San Marino. Le opposizioni sulla Pianificazione Strategica Territoriale: “Ci sono solo interessi privati, mano libera alle speculazioni, abolito il vincolo idrogeologico”
di Angela Venturini
“Questa proposta di legge sulla Pianificazione Strategica Territoriale (PST) ha profili di gravità e anche di pericolo, in assoluta controtendenza rispetto ai proclami della Segreteria di Stato al Territorio”. È una bomba politico mediatica sganciata da Matteo Casali (RF) in apertura della conferenza stampa organizzata dai partiti di opposizione proprio alla vigilia di Pasqua. Ma c’è una ragione, martedì dopo Pasqua è convocata la Commissione Consiliare dove questo PDL andrà in sede referente e lì, la battaglia sarà durissima.
“Non è una legge di pianificazione territoriale – rincara Casali – ma è una legge sulla pianificazione territoriale. Ovvero non è un PRG ma si prefigge di dettare le norme e le regole con cui farlo”. Questa è la prima grossa incongruenza politica, poi rilevata da tutte le opposizioni. L’altra è che Libera si è sempre spesa per fare un PRG, sin dall’epoca di Boeri, che ha sostenuto a spada tratta, esprimendo forti critiche a Canti, quando bocciò quel Piano Regolatore. “Nel suo programma elettorale Libera citava il «giardino d’Europa» descritto da Boeri – ricorda Casali – poi, arrivata al governo, ci dice che il PRG non si fa più, che è uno strumento desueto e tira fuori dal cilindro la PST. Altro problema, nessun politico ha mai detto ai sammarinesi perché il Piano Boeri è stato buttato via”.
Continua: “Perché hanno fatto questo passaggio? Perché lo fanno tutti? Non è vero. Anche i nostri vicini stanno abbandonando la metodologia temistica, cioè l’approccio settoriale, in funzione della Pianificazione Urbanistica Generale. Le ragioni vere sono nel fatto che nessuna espressione politica ha la forza per resistere alle pressioni che ci sono sul territorio”.
Il pericolo più grosso è che con questa legge si va far rivivere il PRG del ’92; l’altra insidia, sullo stesso livello, è l’introduzione di una nuova funzione abitativa collettiva, denominata “Funzione H”, peraltro già contemplata nella normativa vigente, che sarà un pretesto per andare a costruire in tutte le zone del territorio. Su questo aspetto interviene Gaetano Troina (DML) che spiega come le zone H sono l’escamotage per liberare terreni pubblici su cui intervenire per la costruzione di cohousing, studentati e edilizia sociale, con vincoli temporali dai 10 ai 25 anni. Dopo si può fare quello che si vuole, anche un albergo. Basta l’ok della CPT.
Dice Troina: “Non si vuole e non si riesce a dare una risposta chiara all’impostazione delle zone del nostro Paese, dove ci sono problemi seri di convivenza tra aree residenziali e industriali, aree verdi e aree servizi. Si è sempre fatto un mischiaticcio”. Un altro tema assai controverso sono le zone a rigenerazione speciale (art. 51), le quali, invece, sembrano volere risolvere problemi di natura politica, come quelli che si agitano intorno all’ex Symbol e all’ex conceria di Acquaviva. Entrambe citate esplicitamente nella legge.
Ma la cosa più inquietante dal punto di vista delle opposizioni è che si va a sdoganare la possibilità di costruire in zone a rischio idrogeologico, una minaccia sempre più urgente, che i cambiamenti climatici rendono pressante. Dice ancora Troina: “È sufficiente che ci sia un tecnico che si prende la responsabilità, e si potrà costruire”. In sostanza, spiega che è come aver abrogato il vincolo idrogeologico.
Emanuele Santi (Rete) dà una lettura inappellabilmente negativa del pdl sulla PST: “È arrivato in maniera strisciante, con pochissima comunicazione, senza alcun confronto e con grandissime criticità. Se Ciacci e Libera avessero voluto portare un PRG, come avevano promesso in campagna elettorale, l’avrebbero potuto fare perché hanno la delega”. Puntualizza: “Questo pdl è molto pericoloso perché allarga la discrezionalità della politica, mettendo le mani sul territorio. La CPT diventerà la sede in cui si continueranno a fare i soliti giochini. Una visione chiara non c’è e si andrà avanti non come prima, peggio di prima”. Spiega anche che questa legge non ha nessun valore sociale, poiché a fronte di un saldo di 2000 abitazioni sfitte, non risolve il problema della casa. “Ci sono solo interessi privati e mano libera alle speculazioni, come sulle aree a intervento diretto, già individuate, per le quali è già stato tutto deciso. C’è in atto il clientelismo, prima ancora che la legge venga approvata. Mi stupisco che la maggioranza abbia dato il suo assenso”.
Sarà una Commissione difficile, martedì prossimo, con una marea di emendamenti già pronti, moltissimi abrogativi, perché questa è una legge inemendabile dicono in coro.


