Politica

San Marino. Le opposizioni bocciano il Piano Strategico Territoriale: quella legge non ci appartiene, hanno già apparecchiato la tavola per qualcuno

di Angela Venturini.

È un lungo cahier de doléances quello che narrano le opposizioni al termine dell’esame in sede referente della legge sulla Pianificazione Strategica Territoriale, ancorché terminato con largo anticipo. Questioni di metodo, ma soprattutto di contenuto, con ampi risvolti politici su tutta la questione.

Tirava una brutta aria anche in maggioranza – rivela Gaetano Troina, DMLabbiamo sentito litigate e male parole sia nell’aula della commissione, sia nelle stanze adiacenti”. Esattamente come avevano anticipato già una settimana fa tutti e tre i gruppi di opposizione, conferma che quella legge non piace a nessuno di loro. “Libera, che esprime la Segreteria Territorio, aveva sempre detto che bisognava lavorare a un nuovo PRG; invece, ha sconfessato questa linea giustificandosi che qualcosa del testo di Boeri è stato mantenuto”. Tra i problemi preminenti, il fatto che novità quali lo studentato, il cohousing e le comunità abitative, pienamente condivisibili, hanno vincoli temporali limitati, scaduti i quali possono diventare qualsiasi altra cosa. Non c’è divieto alcuno a modificarne la destinazione, siano essi edificati su aree pubbliche o private. “In sostanza – spiega ancora Troina – questa legge va a cristallizzare prassi e abitudini nell’ambito delle Varianti e dei Piani Particolareggiati, dove la politica ha sempre sguazzato. Il meccanismo è rimasto inalterato”. Poi racconta anche che non era stato previsto neppure chi dovesse abitare in queste strutture.

La legge appena uscita dalla commissione, non ci appartieneafferma perentorio Matteo Casali, RF. Spiega che tutti gli emendamenti presentati dall’opposizione erano abrogativi, quindi velocissimi nella loro trattazione. Pertanto, non c’è stata nessuna forma di ostruzionismo. Semmai ha dovuto lavorare molto la maggioranza per sistemare errori e refusi presenti ovunque. Il nodo centrale rimane l’impostazione della legge. “Avevano il potere di dare una svolta, invece hanno spacchettato il PRG e l’hanno resuscitato. Troppe pressioni e troppi interessi: questa classe politica, così facendo, dimostra di non avere un progetto Paese”. Chiarisce che le famose Zone H sono in mano alla discrezionalità della CPT (Commissione politiche territoriali) e che riguardo alle zone interessate dal dissesto idrogeologico, di cui la legge parla ad ogni pagina, alla fine non si fa niente, perché si rimandano le questioni ad una relazione tecnica. “In questo clima surreale – continua Casali – abbiamo sentito dire che «in CPT, tra una spallata e una leccata, si fa tutto». Si poteva intervenire e mettere in paletti per arginare la CPT; invece, continuerà ad avere mani libere e pieni poteri. È stato davvero uno spettacolo triste”.

Durissimo anche Emanuele Santi, Rete, a cominciare dal metodo. Spiega che c’era un accordo originale tra i gruppi per non accavallare le commissioni tra di loro e con altri impegni istituzionali. Invece, è stata convocata la commissione sanità mentre era in corso la commissione territorio. Poi si è aggiunta anche la convocazione dell’Ufficio di Presidenza, che ha la preminenza su tutto perché convocato dalla Reggenza. Per i gruppi più piccoli, questo vuol dire essere assenti da qualche parte. “Di sicuro, qualcuno ha pensato che la non presenza di Rete, avrebbe potuto agevolare i lavori” commenta amaramente Santi. “La commissione territorio avrebbe potuto slittare a lunedì senza problemi, perché in caso di necessità questo è previsto”.

Riguardo alla Pianificazione Strategica Territoriale, rimane il giudizio negativo: “È uno strumento che porta avanti interessi personali e mantiene consapevolmente il vecchio andazzo. C’è già la tavola apparecchiata per qualcuno e purtroppo non si è fatto un bel servizio al Paese”.

In chiusura, Gaetano Troina, denuncia un’altra grave pecca politica: “Abbiamo assistito ad una sceneggiata in cui venivamo accusati di far perdere tempo e soldi. Mi sento molto offeso di questa cosa. Tanto più che hanno promesso modifiche al Regolamento Consiliare per limitare gli interventi dell’opposizione. Ma se passano il limite, faremo i nostri passi!”