Politica

Consiglio, via libera a nomine e Istanze d’Arengo: scontro in Aula su commissione d’inchiesta e Poste San Marino

Consiglio Grande e Generale, sessione 16,17,18,19,20, 23 marzo 2026

Martedì 17 marzo 2026, pomeriggio

Il Consiglio Grande e Generale riparte dalle nomine e dalle Istanze d’Arengo. La seduta si è aperta con una serie di nomine approvate con ampie maggioranze. Francesco Armando Schurr, proposto dal Pdcs, è stato nominato membro della Corte per il Trust e i Rapporti Fiduciari con 41 voti favorevoli. Via libera anche al rinnovo del Consiglio Giudiziario: eletti Silvia Rossi, Romina Parenti, Alessandro Stolfi e Orietta Berardi, con 50 voti. Nominata inoltre Maria Pia Iadicicco come membro supplente del Collegio Garante della Costituzionalità. Tra le altre designazioni, approvati Massimo Mancini e Giuseppe Sopranzetti nel Consiglio Direttivo della Banca Centrale, mentre ha fatto discutere la nomina di Roberto Sergio nel CdA di Poste San Marino, dato il suo attuale incarico di Direttore Rai e San Marino Rtv.
Ampio spazio è stato dedicato alle Istanze d’Arengo con 3 respinte e 2 approvate. Respinta l’istanza n.25 sul part-time imprenditoriale e benefici fiscali. Il Segretario di Stato Rossano Fabbri ha sottolineato la necessità di un approccio prudente:“Serve una revisione organica, evitando distorsioni concorrenziali e squilibri nel sistema”.
Stesso esito per l’istanza n.26 contro l’abusivismo economico. Il governo ha ribadito che il quadro normativo è già adeguato. Fabbri ha chiarito:“Non servono nuove norme, ma applicare con efficacia quelle esistenti”. Respinta anche l’istanza n.29 sul part-time imprenditoriale breve, pur riconoscendone il valore politico.
Diverso l’esito per l’istanza n.27, approvata con 36 voti, che consente ai pensionati di anzianità di svolgere lavoro occasionale. Il dibattito ha evidenziato un ampio consenso trasversale. Maddalena Muccioli (Pdcs) ha dichiarato: “Non c’è motivo di escludere chi ha già contribuito pienamente al sistema dal continuare a lavorare”. Infine, approvata anche l’istanza n.28 sulla riforma dell’affidamento dei minori. Il Segretario Stefano Canti ha evidenziato: “Le proposte rafforzano il sistema di tutela nel superiore interesse del minore”.
La parte più accesa della seduta si è registrata durante il comma comunicazioni, con un duro confronto tra maggioranza e opposizione. Carlotta Andruccioli (D-ML) ha attaccato il progetto di legge della maggioranza sulla commissione d’inchiesta: “È vergognoso prevedere una commissione non paritetica. Di cosa avete paura?”. Critiche anche sulla gestione del caso dei cosiddetti “soggetti bulgari” e sulla trasparenza degli atti. Gian Matteo Zeppa (Rete) ha denunciato episodi gravi legati alla giustizia e alla violenza di genere, parlando di “povertà istituzionale e civica che fa ribrezzo”.
Dalla maggioranza, Giuseppe Maria Morganti (Libera) ha posto l’accento sul peso dei poteri economici: “Ci sono interessi superiori alla politica che fanno affari sulle spalle dello Stato”. Il Segretario Matteo Ciacci ha difeso l’operato del governo: “Abbiamo agito con trasparenza e ora serve un piano forte per proteggere il sistema bancario”. Ha sottolineato anche la necessità di prepararsi a scenari alternativi per il sistema bancario: “Se non vi sono interlocutori validi, serve un immediato e fortissimo piano B in cui lo Stato e la Banca Centrale facciano la loro parte per proteggere la Banca di San Marino e l’intero sistema bancario”. Sul tema della commissione d’inchiesta, Gian Carlo Venturini (Pdcs) ha ribadito la linea della maggioranza: “Non si deve sovrapporre al lavoro del tribunale. È un atto di responsabilità farla partire dopo le indagini”.
Nel dibattito sono emerse anche preoccupazioni economiche legate al contesto internazionale. Andruccioli ha sollevato il tema del caro energia, chiedendo interventi concreti per le famiglie. Ciacci ha annunciato una misura immediata: “Incrementiamo di cinque centesimi lo sconto Smac sui carburanti per sostenere cittadini e imprese”. Critiche però dall’opposizione, che giudica l’intervento insufficiente.
Tensione sul tema delle interpellanze non evase. Matteo Casali (Rf) ha denunciato ritardi: “La legge prevede 30 giorni, non sei mesi”. Nicola Renzi (Rf) ha parlato di mancanza di rispetto istituzionale: “Non accettiamo che un Segretario risponda quando gli pare”. Ciacci ha ammesso il ritardo, scusandosi: “Me ne assumo la responsabilità, ma respingo accuse di superficialità”.
In chiusura di lavori ha fatto discutere la nomina di Roberto Sergio nel CdA di Poste San Marino, proposta dal Psd. L’opposizione ha sollevato dubbi su incompatibilità e carico di incarichi del manager italiano. Emanuele Santi (Rete) ha commentato: “Quanto tempo potrà dedicare alle Poste chi è già direttore della RAI e di RTV?”. La maggioranza ha difeso la scelta. Luca Lazzari (Psd) ha replicato: “All’estero è normale che manager pubblici ricoprano più incarichi. Porterà valore aggiunto”. La nomina è stata approvata con 25 voti a favore.
Di seguito un estratto dei lavori

Comma 6 – Nomina di un membro della Corte per il Trust ed i Rapporti Fiduciari ai sensi dell’articolo 1 della Legge Costituzionale 26 gennaio 2012 n.1 e dell’articolo 3 della Legge Qualificata 26 gennaio 2012 n.1
Francesco Armando Schurr, proposto dal Pdcs, è nominato con 41 voti favorevoli.
Comma 7 – Nomina di quattro membri in seno al Consiglio Giudiziario, ai sensi dell’articolo 15, comma 4, lettera a) della Legge Costituzionale 7 dicembre 2021 n.1
Vengono nominati con 50 voti favorevoli l’avv. Silvia Rossi, l’avv. Romina Parenti, l’avv. Alessandro Stolfi e l’avv. Orietta Berardi. I primi sono tre nomi proposti dalla maggioranza, il quarto dall’opposizione.
Comma 8 – Nomina di un membro supplente del Collegio Garante della Costituzionalità delle Norme
La prof.ssa Maria Pia Iadicicco, ordinaria di Diritto costituzionale e pubblico presso il Dipartimento di Giurisprudenza della Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, è nominata con 50 voti favorevoli.
Comma 16 – Istanze d’Arengo
Istanza d’Arengo n.25 del 05-10-2025 – Affinché rispetto al part-time imprenditoriale sia esteso l’accesso ai benefici fiscali e sia eliminato il limite temporale previsto per la sua autorizzazione
Segretario di Stato Rossano Fabbri: Il parere del governo sull’istanza d’Arengo numero 25 è che non è accoglibile in questi termini, ma le Segreterie competenti confermano il forte interesse a sostenere questo istituto, riconoscendolo come uno strumento utile per l’avvio di nuove attività economiche. La ratio originaria della norma era quella di agevolare l’avvio di un’impresa, intrinsecamente rischiosa, permettendo al titolare di mantenere temporaneamente il rapporto di lavoro dipendente. Oggi il contesto economico è cambiato e questo strumento può favorire l’attivazione e lo sviluppo, soprattutto per i giovani e i settori innovativi, prima di compiere il salto definitivo. Riteniamo legittimo e auspicabile interrogarsi sulla revisione della normativa, ma l’obiettivo non può essere quello di creare distorsioni concorrenziali o squilibri. Serve un approccio organico e una concertazione tecnica con le categorie economiche per aggiornare lo strumento alle esigenze attuali. Se l’orientamento del Parlamento è quello di cambiare la natura del provvedimento, trasformandolo da misura temporanea a strumento a tempo indeterminato con le relative agevolazioni fiscali, noi siamo pronti a farlo attraverso un approfondimento con i tavoli tecnici. L’obiettivo è armonizzare le normative per rendere questo strumento ancora più rispondente alle reali esigenze imprenditoriali del nostro tessuto economico.
L’istanza è respinta con 24 voti contrari e 11 favorevoli.

