San Marino. Il governo spiega cosa cambia (in meglio) con l’Accordo UE in materia di sanità, pensioni, scuola, lavoro, residenze
di Angela Venturini.
“Cittadini e Nuovi Diritti. Un’Europa più vicina: dai lavoratori ai pensionati, dall’istruzione alla sanità”. Un titolo impegnativo e molto interessante per la seconda serata dedicata ai temi salienti dell’Accordo San Marino – UE, mercoledì sera, presso la sala Joe Cassar di Borgo Maggiore. Le domande che si fanno i cittadini sono ricorrenti: quale impatto avrà l’Europa sulla nostra vita quotidiana? Cosa cambierà? Quali diritti e quali nuove possibilità ci saranno?
“Oggi, dal punto di vista giuridico, siamo cittadini extra europei. Cioè non considerati in maniera diversa da un americano, da un asiatico, o da un africano” ha esordito il Segretario agli Esteri Beccari, sottolineando un particolare che spesso ci sfugge. “E anche nel rapporto con l’Italia, con cui dialoghiamo, collaboriamo e facciamo accordi da tempi lontani, ci sono punti che alla fine si possono concretizzare solo nel rapporto con la UE”.
L’Accordo, pertanto, non ha una natura esclusivamente economica, ma risponde all’obiettivo fondante dell’Europa Unita: creare una cittadinanza europea, un territorio unico, dove tutti i cittadini abbiano gli stessi diritti. Di qui provengono le quattro libertà di circolazione: delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali, che devono essere applicate secondo il principio di equivalenza. “San Marino sarà un Stato associato, ma questo garantirà di godere degli stessi diritti riservati agli Stati membri, in un contesto di reciprocità” ha proseguito Beccari. Che poi ha affrontato anche il rovescio della medaglia, cioè la libera circolazione delle persone applicata al contrario. “È stato uno dei settori dove, in sede di trattativa, sono state tenute in considerazione le ridotte dimensioni della Repubblica. Pertanto, sono state previste delle deroghe che limitano l’ingresso dei cittadini europei secondo percentuali che non alterano l’attuale dinamica di ingressi annuali”. Insomma: non ci sarà nessuna invasione e saranno garantiti gli attuali equilibri sociali e di servizio.
Riguardo alla libera circolazione dei diritti sanitari e previdenziali, è intervenuto il Segretario di Stato Marco Gatti con delega alla Sanità. “L’Allegato 6 dell’Accordo tratta appunto sanità e pensioni – ha spiegato – per le quali non viene richiesto un impegno normativo, in quanto le direttrici politiche rimangono in capo ad ogni Stato. Invece, in un quadro europeo verrà riconosciuto il cumulo pensionistico e il trattamento sanitario eventualmente usufruito all’estero”. Si tratta di una novità importantissima, perché la pensione verrà erogata nel suo insieme, anche se i contributi sono stati versati in Paesi diversi. Inoltre, in caso di malattia o incidente si potrà essere curati nelle strutture sanitarie del Paese dove eventualmente ci troviamo per vacanza, o per lavoro. “L’obiettivo è arrivare alla tessera sanitaria europea – ha detto Gatti – e per questo abbiamo bisogno che il nostro sistema sanitario dialoghi con gli altri sistemi. Le procedure di allineamento sono già state avviate per il riconoscimento di tutti gli atti amministrativi”.
Per quanto riguarda il settore del lavoro, non cambia nulla rispetto alle norme attualmente vigenti sia per i cittadini, sia per i frontalieri (per la maggior parte italiani, quindi europei), dal momento che le aziende fin da ora possono assumere chi vogliono. Il Segretario di Stato al Lavoro Alessandro Bevitori ha anche sottolineato i vantaggi che derivano ai sammarinesi dall’entrata in vigore dell’Accordo, perché potranno andare a lavorare senza problemi in tutti i Paesi UE. “La concorrenza che qualcuno potrebbe temere, in effetti non sarà così aggressiva, perché anche nei bandi pubblici, durante la negoziazione, sono state previste delle valvole di salvaguardia. E comunque, per noi, ci sono innegabili vantaggi perché si amplia in maniera enorme la possibilità di ricerca di personale specializzato nei settori nei quali oggi siamo più carenti. Pensiamo ad esempi alle professionalità sanitarie, dove saremo facilitati anche dall’accordo sulle pensioni”.
I vantaggi europei per i giovani, sono un altro settore di grande attenzione, perché ci saranno tante nuove possibilità di studio e di formazione all’estero. Ne ha parlato il Segretario di Stato alla Pubblica Istruzione e Cultura Teodoro Lonfernini. “I nostri ragazzi potranno maturare molte più competenze andando all’estero alla pari dei loro coetanei stranieri, grazie a un processo che può estendersi senza limiti e senza confini. Il vantaggio educativo è innegabile, insieme a tutte le circostanze positive che ne possono derivare”. Il Segretario non teme una fuga di cervelli, purché San Marino abbia la capacità di innovare una tale attrattività, capace di far tornare a casa tutti questi cervelli.
Infine, un interrogativo che molti si pongono di fronte ai continui cambiamenti dovuti alla geopolitica: e se San Marino, un domani, dovesse pentirsi di questo Accordo con l’Europa? Avremo la possibilità di tornare indietro? In questo caso ha risposto di nuovo il Segretario Beccari, spiegando che essendo questo un Accordo internazionale, prevede la possibilità di recesso, azzerando tutto, oppure andando a trattare con la Commissione gli aspetti specifici che dovessero essere troppo gravosi per la Repubblica. In ogni caso, non ci sarà un “effetto Brexit” proprio perché San Marino rimane uno Stato associato e avrà la facoltà di disapplicare eventuali aspetti che dovessero rivelarsi controproducenti.


