Politica

San Marino. I Capifamiglia: San Valentino e il PSD

Il comunicato del Partito dei Socialisti e dei Democratici del 12 febbraio è l’ennesimo testo pieno di parole importanti – “responsabilità”, “credibilità”, “rigore” – ma vuoto quando si tratta di ammettere errori concreti. Si parla di preoccupazione per la situazione del Paese, ma si evita di dire una cosa semplice: molte delle scelte che oggi hanno creato problemi sono state fatte quando lo stesso partito era al governo.

Da anni ai cittadini viene raccontato che ogni grande accordo con l’esterno rappresenta una svolta decisiva. È già successo in passato: riforme presentate come necessarie e inevitabili, poi rivelatesi incomplete o dannose. E in molte di quelle fasi il PSD sedeva nei governi e votava quelle decisioni. Oggi si ripropone lo stesso schema con l’associazione all’Unione Europea: viene descritta come l’unica strada possibile, quasi una salvezza obbligata.

Ma l’Europa non è una bacchetta magica. Se uno Stato non funziona bene al suo interno, se la politica non si assume le proprie responsabilità, nessun accordo internazionale può risolvere i problemi al posto nostro. Pensare che firmare un’intesa con Bruxelles sistemi automaticamente banche, istituzioni e investimenti è un’illusione pericolosa.

Sul sistema bancario, ad esempio, si parla di maggiore collaborazione con la Banca d’Italia e con le autorità europee come se fosse l’unica soluzione. Ma viene da chiedersi: perché non si sono rafforzati prima i controlli interni, quando il PSD era parte delle maggioranze di governo? Perché oggi si scopre che mancano strumenti di prevenzione, quando quegli strumenti si sarebbero potuti costruire anni fa?

Dire che “mancano strumenti” significa ammettere che chi ha governato non li ha creati. E invece di fare autocritica, si propone di delegare sempre di più all’esterno. Questo non è rafforzare lo Stato, è ammettere che non si è stati capaci di farlo funzionare.

Anche il continuo richiamo alle richieste del Parlamento europeo e alle possibili sanzioni suona come un modo per mettere pressione ai cittadini: o si accetta questa strada, oppure si resta isolati. Ma un Paese che vive sotto la minaccia costante di sospensioni o richiami non è un Paese più forte, è un Paese più dipendente.

Il problema vero è che questo percorso verso l’associazione europea viene presentato come inevitabile, senza un confronto serio e senza spiegare chiaramente cosa si rischia di perdere. Meno autonomia nelle scelte economiche, meno libertà di adattare le regole alla nostra realtà, più vincoli decisi altrove. Non si tratta di essere “contro l’Europa”, ma di chiedersi se questo accordo, in queste condizioni, sia davvero nell’interesse del Paese.

Nel comunicato non c’è una parola di autocritica. Non si ammettono errori passati, non si riconosce che molte delle fragilità attuali sono nate quando il PSD faceva parte del governo. Si parla come se i problemi fossero capitati per caso, come se nessuno avesse avuto responsabilità.

L’associazione con l’Unione Europea, così come viene proposta oggi, rischia di diventare un altro grande errore presentato come scelta obbligata. Un salto nel buio che potrebbe limitare la nostra autonomia senza risolvere davvero i problemi strutturali.

Se si vuole davvero il bene di San Marino, prima di firmare nuovi impegni verso l’esterno bisognerebbe avere il coraggio di sistemare ciò che non funziona dentro casa, e di dire con chiarezza quali errori sono stati fatti – anche quando si era al governo. Senza questa onestà, ogni nuovo accordo rischia di essere solo l’ennesima promessa destinata a pesare sulle spalle dei cittadini.

E proprio perché oggi è San Valentino, vogliamo dirlo chiaramente: questo non è un attacco al Paese, ma una dichiarazione d’amore alla Repubblica di San Marino. Un amore fatto di rispetto, di senso di responsabilità e di volontà di difendere la sua dignità, la sua libertà e la sua autonomia. Chi ama davvero San Marino non lo consegna a scelte affrettate, non lo espone a rischi inutili, ma lo protegge, lo critica quando serve e lavora ogni giorno perché resti forte, indipendente e orgoglioso della propria storia.

I CapiFamiglia