Istanza d’Arengo n.26 del 05-10-2025 – Affinché siano introdotte misure normative più incisive di contrasto alle attività esercitate in forma abusiva
Segretario di Stato Rossano Fabbri: Il parere del governo è di non accogliere l’istanza. Il quadro normativo attuale, in particolare il decreto delegato 103 del 2023 che ha istituito la sezione analisi e controllo nell’Ufficio attività economiche, è già ampiamente esaustivo. Per quanto concerne l’accesso ai locali privati ad uso abitativo, il sistema vigente prevede già che, a seguito di denuncia, l’accertamento di eventuali attività abusive ricada sotto la competenza dell’autorità giudiziaria, che ha tutti gli strumenti e i poteri penali per intervenire. Personalmente sono dell’idea che i sistemi di controllo del Paese debbano essere per quanto possibile unici e organici, centralizzando le ispezioni per poi indirizzarle ai vari uffici competenti per l’applicazione delle eventuali sanzioni. L’istanza è di pregio perché inquadra un problema reale, come l’esercizio abusivo di attività legate alla cura della persona nelle abitazioni, ma ritengo che non occorra cambiare le norme per prevedere nuovi poteri amministrativi di repressione. Quello di cui abbiamo bisogno è di agire affinché le norme attuali vengano messe concretamente in esecuzione, portando avanti in maniera forte l’implementazione dell’organico che era già prevista e rafforzando gli uffici di controllo esistenti.
Fabio Righi (D-ML): Ritengo che il tema sollevato dagli istanti sia estremamente importante ed estremamente attuale. Ho ascoltato con molta attenzione la relazione del segretario Fabbri e le sue parole mi rincuorano non poco, specialmente rispetto alle notizie e a una certa strumentalizzazione che si è cercato di far passare tramite i mezzi di stampa. Il Segretario ha affermato una cosa importante, ovvero che il problema non risiede nella mancanza di norme e che le disposizioni attuali non sono lacunose, contraddicendo così le indicazioni emerse non più tardi di qualche settimana fa dalle relazioni delle competenti forze di polizia. Mi fa piacere sentire che la voce del governo oggi dice che le norme sono più che complete e che il vero nodo sta semplicemente nell’implementare ciò che esse già prevedono. Condivido pienamente anche la posizione del segretario, che coincide perfettamente con il mio pensiero e con quello della mia forza politica, sulla necessità in un Paese come il nostro di ragionare su una centralizzazione della gestione dei controlli sul mondo economico. Questo è fondamentale per garantire un ordine alla filiera dei controlli, perché l’attività ispettiva oggi è una vera e propria scienza che non deve basarsi su opinioni personali, ma deve seguire regole mirate per venire incontro alle esigenze del mondo del controllo delle attività economiche. In un piccolo Stato come il nostro possiamo permetterci un controllo puntuale per colpire chi sbaglia, lasciando lavorare serenamente chi invece rispetta le regole e svolge correttamente la propria attività. Mi fa piacere sentire oggi dal governo che c’è un problema di implementazione dell’organico e degli strumenti necessari, un’implementazione che in passato qualcuno ha consapevolmente ostacolato boicottando la centralizzazione dei controlli delle attività economiche. Andando più specificamente al punto dell’istanza d’Arengo in discussione, dal nostro punto di vista purtroppo non è sostenibile o accoglibile. Pur comprendendo perfettamente il problema di chi svolge attività evidentemente abusiva all’interno di abitazioni private, in questo ambito si scontrano diritti costituzionali fondamentali come l’inviolabilità del domicilio e il diritto di proprietà. Le normative attuali offrono già agli uffici competenti la massima possibilità di controllo a fronte di denunce specifiche, ma non si può bypassare l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria e del commissario della legge per entrare in una proprietà privata, poiché una segnalazione, che potrebbe anche essere presentata ad arte, non può mai autorizzare retate arbitrarie con la violazione dei principi costituzionali. Per queste ragioni manterremo una posizione contraria all’istanza, ma siamo assolutamente favorevoli a elaborare un ordine del giorno condiviso per dare forza all’implementazione degli uffici e di tutti gli strumenti atti al controllo previsti dalle normative vigenti, chiedendoci però onestamente chi, fino ad oggi, abbia impedito che questi controlli fossero realmente efficaci.
Giovanni Maria Zonzini (Rete): Non sono del tutto d’accordo con i colleghi e con il segretario di Stato che mi hanno preceduto, e annuncio che noi voteremo favorevolmente a questa istanza. Riconosciamo chiaramente i problemi legati alla richiesta di accesso alle abitazioni private, ma riteniamo che con leggi apposite e stringenti si possa e si debba bilanciare il diritto alla riservatezza e all’inviolabilità del domicilio con il sacrosanto diritto a una concorrenza leale. Chi lavora in regola, operando come operatore economico strutturato e sostenendo le relative spese, non deve subire la concorrenza sleale di chi svolge abusivamente un mestiere o una professione in casa potendo fare prezzi più bassi, una situazione che oltretutto danneggia lo Stato evadendo il fisco e i contributi previdenziali con incassi in nero. Le istanze d’Arengo non devono essere valutate come progetti di legge da applicare nel loro tenore letterale, ma vanno intese come chiare indicazioni politiche su ciò che la maggioranza del Consiglio intende fare in merito a un problema reale. Questa istanza solleva un problema concreto poiché oggi, nonostante le segnalazioni, è praticamente impossibile andare a sanzionare in maniera adeguata chi fa il parrucchiere in casa propria. È del tutto inutile avere leggi che prevedono multe salate se poi restano inapplicate, trasformandosi in inutili grida manzoniane. Ringraziamo perciò gli istanti per aver sollevato il tema e invitiamo l’intera aula a votare favorevolmente per dare un mandato politico forte al governo affinché adotti le misure legislative e amministrative più idonee a contrastare efficacemente e realmente la piaga dell’abusivismo che colpisce i lavoratori onesti.
L’istanza è respinta con 33 voti contrari e 3 favorevoli.

Istanza d’Arengo n.29 del 05-10-2025 – Per una modifica normativa del part-time imprenditoriale breve riguardante l’ampliamento del tetto massimo di ore ed una limitazione dell’accesso allo stesso.
Segretario di Stato Rossano Fabbri: Il governo ritiene di non accogliere l’Istanza. Le Segreterie di Stato competenti confermano tuttavia il proprio interesse a sostenere e valorizzare l’istituto del part-time imprenditoriale, come peraltro già ribadito nella precedente istanza di contenuto analogo, riconoscendolo come uno strumento utile e valido per favorire l’avvio di nuove attività economiche nel settore artistico tradizionale. Questo istituto, introdotto nel 2015, ha rappresentato un’importante innovazione consentendo al titolare, per un periodo massimo di tre anni, di mantenere un eventuale rapporto di lavoro subordinato mentre avvia un’impresa caratterizzata da un fisiologico livello di rischio. A distanza di 10 anni dalla sua introduzione pare opportuno avviare insieme alle parti interessate una valutazione complessiva sul suo funzionamento, sull’evoluzione del contesto economico e sugli eventuali interventi di aggiornamento necessari per garantirne ancora maggiore efficacia. A tal fine intendiamo avviare un percorso di confronto tecnico con le categorie economiche e gli organismi competenti, con l’obiettivo di individuare eventuali modifiche normative che rendano lo strumento più rispondente alle esigenze dell’attuale tessuto produttivo. Sottolineo la grande valenza dell’Istanza che solleva temi che stanno molto a cuore alle Segreterie, in particolare il grande valore del settore artistico tradizionale in cui è presente molta della nostra sammarinesità che si intende salvaguardare e tutelare. La mia segreteria è al lavoro per comprendere quali iniziative occorrano per favorire la formazione, il cambio generazionale e la creazione di un hub per non disperdere questo settore fondamentale. Tuttavia, le motivazioni che stanno alla base della richiesta mirano a rivedere la ratio della norma, toccando la durata triennale e chiedendo l’ampliamento del tetto massimo delle ore di lavoro subordinato da 20 a 30 settimanali. Questo significa aprire un tavolo completo di concertazione dove il confronto con le associazioni di categoria e datoriali è davvero imprescindibile. Ringraziando gli istanti per aver salvaguardato l’importanza del settore artistico tradizionale, comunico che nei prossimi mesi si vedrà una direttiva da portare all’attenzione dell’aula a salvaguardia di questo ambito, ma per le motivazioni spiegate chiediamo di respingere l’istanza.
