Politica

Commissione Territorio: prosegue l’esame del Pdl in materia di urbanistica (report della seduta serale dell’8 aprile 2026)

Prosegue nella serata di mercoledì 8 aprile 2026, al comma 2, l’esame dell’articolato del progetto di legge “Disposizioni sulla Pianificazione Territoriale Strategica – Norme per lo sviluppo e la valorizzazione del Territorio – Interventi straordinari con finalità sociali”. Vengono discussi gli articoli dal 22 al 26. Tutti respinti gli emendamenti delle opposizioni.

Sull’articolo 22, dedicato al finanziamento delle opere pubbliche inserite nel Programma Pluriennale di Attuazione (PPA), il confronto ruota soprattutto attorno al senso stesso di questo strumento. Le opposizioni presentano un emendamento soppressivo, chiedendo di cancellare l’articolo, perché Matteo Casali (RF) sostiene che il PPA non sia un vero strumento di pianificazione ma solo uno strumento di gestione politica delle priorità, quindi “può causare più confusione che altro”. Casali osserva anche che la norma, pur emendata dal Governo, finisce per ripetere contenuti già presenti altrove e non aggiunge nulla ai poteri già esistenti dell’esecutivo. Sulla stessa linea Gaetano Troina (D-ML), che accoglie positivamente solo la correzione tecnica introdotta dal Governo, ma ribadisce che il PPA “così come concepito” non viene condiviso dall’opposizione. L’impostazione della maggioranza resta però invariata e l’articolo viene approvato, mentre la proposta soppressiva viene respinta.

Sull’articolo 23, che disciplina i piani particolareggiati, il dibattito si fa più politico. Le opposizioni presentano prima un emendamento soppressivo e, in subordine, un emendamento modificativo: in particolare Matteo Casali (RF) propone di introdurre un limite temporale, prevedendo che non si possano approvare nuovi piani particolareggiati o varianti prima che sia trascorso almeno un anno dall’ultimo intervento, nel tentativo di frenare quella che definisce una gestione “a stralcio” e disordinata. Gaetano Troina (D-ML) richiama il rischio che proprio le varianti e gli stralci continuino a produrre distorsioni e chiede chiarimenti anche sull’uso futuro dei crediti edilizi e dei trasferimenti di diritti edificatori, avvertendo che senza regole precise questi strumenti possono prestarsi ad abusi. Sul piano politico, Emanuele Santi (Rete) usa toni molto duri e afferma che il piano particolareggiato, pur essendo in sé uno strumento legittimo, in questi decenni è stato usato come “grimaldello” per compromettere il territorio, e teme che con questa impostazione si passi da piani particolareggiati a veri e propri “piani personalizzati”, costruiti sempre più su interessi privati. Aida Maria Adele Selva (PDCS), per la maggioranza, respinge però questa lettura e difende il metodo scelto, spiegando che si è deciso di procedere “per livelli” e per gradi, ritenendo più adatta alla complessità di San Marino una pianificazione stratificata piuttosto che una revisione generale unica del PRG. Il Segretario di Stato Matteo Ciacci sostiene che i piani particolareggiati esistono già e che il testo li ordina e li specifica meglio, inserendoli in una gerarchia chiara con piani tematici e PPA, aggiungendo che “da un punto di vista sostanziale non vi sono grandi novità”.

L’articolo 24 definisce i contenuti minimi dei piani particolareggiati. Anche qui le opposizioni presentano un emendamento soppressivo, chiedendo di eliminare l’articolo, perché a loro avviso non basta descrivere formalmente cosa deve contenere un piano particolareggiato se poi non si introducono veri argini contro il suo abuso politico e amministrativo. Gaetano Troina (D-ML) insiste soprattutto sul tema dei crediti edilizi, richiamati espressamente dal testo, e chiede chiarimenti precisi su come dovrebbero funzionare le aree di decollo e atterraggio e su quali presidi concreti siano stati pensati per evitare nuove distorsioni; avverte che questo resta “uno degli strumenti più abusabili dalla politica”. Matteo Casali (RF) sostiene che il problema non è tanto il piano particolareggiato in sé, ma l’uso che a San Marino se ne fa, spesso “a stralcio”, cioè costruito sul singolo lotto e sulla singola richiesta, senza alcuna visione complessiva. Emanuele Santi (Rete) accusa apertamente il Governo di non voler mettere un freno a pratiche che definisce clientelari, sostenendo che ciò che dovrebbe essere interesse pubblico rischia di tradursi ancora una volta in interesse privato. Il Segretario di Stato Matteo Ciacci risponde a Troina spiegando che la disciplina concreta dei crediti edilizi non è contenuta direttamente qui, ma verrà definita successivamente nell’ambito dei piani tematici, dove si potranno introdurre anche incentivi, disincentivi e forme di perequazione, eventualmente collegate a convenzioni pubblico-private utili anche per realizzare opere pubbliche. 

L’articolo 25 disciplina i contenuti specifici dei piani particolareggiati. Matteo Casali (RF) osserva che il testo dedica “quattro pagine e mezzo” a descrivere come dovrebbero essere costruiti i piani, ma aggiunge che nella realtà le varianti vengono spesso gestite in modo molto diverso e senza veri argini. Gaetano Troina (D-ML) si chiede a cosa servano pareri non vincolanti se poi possono essere ignorati, e osserva che così rischiano di diventare solo un modo per “scaricarsi la coscienza”. Emanuele Santi (Rete) sostiene che quasi tutti questi pareri, salvo quello vincolante della CCM, finiscano nei fatti per contare poco, perché poi “ci pensa la CPT a farci pari”; per questo ritiene che, se si fosse davvero voluto correggere le distorsioni, si sarebbero dovuti rafforzare proprio i vincoli e i controlli in questo passaggio. Il Segretario di Stato Matteo Ciacci difende però l’impianto dell’articolo e riconosce che oggi esiste una significativa discrezionalità nella Commissione Politiche Territoriali, ma sostiene che proprio questa norma prova a “imbrigliare” di più i piani particolareggiati, imponendo contenuti più dettagliati, approfondimenti tecnici, layout, materiali, piani del colore e pareri anche vincolanti nei casi più sensibili. Secondo Ciacci, se applicata bene, la disposizione può ridurre la vaghezza e rendere più rigoroso il lavoro della CPT.Sull’articolo 26, che regola come vengono approvati il piano di tutela, salvaguardia e valorizzazione del territorio e i piani tematici, le opposizioni presentano un emendamento soppressivo perché contestano soprattutto la procedura scelta. In sintesi, viene criticato il fatto che il passaggio in Consiglio Grande e Generale risulti in parte solo formale e che la legge fissi anche tempi e modalità che, secondo le opposizioni, rischiano di sovrapporsi impropriamente alle normali regole del procedimento legislativo. Il Governo difende invece l’impianto sostenendo che la procedura, pur più veloce rispetto a quella attuale, mantiene comunque passaggi di pubblicità, osservazioni e doppia lettura consiliare. I lavori vengono momentaneamente sospesi per consentire una mediazione che porta ad una proposta di modifica del testo originale, frutto del confronto tra le forze politiche. L’articolo 26, nella sua nuova formulazione, viene quindi messo in votazione e approvato con i voti di astensione delle opposizioni.