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CSdL e CDLS incontrano l’Ambasciatore d’Italia

L’Ambasciatore d’Italia a San Marino, S.E. Fabrizio Colaceci, è stato ospite martedì 3 febbraio di CSdL e CDLS presso la sede della Centrale Sindacale Unitaria (CSU). La visita, avvenuta su invito delle organizzazioni sindacali, è stata motivata dalla volontà di “capire la profondità della presenza sindacale in territorio”, come affermato dallo stesso Ambasciatore.

L’incontro, durato oltre due ore, si è articolato in una prima visita alle sedi delle due Confederazioni e successivamente in un confronto con dirigenti, funzionari e dipendenti nei locali della CSU. Particolare interesse ha suscitato nell’Ambasciatore la mostra permanente dedicata alla storia del movimento sindacale sammarinese, allestita nei corridoi della Centrale.

Nel dialogo con le rappresentanze sindacali, guidate dai Segretari Generali Enzo Merlini per la CSdL e Milena Frulli per la CDLS, l’Ambasciatore ha riconosciuto il ruolo del sindacato come presidio di democrazia, richiamando la mobilitazione unitaria sulla Riforma IGR, culminata nei due scioperi generali. Una mobilitazione che ha portato a una modifica sostanziale del testo legislativo iniziale, superando le discriminazioni a danno dei lavoratori frontalieri e conducendo a una soluzione ritenuta accettabile. In questo percorso è stata indicata come decisiva la proposta avanzata dalle organizzazioni sindacali: “La possibilità di adesione parziale alle detrazioni Smac è stata una scommessa vincente”, hanno sottolineato i Segretari della CSU.

Nel corso dell’incontro è stato ribadito che “I lavoratori e le lavoratrici frontalieri rappresentano una risorsa importante per San Marino. Per questo intensificare i rapporti con l’Ambasciata d’Italia è importante per estendere reciprocamente le tutele.” È stato inoltre evidenziato come, nelle aree limitrofe, i circa 9.000 lavoratori impiegati in Repubblica producano un beneficio non solo occupazionale ma anche economico, poiché il reddito generato viene in larga parte reimmesso nel territorio italiano.

Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’Accordo di Associazione all’Unione Europea. L’Ambasciatore ha espresso apprezzamento per quello che ha definito un passaggio storico per San Marino, auspicandone una firma rapida e sottolineando che le prospettive migliori per il Paese risiedono nell’integrazione europea e non nell’isolamento. Nessun piccolo Stato, compresi quelli appartenenti allo Spazio Economico Europeo, ne ha tratto svantaggio, ha rimarcato.

Il confronto ha affrontato diverse questioni aperte nei rapporti bilaterali, con particolare riferimento ai lavoratori non residenti e ai pensionati ex frontalieri. Gli accordi del 1939 tra Italia e San Marino sono stati definiti fondamentali dall’Ambasciatore per la valorizzazione dell’identità dei due Paesi. I Segretari Generali hanno tuttavia evidenziato la necessità di modificare e integrare alcune parti della Convenzione bilaterale del 1974.

Tra le problematiche ancora irrisolte figura il riconoscimento dei permessi retribuiti per l’assistenza ai familiari non autosufficienti, che i sindacati chiedono vengano estesi anche ai lavoratori frontalieri, in particolare a coloro che non possono usufruirne in Italia. Un altro nodo riguarda l’impossibilità di cumulo dei contributi pensionistici per i dipendenti pubblici che hanno versato contributi in parte a San Marino e in parte in Italia. La CSU ha espresso la preoccupazione che la soluzione prevista dall’Accordo di Associazione con l’Unione Europea non affronti le situazioni pregresse, rendendo necessario un intervento retroattivo sulla Convenzione.

Ulteriori temi affrontati sono stati il superamento delle disparità di trattamento sugli ammortizzatori sociali, attualmente a carico dell’ISS anche se percepiti in Italia, e il riconoscimento integrale del credito d’imposta sul reddito da lavoro frontaliero. I Segretari hanno inoltre ripercorso la vicenda della diversa interpretazione dell’Agenzia delle Entrate dell’Emilia-Romagna in merito alla tassazione dei pensionati ex frontalieri, questione tuttora aperta nonostante le sentenze della Corte di Cassazione abbiano ribadito un’interpretazione estensiva del concetto di pensione all’interno dei sistemi di sicurezza sociale.

Secondo quanto emerso, la questione dovrebbe trovare soluzione attraverso un chiarimento politico tra i due Paesi, senza attendere un nuovo pronunciamento della Corte, che potrebbe richiedere diversi anni, lasciando nel frattempo i pensionati in una situazione di incertezza.

Nel corso dell’incontro si è discusso anche del tema della cittadinanza, che coinvolge numerosi cittadini in possesso sia di quella sammarinese sia di quella italiana. In questo ambito l’Ambasciatore ha chiesto la collaborazione del sindacato per sostenere iniziative informative volte a favorire la conoscenza del diritto alla riacquisizione della cittadinanza italiana, possibilità prevista da una normativa recente, soprattutto per le donne che vi avevano rinunciato per ottenere quella sammarinese. La CSU ha manifestato la propria disponibilità a collaborare.

CSdL e CDLS hanno infine espresso l’auspicio che il clima di dialogo emerso dalla visita possa proseguire, mantenendo aperti canali di confronto utili ad affrontare le questioni attuali e future che riguardano lavoratori, lavoratrici e cittadini di entrambi i Paesi.