Matteo Casali (Rf): Come nella precedente Istanza relativa al part-time imprenditoriale, noi riteniamo che ci possano essere degli elementi di interesse rispetto a questi temi e a queste richieste che i nostri concittadini portano all’attenzione dell’aula. Riteniamo infatti che ogni occasione di emersione di un determinato tipo di lavoro che magari le persone già svolgono non alla luce del sole, come un’attività parallela a un lavoro impiegatizio, sia qualcosa da favorire. Questo permette da un lato di allargare, seppur minimamente, la base imponibile, e dall’altro offre alle persone un’occasione di realizzazione personale o di sondaggio di determinate possibilità. Noi pensiamo che entrambe le istanze siano assolutamente meritevoli di attenzione, non solo per le attività legate all’artigianato, ma anche per una serie di attività emergenti, ormai consolidate ma non normate, come quelle online dello youtuber o del giovane che produce contenuti in rete oltre al lavoro impiegatizio. Ritengo quindi che questa forma di agevolazione rispetto al part-time imprenditoriale sia qualcosa da favorire. Personalmente ho solo una perplessità, che potrebbe essere regolamentata e risolta in sede di normazione in caso di accoglimento dell’istanza, ovvero la richiesta degli istanti di limitare la possibilità di accesso per le persone in cerca di lavoro. Non vedo il perché di questa limitazione, poiché il fatto di consentire a queste persone di accedere al part-time imprenditoriale potrebbe favorirle nella ricerca di un’occupazione più stabile, visto che purtroppo sappiamo che la ricerca di lavoro può essere essa stessa un lavoro in queste congiunture non troppo felici. D’altra parte, questa attività part-time potrebbe prendere piede, svilupparsi e diventare un’attività a tempo pieno per colui il quale cerca lavoro. Con questa sola perplessità, che potrebbe comunque essere affrontata in sede di regolamentazione, noi ringraziamo gli istanti e, come abbiamo fatto per l’istanza precedente, voteremo positivamente alla richiesta.
L’istanza è respinta con 31 voti contrari e 8 favorevoli.

Istanza d’Arengo n.27 del 05-10-2025 – Affinché sia introdotta una modifica normativa che permetta ai pensionati ordinari di anzianità di svolgere lavoro occasionale
Segretario di Stato Stefano Canti: Ricordo che la normativa, attraverso la legge 157 del 2022, aveva introdotto un’impostazione restrittiva, consentendo il lavoro solo ai pensionati di vecchiaia per non incentivare i pensionamenti anticipati. Successivamente, la legge 164 ha definito le forme ammissibili, come il lavoro occasionale e la collaborazione, e il decreto delegato 162 del 2024 ha ampliato la possibilità ai titolari di pensione di anzianità, ma solo se hanno raggiunto il requisito anagrafico per la vecchiaia, confermando il versamento a fondo perduto e il carattere residuale dell’attività. Consentire ai pensionati di anzianità di lavorare prima del raggiungimento dell’età prevista per la vecchiaia potrebbe anticipare l’uscita dal lavoro, con conseguenze sull’equilibrio del sistema previdenziale e occupazionale. Pertanto, un’eventuale estensione dovrebbe garantire limiti e condizioni per mantenere questo carattere residuale e non un rientro stabile nel mercato. Alla luce di queste considerazioni, lasciamo comunque libertà di voto all’aula su questa istanza d’Arengo.
Fabio Righi (D-ML): Ritengo che il tema portato all’attenzione dall’istanza sia di non poco conto e vada sostenuto, trovando le corrette modalità di adeguamento normativo. La direzione giusta, che da sempre sosteniamo, è che il nostro sistema e il mercato del lavoro non debbano prevedere restrizioni per chi ha voglia di portare un contributo a qualsiasi età. Dobbiamo creare opportunità, favorendo l’occupazione anche di chi è in pensione, affinché non venga abbandonato a se stesso, perché la disoccupazione non si combatte con i vincoli ma riducendo il tempo per ritrovare un impiego. Colgo l’occasione per aggiungere un elemento non presente nell’istanza, relativo alle pensioni di invalidità parziali o totali. Registriamo casi in cui, per inabilità fisiche che permetterebbero comunque lo svolgimento di alcune mansioni, la mancanza di una commissione specifica costringe le persone al riposo forzato in un’età in cui potrebbero ancora lavorare, creando danni psicologici e facendole sentire inutili. Dobbiamo ragionare verso un’apertura del nostro sistema, promuovendo chi ha voglia di rimboccarsi le maniche e lavorare legittimamente in trasparenza, pagando le tasse e creando un sistema flessibile che moltiplichi le opportunità anziché limitare la concorrenza.
Maddalena Muccioli (Pdcs): Esprimo il mio parere pienamente favorevole all’accoglimento di questa istanza d’Arengo e ringrazio gli istanti e il segretario per il riferimento. Voglio sottolineare che il testo dell’istanza richiede la possibilità di lavorare in forma occasionale specificamente per i pensionati di anzianità ordinaria, ovvero soggetti che hanno già versato il massimo degli anni contributivi e hanno rispettato pienamente il requisito anagrafico, e non per chi usufruisce di una pensione anticipata. Ragionando in un’ottica di sostenibilità del fondo pensioni, parliamo di persone che hanno contribuito per una lunga carriera lavorativa e non vedo alcun motivo per cui debba essere loro esclusa la possibilità di lavorare occasionalmente, continuando a versare contributi a fondo perduto. Inoltre, credo che questa apertura in certi settori potrebbe rappresentare una forte facilitazione per il fondamentale passaggio generazionale, specialmente per il trasferimento di competenze in quelle mansioni o in quei profili che risultano essere particolarmente specializzati.
Guerrino Zanotti (Libera): Ritengo che questa istanza d’Arengo vada analizzata soprattutto in un’ottica futura, perché un provvedimento fatto oggi porterà i suoi effetti sulle prossime generazioni. Attualmente la riforma del 2022 ha creato diverse categorie e dobbiamo pensare a colmare il divario temporale tra chi matura la pensione di anzianità e l’età per la vecchiaia, un divario che oggi è di circa sei anni ma che, a causa dell’elevato tasso di scolarizzazione e di quota 103, si ridurrà presto a tre o quattro anni al massimo. È necessario chiarire che l’eventuale accoglimento e modifica della norma dovrà prevedere che il lavoro occasionale sia riservato esclusivamente a chi è andato in pensione di anzianità con i requisiti pieni, e non a chi ha anticipato con dei disincentivi. Considerando che il lavoro occasionale è limitato a un massimo di 500 ore annue, in un momento in cui abbiamo una situazione occupazionale ottimale e non togliamo lavoro ad altri, credo che questa richiesta abbia una forte ragione d’essere. Inoltre, permettere questo tipo di impiego regolare aiuta a contrastare il lavoro in nero, portando al fondo pensioni risorse maggiori grazie alla contribuzione, motivo per cui esprimo una posizione di convinto accoglimento.
Michela Pelliccioni (indipendente): Confermare il mio voto positivo all’Istanza, che ci ha permesso di dibattere su un tema molto interessante, e apprezzo le specifiche tecniche fatte dal collega che mi ha preceduto. Permettere di lavorare in maniera occasionale alle persone con pensione di anzianità porta a diversi vantaggi, primo fra tutti l’importantissimo passaggio di competenze evidenziato dagli stessi istanti. Spesso le aziende si trovano con un organico limitato e un’eccedenza di lavoro, il che rende difficoltoso dedicare tempo alla formazione dei più giovani; per questo motivo, consentire l’affiancamento nel tempo da parte dei pensionati risulta fondamentale per trasmettere quello storico e quelle conoscenze che ai giovani mancano, pur essendo loro più avvantaggiati nelle tecnologie avanzate e nella digitalizzazione. Sicuramente la politica dovrà fare le proprie valutazioni e stabilire dei limiti chiari, ad esempio parametrando un tetto di reddito massimo percepibile e definendo le regole di cumulabilità. Si potrebbe ragionare in futuro anche su aperture per chi è andato in pensione prima del tempo con accorgimenti particolari, ma il mio voto su questa istanza resta sicuramente positivo.
