conoscendo l’abitudine del tempo in quel luogo e in quella stagione, ovvero l’insieme delle caratteristiche tipiche del meteo. Quando cambia il clima (non il meteo!) gli equilibri di un habitat vanno in crisi. Ci si può adattare con un nuovo processo evolutivo (ma l’evoluzione è lentissima e richiede migliaia di anni) o si può migrare verso habitat più congeniali, ma non tutti possono farlo. E di cambiamenti climatici, negli ultimi due decenni (ma forse anche più) ne abbiamo visti davvero tanti, spesso con conseguenze catastrofiche per l’habitat umano e naturale.

Non è caso, dunque, che la Segreteria Territorio e la Protezione Civile abbiano organizzato una conferenza pubblica dal titolo “Il clima cambia”, sabato 28 febbraio alle ore 15, Sala Montelupo Domagnano.

Quando andiamo a pulire i fossi e l’alveo dei fiumi, a sistemare le paratie, a contenere le frane e fare bonifiche, non buttiamo via soldi che non hanno ritorno politico (come si pensava fino a qualche tempo fa), ma stiamo investendo in prevenzione e salvaguardia del territorio” spiega il Segretario di Stato Matteo Ciacci durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento di sabato prossimo. Precisa anche che è anche con questi interventi di tutela delle località più fragili o dei siti a rischio, che San Marino contribuisce in maniera fattiva alle convenzioni internazionali che hanno gli stessi obiettivi, ma su scala mondiale.

Il rischio maggiore per San Marino – illustra il capo della Protezione Civile, Pietro Falcioni – a causa della sua particolare orografia, è di tipo idrogeologico, piuttosto che idraulico”. In pratica, si tratta di fenomeni come frane, smottamenti, colate di fango ed erosioni, spesso intensificati da urbanizzazione, deforestazione e cattiva gestione del territorio. Su queste emergenze, vengono spesso chiamati ad intervenire i Volontari di Protezione Civile sammarinesi, con attrezzature apposite per fronteggiare questa tipologia di eventi. In Romagna e in Toscana, sono stati invece chiamati per collaborare a contenere emergenze idrauliche di grande portata.

Indubbiamente, sono segnali molto forti di un clima che cambia anche nelle nostre zone, così tanto velocemente che quasi non ce ne accorgiamo, visto che ormai si considerano normali inverni tiepidi e senza neve, oppure estati roventi come nei climi africani. Attualmente, San Marino non fa attività di previsione meteo e si affida agli Alert dell’Emilia Romagna, ma anche qui le cose stanno cambiando. Da qualche tempo, la Protezione Civile ha allestito un centro funzionale di raccolta dati, che vengono messi in correlazione con i fenomeni al suolo. Il centro è prodromico all’allestimento di una sala operativa per prepararsi agli eventi meteo-climatici estremi. Ad occuparsi di questo centro funzionale è il meteorologo sammarinese Luca Gualandra, che sarà anche il moderatore del convegno di sabato pomeriggio sul clima.

Al tavolo dei relatori, le istituzioni sammarinesi rappresentate dal Segretario di Stato Matteo Ciacci e dal comandante Pietro Falcioni. I professionisti del settore saranno invece rappresentati da: Antonello Pasini, un fisico che fa ricerca e divulgazione sui cambiamenti climatici; Elena Zannoni, sindaca di Lugo, che ha visto oltre il 45% del suo territorio occupato dalle acque; Pier Luigi Randi, presidente associazione meteo professionisti; e Moreno Fogliata, blogger.

Al termine degli interventi, anche il pubblico sarà chiamato ad intervenire con domande, considerazioni e proposte.