Politica

Arengo 1906, il Partito Socialista richiama alla vigilanza democratica

Il Partito Socialista interviene in occasione del 120° anniversario della Festa dell’Arengo, ricordando il valore storico del 25 marzo 1906 per la Repubblica di San Marino e richiamando l’attenzione sullo stato attuale della democrazia nel Paese.

Nel comunicato si legge che “120 anni fa, il 25 marzo 1906, fu un giorno assai propizio per la democrazia della Repubblica di San Marino, in quanto segnò il ritorno all’antico Arengo, forma di democrazia diretta, che segnò la fine dell’oligarchia nel nostro Paese”. Viene ricordato come “il regime che deteneva il potere, ristretto in poche persone che spesso lo esercitava a proprio vantaggio, contrapponendosi alla democrazia, cadde e i coraggiosi capi famiglia che si riunirono in piazza determinarono la nascita di un Consiglio (oggi Grande e Generale) direttamente eletto dai cittadini”.

Il documento ripercorre anche il significato originario dell’Arengo, sottolineando che “nell’era più antica della Repubblica di San Marino, l’Arengo era uno degli organi politici che presiedevano all’amministrazione dello Stato. Si trattava di un organismo di democrazia diretta, composto da tutti i capi famiglia”.

Secondo il Partito Socialista, il valore di quell’evento resta attuale. Nel comunicato si evidenzia infatti che “120 dopo, il significato di quell’azione, di quell’avvenimento, mantiene intatto il messaggio dell’epoca, anche perché le insidie per la democrazia sono oggi evidenti”, con un riferimento diretto allo strumento referendario, descritto come “lo strumento principe della sopravvissuta democrazia diretta”, ma che “viene evitato come la peste dai vari governi che via via si sono succeduti”.

Viene inoltre segnalato un progressivo irrigidimento del sistema istituzionale: “i meccanismi dell’Ordinamento Sammarinese si sono burocratizzati, sono stati inventati filtri, lacci e lacciuoli che rendono sempre più complicata la partecipazione diretta dei cittadini alle scelte fondamentali per il Paese”. Nel testo si sottolinea anche che “ormai tutto è secretato, spesso anche le sedute del Consiglio Grande e Generale, e della Commissione Consiliare Affari Esteri”.

Il comunicato richiama quindi alla necessità di attenzione, affermando che “nessuno deve abbassare la guardia, illudendosi che il 1906 sia poi così lontano”, evidenziando la presenza di “insidie ben più sofisticate, ben meno ideologiche, ammantate di apparente democrazia” che, secondo il partito, tenderebbero a concentrare il potere “nelle mani delle nuove oligarchie camuffate”.

Infine, il Partito Socialista sottolinea un indebolimento della politica, osservando che “la politica in questi ultimi lustri si è fortemente indebolita ed ha perso il proprio ruolo di guida del Paese”, lasciando spazio a “lobby affaristiche che, come abbiamo visto, per interesse personale o di gruppo ristretto, creano danni alla comunità sammarinese”.

La conclusione ribadisce l’attualità del messaggio dell’Arengo: “occorre tenere gli occhi bene aperti, essere informati e cercare di capire le cose che accadono”, perché “il significato dell’Arengo del 1906 è ancora oggi estremamente attuale, perché libertà, democrazia e giustizia sociale, rimangono i punti cardinali fondamentali per una società sana e una realtà dove vale davvero la pena di vivere”.