Enrico Carattoni (Rf): Esprimo orientamento favorevole partendo dal presupposto che viviamo in un momento storico particolare nel quale le offerte di lavoro sono tendenzialmente superiori rispetto al numero dei lavoratori, grazie a una congiuntura economica favorevole e a politiche messe in campo negli anni. Il legislatore si è approcciato con cautela al macrotema del lavoro per i pensionati, ma con la riforma del 2022 si sono ampliate un po’ le maglie permettendo nuove tipologie. Sapendo che la sostenibilità del fondo pensione del primo pilastro vede un fisiologico sbilanciamento tra lavoratori attivi che contribuiscono e lavoratori passivi, credo che permettere a chi ha maturato i requisiti di anzianità di continuare a lavorare e versare un contributo solidaristico a fondo perduto sia un elemento positivo per tentare un riequilibrio del sistema. Chiaramente, in una realtà piccola come la nostra, le politiche del mercato del lavoro possono essere più flessibili e dovranno prevedere strumenti adattabili. In questo modo, qualora le condizioni dovessero cambiare in maniera repentina a svantaggio dei lavoratori, potremo compensare il divario garantendo sempre che le persone non ancora in età pensionabile siano favorite nella ricerca del lavoro rispetto a un pensionato.
Gemma Cesarini (Libera): Ringrazio gli istanti per aver portato all’attenzione dell’aula un tema molto sentito come quello del ricambio generazionale, in particolare per le difficoltà che si riscontrano in settori specifici come l’artigianato, dove il grado di fidelizzazione e il rapporto tra cliente e artigiano sono caratteristiche molto forti. Noi siamo chiaramente favorevoli all’istanza e vorrei sottolineare che si possono configurare due scenari nel passaggio dell’attività di impresa. Il primo caso è quello in cui l’attività viene passata a un familiare o a un figlio, e gli strumenti che il sistema mette a disposizione oggi sono più di uno, ovvero il lavoro occasionale o la solidarietà familiare. Nel secondo caso, in cui l’attività viene portata avanti da una terza persona, c’è soltanto la possibilità di ricorrere al lavoro occasionale, a cui oggi può accedere solo chi percepisce una pensione avendo raggiunto i sessantasei anni. In un settore come l’artigianato si comincia a lavorare molto presto, quindi è facile raggiungere la quota 103 e il requisito dei sessant’anni con anticipo. Ritengo inoltre che questo sia uno strumento utile per andare incontro e tutelare l’imprenditoria femminile, consentendo di sopperire ad assenze temporanee dovute alla maternità o semplicemente alla gestione della famiglia. Vorrei ringraziare anche per il parere fornito dal segretario tramite gli uffici preposti, perché effettivamente devono essere previsti dei correttivi: come evidenziato nel parere tecnico, forse non è corretto che possano accedere al lavoro occasionale coloro che sono andati in pensione con il disincentivo e non hanno raggiunto i requisiti. L’istanza è generica e chiede l’estensione del lavoro occasionale a chi ha raggiunto la quota 103, ma si può sicuramente ragionare sui necessari correttivi tenendo in considerazione i pareri tecnici
L’istanza è approvata con 36 voti favorevoli.

Istanza d’Arengo n.28 del 05-10-2025 – Affinché sia aggiornata la normativa che regolamenta l’affidamento “interno” e quello dei minori stranieri non accompagnati
Segretario di Stato Stefano Canti: L’istanza chiede di aggiornare e regolamentare in maniera esauriente, tramite l’emanazione di un testo unico, la normativa inerente alla tutela dei minori in stato di abbandono temporaneo e al loro affidamento, sia interno che per i minori stranieri non accompagnati. L’Associazione famiglie adottive affidatarie sammarinesi chiede di colmare le lacune della legge del 1986, differenziando chiaramente l’affidamento consensuale, inteso come rapporto di mutuo aiuto temporaneo tra famiglie, dall’affidamento giudiziale, predisposto dal giudice su segnalazione dei servizi laddove le facoltà genitoriali non siano valutate idonee. Attualmente le leggi vigenti non prevedono queste precisazioni né la possibilità di mantenere la continuità del legame affettivo se un bambino passa da un affido all’altro. L’istanza richiede anche di introdurre la valutazione e la formazione dei soggetti aspiranti all’affidamento e, per i minori stranieri non accompagnati regolati dalla legge del 2021, il prolungamento dell’accompagnamento del minore anche oltre la maggiore età fino al completamento di un progetto definito, oltre alla salvaguardia del diritto alla continuità affettiva nel caso in cui il minore venga dichiarato adottabile, permettendo alla famiglia affidataria di poterlo adottare. Questa istanza vuole valorizzare la stabilità relazionale e si inserisce pienamente negli impegni assunti dalla nostra Repubblica, adeguando la normativa interna ai più recenti standard internazionali e ai principi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo. Segnalo inoltre che la direzione generale dell’ISS ha chiesto un incontro con il dirigente del tribunale per approfondire alcuni aspetti legati agli oneri di mantenimento dei minori in affidamento. Alla luce di tutto questo, pur rimanendo disponibili a ogni decisione del Consiglio Grande e Generale, comunico che per il governo l’istanza risulta pienamente accoglibile in quanto le proposte avanzate contribuiscono a rafforzare ulteriormente il sistema della protezione e tutela dei minori nel pieno rispetto del loro superiore interesse.
Sara Conti (Rf): Penso che l’indicazione positiva da parte del governo sia già un indicatore molto importante del fatto che questa istanza proviene da un’associazione, quella delle famiglie adottive e affidatarie sammarinesi, che fa un grande lavoro di sensibilizzazione e di sostegno per le persone che affrontano un percorso di questo tipo. Si tratta di un’associazione che ci aiuta a volgere lo sguardo verso uno spaccato di società che spesso non conosciamo o che consideriamo poco. Abbiamo già potuto apprezzare il loro importante apporto durante la stesura del progetto di legge del 2021 per l’affidamento dei minori stranieri non accompagnati, e il fatto che abbiano presentato questa istanza per andare a colmare quelle che possono essere le lacune all’interno della nostra normativa dimostra ancora una volta che noi abbiamo profondamente bisogno di queste associazioni e del loro lavoro. Per queste ragioni li ringraziamo e annuncio naturalmente che voteremo in modo favorevole all’Istanza.
Francesca Civerchia (Pdcs): Ringrazio gli istanti e l’associazione che oggi pone al centro della nostra considerazione e riflessione un tema molto importante da un punto di vista sociale. Le famiglie sammarinesi hanno da sempre dimostrato una grande attenzione e sensibilità, e meritano di avere una normativa rinnovata e maggiormente aggiornata al fine di poter accogliere con più facilità dei minori nel proprio alveo familiare. Voglio però evidenziare una nota dolente che prendiamo comunque in considerazione come spunto di riflessione per uno slancio costruttivo, ovvero la poca efficacia che ha purtroppo avuto nel tempo la norma sull’affidamento dei minori stranieri non accompagnati. Quella norma non ha funzionato e non è stata praticamente applicata per delle criticità relative alle caratteristiche del nostro tessuto sociale e dei nostri servizi, ma grazie al sollecito dell’associazione possiamo ritornare a lavorare per perfezionarla. Dobbiamo aiutare i nostri servizi affinché possano supportare maggiormente le famiglie, come ricordava prima anche il segretario Canti, perfezionando i registri in cui inserire le persone e le famiglie che desiderano accogliere un minore per circostanze particolari, comprese quelle relative alla violenza. Sono perciò molto contenta che il governo abbia dato indicazione di accoglimento di questa istanza per poter migliorare le norme a favore di tematiche così importanti e così a cuore della nostra società civile.
L’istanza è approvata con 31 voti favorevoli.

