San Marino. Giulia Muratori all’assemblea programmatica di Libera: “Non serve una scossa, ma più responsabilità e concretezza”
di Angela Venturini.
È un’analisi a tutto campo, quella che ha fatto la segretaria generale di Libera in apertura della terza assemblea programmatica. Ha spaziato dalla politica internazionale, che sembra tanto lontana e invece riverbera pesanti conseguenze sulla nostra vita quotidiana; alla politica interna, fatta di rapporti tra le forze politiche, di questioni risolte e di quelle a cui urge mettere mano. Ma soprattutto ha parlato del suo partito, di Libera, che si confronta in questa assise sotto un tema sfidante: Generare futuro.
“Non è un caso che la nostra assemblea si svolga in concomitanza della festa dell’Arengo – ha esordito – che ci ricorda quando la partecipazione popolare divenne strumento concreto di democrazia, quando il rapporto tra istituzioni e comunità si fondò su responsabilità e coinvolgimento”. Proprio il termine responsabilità è stato uno dei leitmotiv del suo intervento, richiamandolo come elemento rilevante perfino nelle ragioni della nascita del partito. “Libera nasce da una difficile esperienza di governo, con l’obiettivo di riunire tutte le persone che si riconoscono in un principio chiaro, qual è la questione morale”. Un criterio, un postulato, più che mai attuale, che ha portato Muratori a riflettere sul ruolo di governo, sulle responsabilità di Libera, sul lavoro da fare.
“Abbiamo semplicemente applicato il metodo che ci contraddistingue da sempre, dire ciò che non va, ma senza fermarci alla critica, anche se a volte siamo considerati un po’ esigenti. Io credo che questo sia un valore aggiunto, dimostrando ogni giorno responsabilità e concretezza anche nel lavoro delle nostre Segreterie di Stato”. Èlungo l’elenco delle cose fatte in un anno e mezzo circa di attività di governo, ma se ne intuisce il peso anche nella sua sintesi.
La prima scelta politica importante è stata il riconoscimento della Palestina e il conseguente provvedimento di accoglienza dei palestinesi, a cui Libera ha dato un contributo rilevante. L’emergenza abitativa, con il primo progetto di legge. La Riforma IGR, che per come era nata, non avrebbe mai avuto il sostegno di Libera, finché grazie al lavoro svolto si è arrivati a contemplare prerogative irrinunciabili, qual è appunto stare dalla parte dei lavoratori. “Ma soprattutto – ha affermato – abbiamo ricostruito col sindacato un dialogo che si era interrotto”. E poi l’ICEE, inteso come strumento di equità, che consente di assegnare i benefici pubblici sulle reali esigenze delle famiglie.
Riguardo alle due Segreterie di Stato, ha sottolineato il lavoro concreto e ben organizzato che è stato attivato sul territorio, valorizzando i progetti già esistenti, evitando sprechi e concentrandosi su interventi pubblici utili e realizzabili. Sullo stesso piano gli interventi nei settori del lavoro, della formazione e dei rapporti sempre più stretti con l’Università; nonché i nuovi indirizzi sul porta a porta e l’avvio della nuova mobilità interna del trasporto pubblico. “Azioni concrete, che migliorano la vita dei nostri concittadini” ha chiosato Giulia Muratori.
Ma adesso è il momento di guardare avanti, e la segretaria di Libera ha puntato subito il dito verso l’Europa, che resta una scelta strategica, nonostante le recenti vicende in ambito bancario. “Per questo dobbiamo rafforzare immediatamente l’azione politica, anche sul piano della diplomazia parlamentare” ha incalzato. Poi è passata in rassegna del debito pubblico, per il quale vede la necessità di ridurre i costi di gestione e di un orientamento verso investimenti infrastrutturali. Ha toccato la Pianificazione Strategica Territoriale, che dovrà dare le risposte tuttora mancanti. Sul settore lavoro, ha caldeggiato una veloce approvazione della legge sull’inclusione lavorativa. Un discorso più complesso ha riguardato la Sanità, argomento sul quale Libera si è spesa molto in campagna elettorale e che, invece, tuttora rivela problemi insoluti. A cominciare dalle liste di attesa, la medicina di base, sprechi e privilegi.
In conclusione, i temi più squisitamente politici, con un ulteriore richiamo alla questione morale: “Riguarda la nostra identità – ha detto ostinatamente – perché è in piena coerenza con il principio su cui è stata fondata Libera”. Quindi ha chiesto piena chiarezza sulle vicende che in queste settimane hanno dilaniato l’opinione pubblica. E poi, ha tratteggiato la linea ideologica sui cui Libera andrà a lavorare e ad affermarsi ulteriormente: “Vogliamo rappresentare non solo la sinistra riformista e progressista, ma anche una sinistra moderna, in quanto capace di tenere insieme diritti e opportunità”. Secondo la sua interpretazione, questo significa diventare un punto di riferimento, un polo di attrazione per chi riconosce gli stessi valori e chiede equità. “Io non credo che servano scosse – ha concluso – ma una chiamata alla responsabilità. Serve più coordinamento nella maggioranza, più capacità di confronto e di trovare una sintesi politica”.


