Non esiste emancipazione femminile senza indipendenza economica. UDS avvia il corso curato da BCSM e UNIRSM: “Finanza al femminile: libertà e consapevolezza”
Angela Venturini
Sembra incredibile che ai giorni nostri ci sia un 40 per cento di donne che non hanno un conto corrente. Il dato viene da un’analisi italiana, ma possiamo pensare che a San Marino la situazione non sia molto dissimile. Il problema è che spesso, molto più spesso di quanto si possa immaginare, la mancata autonomia finanziaria della donna è preludio per la violenza di genere. La dipendenza da un uomo, che mantiene la moglie/compagna, porta al controllo, alla coercizione, al potere, che sono alla base della violenza, quella psicologica e quella fisica.
Considerazioni e concetti che hanno mosso l’UDS (Unione Donne Sammarinesi) ad affrontare l’argomento in maniera professionale e inclusiva, chiamando al suo fianco Banca Centrale, grazie alla spinta entusiastica della presidente Katia Tomasetti; e poi l’Università, con il gruppo L.E.I. (Laboratorio di Educazione all’Identità di Genere), e la Commissione Pari Opportunità che ha offerto il patrocinio. Nasce così il progetto: “Finanza al femminile: libertà e consapevolezza”, quattro appuntamenti a partire dal 28 gennaio destinati a tutte le donne (ma sicuramente aperti anche agli uomini che lo desiderassero). Alla vigilia della partenza di quello che è tutti gli effetti un corso di formazione finanziaria (che non ha esami e non darà attestati, ma conoscenza, sicurezza e autostima) la presentazione ufficiale da parte di tutti e tre i protagonisti: UDS, BCSM e Università. Parola d’ordine comune: prevenzione.
“Solitamente – afferma Daniele Berardi, vicedirettore BCSM – in tutti i casi di violenza, si agisce ex post. Qui vogliamo intervenire prima che si creino quelle situazioni di difficoltà causate dalla mancanza di risorse e di competenza finanziaria”. Banca Centrale è attiva da tempo su questo tema: ha collaborato con l’Authority pari opportunità al PDL per sostenere le vittime di violenza; ha sostenuto gli artisti che hanno creato un brano musicale in occasione del 25 novembre; ha messo tempo e risorse per un organismo collegiale presieduto da Catia Tomasetti, con l’obiettivo di affrontare i temi della diversità e dell’inclusione. “Il contributo diffuso di tutti, fa vincere le battaglie” sostiene Berardi, nella piena convinzione che un’azione collettiva faccia cresce la persona e, insieme, tutta la collettività. “La battaglia deve essere vinta, e anche in fretta”.
“Sappiamo che esistono persone con profonde fragilità” gli si affianca la presidente di UDS Valentina Rossi, dopo i ringraziamenti di rito a quanti, soggetti pubblici e privati, stanno sostenendo l’iniziativa. “Non possiamo agire su ciò che è già in atto, ma possiamo fare prevenzione, anche aprendo il dibattito su questi argomenti e invitando le persone a partecipare al corso”. Passa quindi alle modalità di adesione, che si invita a formalizzare quanto prima per dare modo ai relatori, tutti esperti di Banca Centrale di calibrare i propri interventi sulle effettive necessità della platea. L’iscrizione può rimanere assolutamente anonima, basta semplicemente specificare età, titolo di studio e professione, perché tanto basta a stabilire di quale livello dovrà essere la lezione. C’è anche la possibilità di connettersi con un QR code e scaricare la modulistica.
Il corso è strutturato in 4 appuntamenti, tutti alle 20,45, presso la sala Montelupo di Domagnano: il 28 gennaio, l’11 e il 25 febbraio, il 18 marzo. Ad ogni lezione, un argomento diverso, cominciando dall’A B C della formazione finanziaria.
Un ruolo importante lo avrà l’Università di San Marino, con la professoressa Elena D’Amelio, che in prima battuta ricorda che, in Italia, le donne hanno ottenuto il diritto di esercitare piena potestà sui propri beni finanziari nel 1975 con la Riforma del Diritto di Famiglia (legge 151). La legge ha abolito la necessità dell’autorizzazione maritale, sancendo la parità tra i coniugi e permettendo alle donne di gestire autonomamente denaro e proprietà, come aprire un conto corrente senza il consenso del marito. A San Marino, sia per questo diritto, sia per il voto, siamo arrivati ancora più tardi rispetto al resto dell’Europa. “A volte si pensa che certe cose succedevano solo nel Medioevo e invece sono recentissime” dice D’Amelio. Quindi, l’Università fornirà anche un quadro storico teorico dell’emancipazione femminile, perché ai giorni nostri ci sono ancora situazioni di sudditanza economica della donna. Ma per fortuna le cose stanno cambiando. È proprio di questi giorni la prima condanna del tribunale di San Marino per violenza economica. Il domani è tutto da costruire.
Si piò accedere al QR Code dalla locandina (che pubblichiamo qui sotto) o direttamente dal sito di UDS https://www.unionedonnesammarinesi.org/