Comma 1 – Comunicazioni
Carlotta Andruccioli (D-ML): Intervengo per trattare i tantissimi temi emersi in questo interessante dibattito, partendo dal progetto di legge sulla commissione di inchiesta presentato dalla maggioranza. Dopo un lungo e saggio confronto si è trovata la sintesi in un testo unico, ma trovo per certi aspetti vergognoso che abbiate previsto una commissione non paritetica, e vi chiedo apertamente di cosa abbiate paura e cosa temiate possa emergere. Trovo inoltre che sia un totale controsenso adottare la procedura d’urgenza per poi rimandare l’inizio dei lavori della commissione praticamente al prossimo anno, sperando che non si tratti solo di un tentativo di facciata per dare un messaggio di trasparenza senza una vera volontà di fare chiarezza. Per quanto riguarda i soggetti bulgari, divenuti oggi nemici pubblici della nostra Repubblica, ricordo che qualcuno li ha portati, li ha voluti e ha steso loro i tappeti rossi. In tempi non sospetti, una lettera dell’allora presidente dell’ente Marco Beccari avvertiva che la vendita sarebbe andata contro la posizione del Comitato per il Credito e il Risparmio, della Segreteria Finanze e di Banca Centrale, chiarendo benissimo chi ha favorito queste persone, e per questo chiediamo che si faccia chiarezza sulle responsabilità politiche senza alcuna paura. Al Segretario alla Giustizia Canti, che ieri ci ha accusati di aver rifiutato la documentazione in Commissione Giustizia, rispondo chiarendo che i commissari di opposizione non l’hanno rifiutata, ma hanno preteso che di fronte a un simile attentato all’integrità della Repubblica l’intero Parlamento, in quanto organo sovrano, dovesse avere accesso a quegli atti, pur mantenendo ovviamente il vincolo di segretezza, perché è assurdo che la stampa e il Congresso di Stato abbiano le carte e il Parlamento no. Rispondo anche al Segretario Bevitori, il quale sostiene che noi siamo invidiosi perché ci rubate le idee, precisando che non c’è alcuna invidia, ma vogliamo unicamente sottolineare l’ipocrisia e l’incoerenza di chi in una legislatura boicotta certi progetti per poi appropriarsene in quella successiva. Infine, voglio fare una riflessione sul conflitto in Iran e sul suo inevitabile impatto economico sulle tasche di ogni cittadino, con ripercussioni sull’energia e sui mercati internazionali. È normale che i mercati reagiscano alle crisi con un aumento dei prezzi, ma chiedo che le autorità pubbliche monitorino attentamente la situazione affinché nessuno si approfitti dell’incertezza con comportamenti scorretti a danno dei consumatori, intervenendo tempestivamente. Chiedo inoltre al governo quali correttivi intenda mettere in campo per sostenere il portafoglio dei cittadini, valutando magari, come proposto dal collega Zonzini, un rimborso maggiore tramite la Smac Card o la redistribuzione delle maggiori entrate derivanti dall’aumento della monofase, per dare un aiuto concreto alle nostre famiglie in questa perdurante crisi.
Gian Matteo Zeppa (Rete): Voglio rispondere al Segretario alla Giustizia Canti e fare eco alla collega Andruccioli riguardo alla riservatezza della Commissione Giustizia, una riservatezza che il Segretario ha platealmente violato ieri facendo un po’ il fenomeno e accusando l’opposizione di aver rifiutato la chiavetta con i documenti. Voglio ricordargli che anche un membro della sua maggioranza ha rifiutato quella chiavetta, perché il sentimento corretto dovrebbe essere quello di condividere con l’intero corpo consiliare ciò che il Congresso di Stato ha già nelle mani da diverso tempo, senza strumentalizzare la situazione e senza esporci a rischi indicibili facendo uscire i nomi. Siccome lei ha violato il segreto della commissione, mi sento in dovere di farlo anche io per denunciare a microfono aperto una cosa schifosa accaduta recentemente a San Marino, per la quale ieri abbiamo chiesto all’unanimità l’accesso agli atti. Un uomo facoltoso, che pare essere un dipendente pubblico persino distaccato presso una Segreteria di Stato, è stato condannato a oltre due anni di prigionia e a un anno e mezzo di interdizione per lesioni aggravate e violenza di genere contro la compagna, ma la cosa ancora più schifosa e inaccettabile è che l’Avvocatura dello Stato, che doveva rappresentare l’Authority Pari Opportunità costituitasi parte civile per difendere la vittima, non si è presentata in tempo al processo. Questa è una povertà istituzionale e civica che fa letteralmente ribrezzo, dimostrando l’incapacità di chi dovrebbe tutelare lo Stato e le donne molestate, e mi chiedo se questo dipendente pubblico sia stato almeno sospeso come prevede la legge. Di fronte a questo degrado non mi stupisco più dei vostri progetti di legge senza commissioni paritetiche, perché tutto questo fa il paio con la generale perdita di diplomazia e di rispetto dei ruoli istituzionali a cui stiamo assistendo, dove si attacca solo per non morire ammazzati. Abbiamo un Segretario che chiede la procedura d’urgenza per una legge e poi se ne va al Festival di Sanremo costringendo i commissari a fare figure barbine per sostituirlo, abbiamo l’intero Congresso di Stato che pochi mesi fa voleva denunciare il quotidiano Il Sole 24 Ore, e ci ritroviamo a discutere decreti fatti col copia e incolla, come il cosiddetto “decreto Volkswagen”, redatto solo per compiacere una precisa questione politica. Per non parlare della gestione della sanità, dove si spostano i servizi da una parte all’altra tramite semplici delibere, senza passare per la commissione sanità e senza valutare se ci siano le adeguate disposizioni normative e logistiche per sostenere gli utenti e le famiglie, prendendoci palesemente per i fondelli. Tornando al filone bulgaro, la parte più interessante sarebbe capire cosa sia successo nel momento in cui qualcuno è entrato fisicamente dentro la banca e se le cassette di sicurezza siano state effettivamente liberate. Il nostro gruppo non accetta le vostre chiavette perché non vogliamo fare i fenomeni e partecipare a queste prese in giro, e ritengo che stiamo assistendo a un abbassamento totale della consapevolezza di cosa significhi rivestire un ruolo all’interno delle istituzioni, che dovrebbe servire in primis a tutelare le persone malmenate, e temo purtroppo che il peggio non sia ancora finito.
Enrico Carattoni (Rf): Prendo spunto da quanto appena detto dal consigliere Zeppa riguardo alla risposta a una nostra interpellanza sul repentino spostamento di alcuni servizi, in particolare il singolare switch tra “La città di Oz” e la tutela minori. Nessuno dice niente sul fatto che il servizio della tutela minori sia senza un vero dirigente da ormai un anno e mezzo, essendo temporaneamente gestito da un facente funzione e da un direttore di dipartimento che ne vicaria il ruolo, senza che il comitato esecutivo prenda alcuna posizione in merito. È folle leggere nella risposta all’interpellanza che “La città di Oz”, che gestisce quotidianamente persone fragili, venga trasferita negli spazi della tutela minori e viceversa, soprattutto ricordando che una decina di anni fa la tutela minori fu spostata ai Tavolucci proprio per essere logisticamente più vicina al tribunale, quasi fosse un organo di polizia giudiziaria. Mi chiedo cosa passi nella testa di chi pensa a queste risposte, e credo che tutto questo faccia il paio col fatto che le decisioni non vengano più prese in quest’aula o nel governo, ma altrove. Guardando alla recente questione iraniana, mi sono fatto l’idea che anche nella nostra Repubblica ci sia ormai una sorta di guida suprema, identificabile in Gian Carlo Venturini, che deve mettere costantemente l’ultima parola su tutto, dalle interpellanze a dove posizionare i servizi. Poi c’è il consiglio dei Pasdaran, i guardiani della rivoluzione, che ha partorito un progetto di legge per una commissione di inchiesta che viene approvata con procedura d’urgenza, ma che assurdamente sarà efficace forse dal gennaio 2027, quando questo governo verosimilmente non ci sarà più visti i chiari di luna. Nel frattempo non si danno risposte alle tematiche emerse con inaudita violenza: abbiamo il segretario Canti che va in commissione giustizia a distribuire chiavette con le filigrane solo a chi decide lui, e il consigliere Berti che accusa i giudici d’appello di aver liberato delle persone senza nemmeno leggere gli atti. Mi sarei aspettato che il Segretario alla Giustizia avesse una postura istituzionale tale da difendere la giurisdizione e imporre il rispetto per tutti i giudici, ma non ha detto nulla, avallando di fatto quelle tesi gravissime. Inoltre, il progetto di legge presentato dalla maggioranza non prevede una commissione di inchiesta paritetica, come invece fu giustamente fatto nel 2019 per Banca CIS, ma rispecchia i numeri dell’attuale maggioranza con un rapporto di cinque a tre e inserisce una serie di incompatibilità barbine, come l’esclusione dei membri del Comitato per il Credito e il Risparmio. La cosa ancora più sublime e inaccettabile è che non si obbligano le persone convocate a dire la verità, ma si stabilisce che consiglieri e segretari di Stato possano essere semplicemente invitati a riferire, dimostrando palesemente che si vuole buttare tutto a mucchio pur di non fare chiarezza. Questa maggioranza ha un’evidente idiosincrasia per le commissioni di inchiesta, come ha già dimostrato con l’enorme scivolone sul caso del pedofilo, quando per evitare l’inchiesta si è inventata dal nulla una commissione tecnico-amministrativa del tutto priva di reali poteri nell’ordinamento. Sulla questione di Banca di San Marino, che è storicamente una faccenda tutta democristiana, avevamo intravisto qualche timido segnale di avvicinamento da parte di alcuni gruppi di maggioranza, salvo poi assistere a una grande retromarcia con questo progetto di legge che, a causa della composizione sbilanciata e dei tempi lunghissimi, non permetterà alla commissione di lavorare serenamente. Mi chiedo perché non si possa utilizzare oggi lo stesso identico metro usato nel 2019 per Banca CIS, applicando il progetto di legge proposto dall’opposizione per indagare prima su come sia arrivato l’investitore bulgaro e poi, a indagini concluse, sull’eventuale piano parallelo o colpo di Stato. La risposta palese a tutte queste domande è che non si vuole fare chiarezza e non si può fare nient’altro semplicemente perché Venturini ha detto che non si può, punto.
