Sicurezza dei minori e vendita di oggetti pericolosi: attenzione sul centro storico di San Marino
Dopo i recenti fatti di cronaca avvenuti in una scuola di La Spezia, dove si è verificato un accoltellamento mortale, il tema della sicurezza dei minori torna al centro dell’attenzione anche nella Repubblica di San Marino. Il dibattito riguarda in particolare la vendita di oggetti potenzialmente pericolosi all’interno del centro storico, talvolta commercializzati come giocattoli ma ritenuti, secondo le istituzioni, strumenti contundenti a tutti gli effetti.
A intervenire pubblicamente è stato il Segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura Teodoro Lonfernini, che ha collegato l’episodio di cronaca italiana all’imminente avvio delle numerose gite scolastiche dirette verso San Marino, richiamando la necessità di una maggiore attenzione sul tipo di prodotti messi in vendita.
“Alla luce di quanto accaduto nella scuola italiana di La Spezia, dove si è verificato un accoltellamento mortale, se quest’anno, all’avvio delle numerose gite scolastiche verso il nostro Paese 🇸🇲, dovessi vedere in vendita quegli oggetti che alcuni negozianti spacciano per giocattoli, ma che in realtà sono a tutti gli effetti strumenti contundenti e molto pericolosi, giuro che chiederò al Congresso di Stato di avviare una procedura urgente per vietarne la vendita in tutto il centro storico”, ha dichiarato Lonfernini.
Il Segretario ha precisato che un eventuale intervento non avrebbe unicamente carattere repressivo, ma risponderebbe anche a una finalità educativa, richiamando il ruolo delle istituzioni nel trasmettere messaggi coerenti con i valori della comunità e con il contesto frequentato da studenti e visitatori.
“L’esempio deve passare anche da queste scelte: educare i ragazzi, i nostri e quelli che ci visitano, ad avere tra le mani solo strumenti di socialità e di pace, e non armi”, ha aggiunto.
Le dichiarazioni del Segretario all’Istruzione e Cultura aprono quindi alla possibilità di una iniziativa urgente del Congresso di Stato, finalizzata a valutare un divieto di vendita nel centro storico di articoli ritenuti incompatibili con la tutela dei minori e con la vocazione educativa e turistica del Paese. Un tema che si inserisce nel più ampio confronto sulla prevenzione della violenza e sulla responsabilità condivisa tra istituzioni, attività commerciali e comunità.



