Politica

L’opinione. San Marino ha letto l’ultima sentenza della CEDU?

di Marco Podeschi

In Italia il governo traballa per l’esito del referendum sulla giustizia, a San Marino il governo non batte ciglio sulle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo.

Le decisioni sui casi Simoncini vs. San Marino impongono una riflessione.

La miniriforma della giustizia fatta a velocità della luce dal governo nella legislatura 2019-2024 con Massimo Andrea Ugolini Segretario di Stato per la Giustizia che senso ha avuto?

Le considerazioni dei giuristi della corte europea contenute nei pronunciamenti seppelliscono la riforma Ugolini e la gestione della giustizia sammarinese dal 2020 in avanti.

“Tra gli obiettivi da raggiungere dalla Segreteria e dal Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini vi era, in primis, il rinnovamento e il miglioramento dello Stato di Diritto della Repubblica di San Marino. Il processo di innovazione, volto ad equiparare le esigenze di uno stato moderno come il nostro agli standard internazionali, è scaturito da un progetto che ha al centro il bilanciamento tra Giurisprudenza e Poteri dello Stato.

Il pacchetto di riforme realizzato si instaura attraverso il presente contesto storico/istituzionale con i requisiti internazionali di qualità della giustizia. Le riforme, tra tradizione e innovazione, evidenziano l’equilibrio tra l’entità di un piccolo stato e l’approdo europeo che San Marino ha scelto di seguire.

É arrivata infine quella spinta riformatrice che da moltissimo tempo si attendeva, con lo scopo di colmare quelle lacune nell’Ordinamento Giudiziario e nella Procedura Penale che da troppo tempo tratteneva la Repubblica di San Marino.” (tratto dal sito web della Segreteria di Stato per la Giustizia gestione Massimo Andrea Ugolini)

Se la “spinta riformatrice che da moltissimo tempo si attendeva” è quella contenuta nelle motivazioni contenute nei casi Simoncini vs. San Marino, allora c’è da farsi qualche domanda rispetto a un totale disastro realizzato dal Segretario di Stato per la Giustizia.

Rispetto all’Italia in cui la riforma della giustizia è stata bocciata dai cittadini, con la regola democratica del referendum facendo traballare vistosamente l’esecutivo, qui è ancora peggio.

Su due casi che in cui il ricorrente era parte del sistema giudiziario, il dott. Simoncini era un Commissario della legge prima della riforma Ugolini, la Corte europea dei diritti dell’uomo da un giudizio pesante sul “rinnovamento e il miglioramento dello Stato di Diritto della Repubblica di San Marino”.

La riforma Ugolini e quello che ne è conseguito dopo, perché di cose dal 2020 in avanti ne sono accadute tante nel sistema giudiziario, ha fatto regredire le lancette dello stato di diritto e portato alle decisioni della Corte, rispetto alla quale va riconosciuto il coraggio di una persona che non si è piegata a un sistema.

Massimo Andrea Ugolini si è ritagliato il suo posto nella storia della Repubblica.

Il Segretario di Stato riformatore ha fatto un disastro ma non solo, ha arrecato danni economici allo Stato. Le pagherà lui gli oneri?

Per onestà intellettuale ricordo che è le parti potrebbero chiedere di accedere all’ultima fase del ricordo presso la CEDU, la Grande Camera.

Ma il tenore delle considerazioni espresse dai giuristi è chiaro, limpido e tranchant.

Questa volta il governo e la maggioranza, sempre molto reattivi a dividere il mondo fra buoni e cattivi se si parla di giustizia, tacciono.

Ci sono responsabilità politiche pesanti, ricadute sul sistema giudiziario che ricordo funziona con le regole biasimate dai giuristi europei, c’è un problema politico su degli interventi che un Paese serio dovrebbe tempestivamente attuare affinché casi del genere non possano ripetersi.

Massimo Andrea Ugolini ha letto le decisioni della CEDU?

Ammetterà il gigantesco errore commesso della sua miniriforma perché se “lo scopo di colmare quelle lacune nell’Ordinamento Giudiziario e nella Procedura Penale che da troppo tempo tratteneva la Repubblica di San Marino.” era l’obiettivo allora è miseramente fallito, certificato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.