Giuseppe Maria Morganti (Libera): In questo Paese ci sono poteri economici che si contrastano vicendevolmente, spesso superiori alla forza della politica, e che fanno grandi affari sulle spalle dei cittadini e dello Stato. Queste lotte di potere hanno causato gravi perdite all’erario e se oggi abbiamo un debito pubblico lo dobbiamo proprio a questi scontri. Mi chiedo quando la politica riprenderà il potere nelle proprie mani per agire in piena autonomia e per il bene comune, senza farsi condizionare. Ricordo la faticosa strada percorsa dalla fine degli anni ‘90 fino al 2014 per tirare fuori il Paese dalle secche in cui i grandi affaristi lo avevano cacciato, anche grazie a decisioni lungimiranti e autonome come la firma unilaterale dell’accordo per lo scambio di informazioni con l’Italia. Non dobbiamo assolutamente farci ricacciare in quel tunnel, facendo pagare un prezzo alla nostra popolazione sui servizi. Il cosiddetto caso dei bulgari rientra perfettamente in questa ottica di poteri economici che sviluppano interessi; sapevamo che il progetto non era affidabile, ma lo abbiamo lasciato scorrere nel sistema. Per fortuna non si è realizzato, altrimenti ci saremmo trovati in casa figure ancor più potenti a minare la nostra stabilità economica, sociale e giuridica. Rispondo poi alle critiche dell’opposizione sul progetto di legge costituzionale depositato dalla maggioranza per istituire una commissione di inchiesta. Questo strumento darà alla commissione tutti i poteri inquisitori necessari. Riguardo alla famosa chiavetta con le tremila pagine ritirata dai membri della commissione giustizia, emerge chiaramente la gravità di questo tragico avvenimento. Ci tengo a sottolineare che la Banca di San Marino aveva ripreso ad andare bene prima che si parlasse dei bulgari, e mi auguro che lo Stato faccia la sua parte per ridare tutta la solidità necessaria a questo istituto cooperativo che ha il diritto e il dovere di esistere sul nostro territorio. Dico però al consigliere Carattoni che chiedere di far partire immediatamente la commissione con poteri inquisitori, mentre il tribunale sta ancora svolgendo le indagini, è pericolosissimo; basterebbe che un imputato facesse qualche dichiarazione in commissione per invalidare le prove e bloccare l’azione del tribunale. Concludo ringraziando Gian Carlo Venturini, che in questo caso si è dimostrato una guida forte nel volere e far partire questo progetto di legge il prima possibile, il che conforterà il Paese sulla nostra volontà di fare totale chiarezza.
Segretario di Stato Matteo Ciacci: Ho apprezzato l’intervento del consigliere Morganti, che ha centrato il punto della vicenda relativa a Banca di San Marino. Fin dall’inizio avevamo auspicato che questa fosse la legislatura in cui i poteri economici privati e i suggeritori esterni non stessero più alle spalle delle istituzioni a dettare l’agenda politica. Purtroppo, se cadiamo negli interessi particolari rischiamo un deficit reputazionale enorme e facciamo pagare alla collettività i costi di questi scontri. Sulla questione di Banca di San Marino e della commissione di inchiesta, credo che il governo e la maggioranza abbiano agito in maniera precisa e puntuale, dimostrando trasparenza attraverso i fatti portati dal segretario Canti in commissione giustizia e il deposito del progetto di legge. Ora dobbiamo far dialogare i poteri dello Stato evitando guerre intestine, ed è per questo che all’interno del Comitato per il Credito e il Risparmio stiamo discutendo per avere una linea di indirizzo comune, evitando che altri soggetti interessati al nostro sistema bancario vengano strumentalizzati o gestiti male. Condivido poi la verità strategica detta da Morganti: così come lo Stato è intervenuto con un messaggio forte per salvare la Cassa di Risparmio, ora serve un ragionamento serio anche per Banca di San Marino. Se non vi sono interlocutori validi, serve un immediato e fortissimo piano B in cui lo Stato e la Banca Centrale facciano la loro parte per proteggere l’istituto e l’intero sistema bancario, che non può più permettersi criticità come quella vissuta con i bulgari. Apprezzo peraltro l’atteggiamento responsabile e l’onestà intellettuale dell’attuale opposizione, molto diverso da quando in passato si mettevano in difficoltà le banche spiattellando dati senza ritegno. Concludo dando una notizia per rispondere alle sollecitazioni della consigliera Andruccioli sul caro energia: proprio oggi il Congresso di Stato ha adottato un decreto legge, che verrà emesso domani, per incrementare di cinque centesimi al litro la scontistica Smac sui carburanti, aggiungendosi ai quindici centesimi già previsti. Questo è un segnale tempestivo e pragmatico per dare una risposta concreta alle famiglie e alla collettività rispetto alle tensioni internazionali in corso.
Gian Carlo Venturini (Pdcs): Rispondo innanzitutto all’appello accorato del consigliere Caratoni che mi ha definito l’ayatollah di San Marino, chiarendo, al di là delle battute, che non ho né il turbante né la barba lunga e soprattutto non sono musulmano. Passando alla legge sulla commissione di inchiesta depositata dalla maggioranza, voglio ribadire che non siamo mai stati contrari alla sua istituzione, come abbiamo già dichiarato nel consiglio di febbraio e pubblicamente, ipotizzando anche una data massima. L’unica motivazione che ci ha indotto a queste riflessioni è che la commissione di inchiesta, avendo gli stessi poteri inquirenti della magistratura, non si può e non si deve sovrapporre al lavoro del tribunale. Se qualcuno vuole utilizzare questo strumento per annacquare o annullare elementi che potrebbero emergere nell’istruttoria, noi riteniamo invece che sia un atto di responsabilità farla partire a conclusione dell’istruttoria stessa, nel massimo rispetto dell’organo giudiziario, per poi fare tutte le riflessioni politiche sulle eventuali responsabilità. Per questo motivo lunedì scorso abbiamo depositato la legge firmata da tutta la maggioranza, dando la disponibilità a discuterla nella prossima seduta coinvolgendo anche le forze politiche di opposizione. Sulla composizione, ho sentito la collega Andruccioli dire l’assurdità secondo cui non la vogliamo paritetica perché non vogliamo fare chiarezza. Le ricordo che una commissione deve essere rappresentativa della volontà popolare e gli attuali sedici consiglieri di opposizione rappresentano poco più del ventisei percento dell’intero parlamento, ma questo non significa non voler individuare le responsabilità. Sulle tempistiche, le recenti desecretazioni degli atti dimostrano che una fase del lavoro si sta avviando verso una definizione e la data del gennaio 2027 è solo un termine massimo, poiché nulla vieta di iniziare a operare molto prima se le istruttorie si concluderanno in tempi brevi. Voglio poi rispondere alla collega Sara Conti in merito alla sentenza della CEDU, precisando che le sentenze vanno ovviamente rispettate e valutate, ma la sequenza degli eventi non è quella che ha descritto. Tutto è partito esclusivamente dalla legge qualificata numero uno del 2020 sulla composizione del Consiglio giudiziario, a cui sono seguiti una legge di interpretazione autentica, un parere del presidente emerito della Corte Costituzionale e una deliberazione in autotutela del Consiglio Giudiziario stesso che ha revocato gli atti precedenti. Pertanto la invito a non strumentalizzare un atto tacendo sui vari e legittimi passaggi istituzionali e costituzionali che ci sono stati. Concludo ringraziando il collega Morganti perché, pur non trovandoci sempre d’accordo, sulla delicatissima vicenda della Banca di San Marino e dei soggetti bulgari abbiamo condiviso lo stesso pensiero e le stesse considerazioni.
