Politica

San Marino. Maggioranza: “Il Piano Strategico Territoriale è uno strumento moderno, flessibile, dinamico, tutelante per i cittadini e per il territorio”

di Angela Venturini.

La maggioranza risponde compatta, convinta e determinata alle critiche mosse dall’opposizione sul Piano Strategico Territoriale. Lo fa in una saletta del Kursaal (a Palazzo sono stati appena avviati i lavori di ristrutturazione), in apertura della Commissione Consiliare, dove il PDL verrà esaminato in sede referente.

Cambiamo tipologia di strumento – esordisce Giulia Muratori (Libera)che è più dinamico, strutturato in più piani; che ci permetterà di intervenire anche su singoli aspetti, come possono essere il verde, la mobilità, l’edilizia residenziale. È già ampiamente usato in Italia e ci permette di cambiare approccio nella soluzione dei problemi”. Una scelta politica che la maggioranza ha condiviso perché il PRG del ’92, oltre che vecchio, ha portato un blocco decisionale della politica. “La pianificazione per livelli – precisa, rispondendo alle critiche dell’opposizione – non significa intervenire a spot, ma corrisponde a una regolamentazione per temi, che consente di intervenire in modo gerarchico, con priorità sulla tutela del territorio riguardo al rischio sismico e quello idrogeologico”. Insomma, la legge detterà una grammatica di regole nuove che, nell’attesa della sua entrata in vigore, il PRG del ’92 continua ad esprimere la sua validità.

Riguardo alla posizione di Libera, più volte colpita dagli strali avversari, puntualizza: “Non abbiamo cambiato idea su Boeri. Innanzi tutto, questa legge non impedisce di recepire alcuni principi che sono ancora validi. In ogni caso, quel Piano è politicamente superato. La nuova maggioranza, insieme, ha trovato una sintesi su uno strumento più moderno ed efficace”.

Quello che mi piace di questo intervento normativo – interviene Gian Nicola Berti (AR)è che segna un primo passaggio per lasciare il vecchio PRG, che noi valutiamo molto negativamente perché negli anni ha cambiato il nostro territorio, non sempre in meglio. C’è stata tutta una serie di speculazioni che, speriamo, possano dirsi definitivamente superate”. Anche lui sottolinea la bontà di un nuovo approccio normativo a soluzioni in grado di dare risposte alle esigenze dei cittadini. “C’è sicuramente un’esigenza abitativa importante e si è voluto individuare una serie di aree di proprietà pubblica (non c’è nessun indice edilizio che viene modificato) per cercare di andare incontro alla domanda di una maggiore richiesta abitativa. E credo che questo sia un segnale di massima responsabilità, senza prestarsi a istanze clientelari, come spesso succedeva in passato”. Alla fine, la stoccata alle opposizioni: “Credo che i loro giudizi siano un tantino affrettati. Fanno pensare che non abbiano esaminato a fondo il PDL in oggetto”.

Gian Carlo Venturini (PDCS) entra più nel tecnico: “In questa fase di transizione, in attesa dell’entrata in vigore della nuova legge, il vecchio PRG mantiene delle potenzialità edificatorie pari al 15 – 20 per cento, circa, in ogni Castello. In un momento di passaggio come quello che abbiamo di fronte, non si poteva lasciare un vuoto. Per questo, abbiamo ritenuto opportuno prevedere i piani tematici. I primi due riguardano la tutela del territorio e la messa in sicurezza rispetto ai rischi idrogeologici, che riteniamo principali. Poi seguiranno quelli per la riqualificazione delle aree urbane (per le quali c’è attualmente un’estesa difformità di trattamento), delle zone agricole, delle infrastrutture, dei servizi, del verde, delle aree a parco eccetera. Quindi, questo nuovo strumento, ci dà la possibilità di essere più rispondenti alle esigenze presenti sul territorio. Andava fatta qualche riflessione, e la maggioranza l’ha fatta, anche rispetto al Piano di Boeri, che presentava diverse lacune e problematiche, specialmente riguardo alle infrastrutture. Le uniche due previste erano l’aviosuperficie (che è ancora lì), e l’interramento della Superstrada fino a ponte Mellini. Credo che ci siano altre necessità più pressanti”.

Continua: “La seconda parte della legge va a correggere alcune distorsioni che si sono verificate in questi anni. Una è relativa agli incentivi per l’incremento dell’altezza e un aumento del 20 per cento dell’indice, a seguito di riqualificazione energetica dell’immobile, indipendentemente dalla zona in cui si trova. Questo ha creato situazioni di grande impatto, come ad esempio quella visibile all’incrocio di Torraccia, prima dell’aviosuperficie. Non è responsabilità della Commissione, non è responsabilità politica, ma una possibilità prevista dalla norma, per decreto del 2017. Forse quella era una zona paesaggistica che doveva essere tutelata con più attenzione”.

Infine, Luca Lazzari (PSD) che sottolinea la positività dell’essere tornati a ragionare sulle necessità, ma anche sui requisiti, delle varie zone del nostro territorio, tramite un nuovo strumento normativo. “Lo fa togliendo gli elementi di pressione che avevano impedito di fare pianificazione territoriale. Cioè le pressioni derivanti dalle aspettative sulle licenze edificatorie”. La soluzione individuata è concretizzata dagli orizzonti tematici, che tolgono le pressioni sulla politica. In pratica, prima si decide quale destinazione dovrà avere una certa aerea, e poi tutto il resto viene di conseguenza. “Questo è il primo merito di questa legge, che finalmente ha un approccio intelligente e più moderno. Chiaro, che dobbiamo dare prova di muoverci bene. Intanto, nell’immediato si danno risposte alla questione abitativa. Ovvero, si fanno interventi con un valore sociale. Pensiamo allo studentato, chiesto da anni dalla nostra Università; al cohousing, che può tenere insieme generazioni diverse; e poi ci sono le comunità abitative, che ricordano in qualche maniera il modello dell’edilizia in cooperativa. Nell’insieme, si vuole anche dare impulso al settore edilizio, dopo anni di sofferenza. Tutto ciò, senza perdere di vista l’aspetto sociale, che è uno dei cardini principali di questo PDL”.