San Marino. L’Accordo con la UE è il più alto esempio di riconoscimento della nostra sovranità. Non dobbiamo avere paura
di Angela Venturini.
È un assenso unanime, condito di suggerimenti e di riflessioni da parte dei rappresentanti di partito alla seconda serata sull’Europa. Una situazione assai insolita vedere maggioranza e opposizione concordare su un progetto, su un’idea, un grande obiettivo per San Marino.
È accaduto alla serata pubblica, celebrata mercoledì sera presso la sala Joe Kassar di Borgo Maggiore, dedicata in particolar modo ai cittadini e alle conseguenze che il percorso di integrazione determinato dall’Accordo, avrà su tutti noi.
“Non dobbiamo avere paura” ha esortato Giovanna Cecchetti, Consigliera indipendente in rappresentanza del Partito Socialista Riformista Sammarinese, chiamata a rispondere sui dubbi di qualcuno in merito al possibile rischio che l’identità e la sovranità della Repubblica potrebbe avere con l’associazione europea. “Aprendoci all’esterno, non perdiamo nulla – ha spiegato – perché la nostra forza non è sulla dimensione, ma sulla capacità di dialogare e di cogliere delle opportunità. Il rischio grosso, per noi cittadini, è rimanere isolati. Insomma, la firma non sarà uno switch off”. Sui giovani, che sembrano dimostrare apatia per quei temi che invece angosciano gli adulti, Giovanna Cecchetti, ha detto di sentirsi molto sicura: “I nostri giovani sono già europei e si muovono in Europa con grande sicurezza e consapevolezza”.
È andato più in profondità il Consigliere Nicola Renzi, in rappresentanza di Repubblica Futura, che ha tracciato una linea netta tra l’idea di sovranità e quella di un provincialismo gretto e privo di visione. “L’Accordo – ha sottolineato – è il più alto esempio di riconoscimento della nostra sovranità. Ed è anche il più grande accordo commerciale che la UE ha fatto con uno Stato: i rappresentanti di 450 milioni di cittadini si sono seduti al tavolo per trattare alla pari con i rappresentanti di 35 mila cittadini”. Ha quindi fatto riflettere la platea sul fatto che, per l’Europa, avere tre punti neri sulla sua carta geografica (San Marino, Andorra, Monaco), era comunque un problema. Per questo ha mostrato tutta la sua disponibilità a trattare, anche se il Principato di Monaco, per sue ragioni precipue, si è poi ritirato dal negoziato. Viceversa, per un piccolo Stato come San Marino, sarebbe un grosso problema rimanere isolato. Un punto nero dentro l’Europa. E a chi teme le modificazioni che si renderanno necessarie, ha ricordato: “Negli ultimi 30 anni, abbiamo dovuto modificare molte cose, a prescindere dalla UE. Un cambiamento in positivo dovrebbe essere voluto e ricercato da quanti dicono che, a loro, l’Europa non piace”.
Anche il Consigliere Giuseppe Morganti, in rappresentanza di Libera, ha suggerito che la nostra sovranità dovrà essere messa alla prova e sostenuta dalle nostre capacità culturali. “L’Accordo è una piattaforma di regole molto precise – ha rimarcato – mentre noi ancora facciamo cose che non si allineano con queste regole”. Il riferimento ad alcune recenti vicende finanziarie è piuttosto esplicito. “Dobbiamo dimostrare che San Marino non vuole essere un agente estraneo nel mercato finanziario europeo. E dobbiamo farlo lavorando in prospettiva, come abbiamo fatto a suo tempo, quando San Marino ha adottato lo scambio di informazioni finanziarie”. Infine, sull’acquis comunitario, che tanto spaventa per la sua mole di leggi da accogliere nel nostro ordinamento, Morganti ha precisato: “Non c’è alcun obbligo di applicarlo pedissequamente. È solo necessario attrezzarsi per acquisire nella nostra realtà le novità legate ad una maggiore integrazione”.