Maria Katia Savoretti (Rf): Parto dai dati della Caritas di San Marino i cui dati sono allarmanti per una realtà come la nostra dove si è sempre percepito un certo benessere. Nel 2025 ben 93 famiglie, per un totale di 224 persone di varie fasce di età, tra cui sammarinesi e residenti, si sono recate a chiedere sostegno per beni di prima necessità e questo numero purtroppo è in aumento rispetto al 2024. Sempre più famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese, a pagare le utenze, i mutui e i canoni di locazione, colpite da un carovita che non è più proporzionato alle retribuzioni rimaste invariate nel tempo. A un anno dall’approvazione della legge casa, che avrebbe dovuto calmierare i canoni di locazione, constatiamo che nulla è cambiato ed è stata solo l’ennesima promessa fatta di belle parole scritte nero su bianco che non ha portato alcun beneficio. Le priorità del governo non possono essere solo quelle di applaudire il vincitore della Formula 1, per quanto abbia fatto un risultato eccellente, ma serve subito un piano urgente per mettere in sicurezza il sistema economico. Ho ascoltato con favore in conferenza stampa la volontà di aumentare la scontistica sulla SMAC per i carburanti a vantaggio di residenti e frontalieri, ma apprendo con dispiacere che sarà un intervento solo temporaneo, mentre a noi servono interventi sulle utenze che coprano un tempo molto più ampio proprio perché gli stipendi non aumentano. Vorrei poi affrontare il tema della sentenza della CEDU, che ha chiaramente sconfessato le decisioni adottate nella scorsa legislatura dall’allora segretario Ugolini e ha affermato la violazione dei diritti. Ci ricordiamo benissimo di come approvaste di corsa quel disastroso obbrobrio della legge qualificata numero uno del 2020 al solo scopo di cacciare dal tribunale i professionisti non graditi al governo, ignorando tutti i moniti internazionali e le battaglie fatte da Repubblica Futura. Rispondo al segretario Canti dicendo che non siamo noi dell’opposizione a trasmettere un messaggio devastante, ma è il vostro operato e il vostro imbarazzante silenzio a mandare il paese a rotoli. Infine, mi ricollego a quanto detto dai colleghi Zeppa e Carattoni per esprimere la nostra totale insoddisfazione sulla risposta lacunosa che ci è stata data in merito all’interrogazione di 22 domande sullo spostamento della tutela minori. Non potete cavarvela dicendo semplicemente che verrà spostata in una sede più funzionale al tribunale, perché la tutela minori non è assolutamente una succursale del tribunale e noi pretendiamo di sapere con chiarezza in quale sede andrà e per quali reali motivi ci debba essere questa presunta continuità funzionale.
Iro Belluzzi (Libera): Constato con profondo rammarico come certi temi vengano strumentalmente utilizzati dalle forze di opposizione in un momento in cui, invece, ci dovrebbe essere un accordo e la costruzione di percorsi comuni che permettano al paese di avanzare. Condivido pienamente quanto ricordato dal collega Morganti sulla necessità che il Consiglio Grande e Generale ritorni finalmente a essere centrale nella vita politica della nostra Repubblica, agendo a tutti gli effetti come primo potere dello Stato per trovare soluzioni adeguate. Questo è fondamentale per evitare che i rigurgiti di un passato nefasto possano andare a viziare o a creare ulteriori e gravi problemi in situazioni estremamente delicate come quelle che purtroppo sono balzate di recente agli onori della cronaca. L’acquisizione di una banca sammarinese da parte di un gruppo straniero è un fatto che di per sé dovrebbe essere motivo di vanto e attrattiva per chi vuole investire dei denari all’interno della nostra Repubblica. Purtroppo, questo modus operandi trova ancora sponda in una fascia esigua della società e qualche volta nella politica, dove ci sono soggetti disposti ad aprire la porta a chi vuole fare shopping e sfruttare il nostro Paese. Noi come Libera non ci stiamo e, sebbene abbiate buttato all’ortica le nostre proposte, crediamo che la commissione di inchiesta, pur non essendo conformata come vorrebbe l’opposizione, sarà lo strumento per individuare le responsabilità e svelare alla collettività chi fa da utile idiota a questi poteri. Non ci chineremo e non abbasseremo lo sguardo di fronte a mancanze di correttezza o a reati, e non permetteremo che chi ha aperto le porte sbagliate faccia naufragare il nostro percorso di associazione europea. Dobbiamo superare le resistenze di un conservatorismo che non ha più ragione di esistere e adottare una vigilanza più forte e coerente con le norme dell’Unione Europea, per far uscire il nostro sistema bancario da questa situazione melmosa e senza prospettiva. Per quanto riguarda la Banca di San Marino, voglio che i correntisti siano tranquilli perché il governo e il Parlamento non permetteranno minimamente che la banca rischi la propria esistenza, accompagnandola con tutti gli strumenti necessari affinché trovi acquirenti seri e auspicando che la Cassa di Risparmio ritorni a essere una banca privata. Infine, richiamo tutti al massimo rigore e al rispetto della separazione dei poteri in uno Stato di diritto, perché le sentenze di primo grado e l’operato dei magistrati non possono essere buttati all’ortica o criticati in maniera pretestuosa.
Manuel Ciavatta (Pdcs): Intervengo per parlare del tema della giustizia e in particolare della sentenza della CEDU, descritta da alcuni consiglieri di Repubblica Futura come una mannaia caduta sulla nostra Repubblica e che, a loro dire, confermerebbe che la legge 1 del 2020 fatta dallo scorso Governo per ristabilire la correttezza della giustizia è stata “smontata” da questa sentenza. In questi giorni mi è capitato di riascoltare l’audizione del Giudice Gilberto Felici in Commissione d’Inchiesta CIS, che è diventata poi pubblica. Per cui per contestualizzare i fatti partirei da lì. Nel 2017, a settembre – dice il giudice Felici – “in Tribunale ci sono gravi problemi, ini particolare tra il Commissario Buriani ed il Commissario Pierfelici c’è un conflitto molto spinto”. Con un po’ di ironia, dopo la serie di sentenze che ci sono state, mi domando perché. Nel Marzo 2018 avviene la defenestrazione del Magistrato Dirigente Valeria Pierfelici, ad opera del Consiglio Giudiziario Plenario di allora, senza che la legge ne prevedesse la possibilità e viene nominato il Giudice Lanfranco Ferroni. Il Giudice Felici ci dice che è lui a proporlo ai togati perché vuole risanare questa frattura in Tribunale, che non può continuare. Contestualmente, però, quel Consiglio Giudiziario Plenario viene convocato due volte in maniera difforme rispetto al passato, ed è proprio su questo che la Legge 1 del 2020 interviene, per sanare questa difformità sulla composizione. Su questo la sentenza CEDU non dice che è sbagliato, ma che non era sua competenza quella scelta. Ma in quella composizione del Consiglio Giudiziario Plenario c’era anche il giudice Felici, che diventa membro della Corte nell’ottobre 2018, quando si dimette dal Tribunale. Quello che la sentenza afferma, invece, ed è ragionevole, è che quella legge retroattiva ha tagliato le gambe ad una situazione rimasta pendente, quella del ricorrente, l’Uditore Simoncini; che è stato anche uditore del Giudice Felici nel 2016. Se c’è stato un danno legato alla retroattività, credo che lo Stato lo debba ripagare, ma non è possibile usare questa sentenza per cambiare la narrazione sulla giustizia continuando a dire che è stato fatta “terra da ceci” in Tribunale o che i giudici sono stati eliminati, poiché le conflittualità residue sono state sanate grazie all’opera del Presidente Giovanni Canzio, ed i giudici sono stati tutti ricollocati in Tribunale. Ed è per questo che oggi il Tribunale funziona. Proprio perché l’amministrazione della giustizia oggi funziona, la Commissione d’Inchiesta che abbiamo depositato, sarà molto differente da quella su Banca CIS, varata quando il Tribunale era bloccato. Per questo chiediamo che la Commissione parta dopo lo svolgimento delle indagini da parte del Tribunale per non interferire con gli strumenti molto più estesi nella disponibilità della magistratura. A differenza della legge qualificata proposta dall’opposizione, che non aveva potere di indagine, e che evidentemente è stata portata per tentare di spaccare la Maggioranza, ma senza la vera volontà di fare chiarezza, la nostra legge costituzionale doterà la Commissione di tutti i poteri di inchiesta necessari per andare a fondo in maniera intelligente e non puramente strumentale. Molti dei materiali raccolti dalla Magistratura sono già stati messi a disposizione dei membri della Commissione Giustizia; quindi, c’è già la possibilità di farsi un’idea sulla situazione. Questa è la testimonianza più chiara che nessuno ha qualcosa da nascondere. C’è una grossa differenza però tra questa Commissione e quella di Banca CIS, perché quella banca era già commissariata quando la Commissione è stata avviata. Banca di San Marino al contrario è un istituto di sistema ancora in bonis e noi faremo di tutto per garantirne la stabilità e la continuità. Per questo chiediamo anche attenzione quando questa Commissione d’Inchiesta partirà.
Andrea Menicucci (Rf): Ammetto che avrei voluto parlare di altro, ma i dibattiti di questi giorni mi offrono spunti di riflessione ineludibili, portandomi a sottoscrivere la domanda del collega Morganti su quando le istituzioni riprenderanno il controllo del loro ruolo costituzionale. La mia amara risposta è che probabilmente le persone che oggi ricoprono ruoli politici importanti non hanno la capacità di arginare questa sovversione delle prerogative democratiche a favore di poteri non eletti che fanno unicamente interessi di parte. Ieri abbiamo aperto il Consiglio con la latitanza del Congresso di Stato, come se tra febbraio e marzo non fosse successo nulla di degno di nota, ignorando che sul piano internazionale gli Stati Uniti e Israele hanno invaso lo Stato iraniano generando l’ennesima catastrofe umanitaria e squilibri economici enormi. Di fronte alla benzina a due euro al litro che frustra ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie, la risposta tempestiva e pragmatica vantata dal segretario Ciacci si è ridotta a un misero sconto di cinque centesimi sulla Smac Card. Riguardo al presunto colpo di Stato e al piano parallelo denunciati a febbraio, che hanno spinto qualcuno a farsi bello in prima serata sulla RAI, abbiamo visto che la situazione è stata ridimensionata da un giudice di appello, evidenziando lo sgretolamento della maggioranza senza che nessuno del Congresso di Stato intervenisse per dare una parvenza di unità. Sulla sentenza della Corte di Strasburgo, essa certifica inequivocabilmente che la Repubblica di San Marino non ha minimamente rispettato lo stato di diritto e il rule of law, dimostrando che noi non facciamo solo leggi ad personam, ma vere e proprie leggi contra personam applicate retroattivamente. Constato inoltre che purtroppo non si sa più nulla dell’accordo di associazione con l’Unione Europea e che continuiamo ad assistere a interventi infelici da parte del governo, come le lodi a un pilota che sfrecciava a velocità poco consona mettendo in pericolo gli altri utenti della strada, gli ammonimenti ai giudici per le legittime scarcerazioni, o le parole del consigliere Berti che accusa i giudici di appello di non leggere gli atti, gettando pesanti perplessità sul nostro tribunale.
Segretario di Stato Luca Beccari: Intervengo dopo la reprimenda del consigliere Menicucci che ci ha spiegato come rivestire il nostro ruolo, per iniziare con una comunicazione di servizio. Oggi ho inviato a tutti i gruppi di maggioranza e opposizione la bozza del regolamento che definisce i criteri per l’eventuale assegnazione di immobili di proprietà pubblica nell’ambito del progetto di accoglienza per i palestinesi, un testo aperto alla consultazione su cui cerchiamo una condivisione totale prima dell’adozione. Ci tengo poi a sottolineare l’impeccabile organizzazione del dipartimento affari esteri che, in poco più di una settimana, ha prestato tempestiva assistenza a tutti i nostri concittadini che si trovavano nelle zone di guerra sul fronte iraniano, sia residenti che in transito in scali come Dubai, Doha o Arabia Saudita, un’operazione resa possibile anche grazie a fondi stanziati in tempi non sospetti per i rientri di emergenza. Riguardo all’accordo di associazione con l’Unione Europea, abbiamo iniziato un ciclo di tre serate informative, partendo dai temi economici per poi passare alla dimensione della persona, interpretando la disponibilità registrata da tutti i gruppi. L’accordo non ce lo siamo affatto dimenticato e non è passato in secondo piano rispetto alla vicenda dei bulgari; i lavori procedono secondo la tabella di marcia e la decisione del Coreper dovrebbe arrivare ad aprile, portandoci poi alla firma. Invito quindi a evitare di additare continuamente il governo o la mia segreteria per le tempistiche, poiché la decisione politica non è in discussione e la palla è ormai nel campo europeo per il completamento delle procedure amministrative. Approfitto infine per rispondere a chi mi ha chiamato in causa, anche tramite un’interpellanza di Motus, sulle mie interlocuzioni con le autorità bulgare. A fronte della famosa conferenza stampa di Starcom e Alive.eu di inizio febbraio, che metteva in discussione la posizione della Bulgaria sull’accordo, ho fatto la cosa più normale per un segretario agli esteri: ho preso contatti telefonici con l’ex ministro degli esteri bulgaro e ho incontrato a Bruxelles, insieme al segretario Fabbri, il parlamentare Andrei Kovatchev per chiedere i motivi dell’astensione del gruppo PPE. Non ho registrato alcuna ostilità verso la Repubblica di San Marino, ma piuttosto molta confusione generata dalle uscite stampa e dalle conferenze tenute a Bruxelles. Se non mi fossi attivato per capire e per tutelare il paese, sarei stato tacciato di inerzia qualora qualcosa fosse andato storto, per cui ritengo che questi passaggi, peraltro già ampiamente comunicati due volte in commissione affari esteri, non debbano essere assolutamente strumentalizzati.
Oscar Mina (Pdcs): Intervengo molto brevemente su un altro tema solo per informare l’aula che depositerò agli atti la relazione riassuntiva dei lavori della delegazione parlamentare presso l’assemblea dell’OSCE, a cui ho partecipato unitamente alla collega Sara Conti e al collega Muratori. Credo che come di consueto la nostra partecipazione sia stata molto apprezzata, in particolare per i nostri interventi sulle tematiche di interesse globale della sfera politica, in termini di cooperazione sulla sicurezza, sull’ambiente, sull’energia e sull’intelligenza artificiale. Oltre a questo ci siamo distinti nella diplomazia parlamentare per far emergere aspetti che hanno destato molta attenzione. La nostra delegazione continua a fare un grande lavoro di tessitura di rapporti internazionali, nel pieno rispetto del nostro ruolo e delle regole di ingaggio per un piccolo Stato come la Repubblica di San Marino rispetto ai temi posti all’ordine del giorno. Deposito quindi gli atti in Consiglio, così se qualcuno è interessato li può leggere.
Aida Maria Adele Selva (Pdcs): Il mio è un intervento un po’ sofferto e fino all’ultimo ero indecisa, ma riguardo al tema della giustizia e a quanto vissuto nella passata legislatura ritengo ci siano alcune cose da precisare. Penso che la verità non sia mai da una sola parte e che si possano commettere errori, ma bisogna essere onesti e obiettivi. Nella passata legislatura sono state fatte tante battaglie, alcune giuste e altre sbagliate, come l’aver difeso a oltranza un magistrato che poi sappiamo come è andato a finire ed è stato condannato. Le sentenze si rispettano certamente, ma certe affermazioni sono dettate dalla preoccupazione per quello che è successo nel 2019, quando fu disposta la revoca della custodia cautelare ai domiciliari per un certo personaggio legato a Banca CIS, il quale da allora è latitante lasciando un buco di quattrocento milioni nei fondi pensione. Ringrazio sinceramente chi farà parte della futura commissione di inchiesta, ma storicamente ho visto che le commissioni non hanno mai portato a conseguenze o fatto emergere responsabilità politiche traducendosi in qualcosa di concreto per noi comuni cittadini. Infine, siccome il politicamente corretto mi sta stancando e tutti dicono che le leggi bisogna rispettarle, vi faccio notare che in questo palazzo è vietato fumare eppure si viola questa legge volontariamente, deliberatamente e continuamente. Mi rivolgo anche al consigliere Zeppa dicendo che l’abbassamento dei ruoli istituzionali parte proprio da noi stessi quando sviliamo il nostro ruolo non rispettando i divieti. Se noi non interiorizziamo il rispetto e il senso del giusto poi parliamo a vanvera, per cui, pur essendo esseri umani che sbagliano, se continuiamo a dire che le leggi devono essere rispettate dobbiamo essere i primi a dare il buon esempio e a correggerci.
Gian Matteo Zeppa (Rete): Intervengo per un chiarimento al volo in quanto sono un tabagista, ma ci tengo a precisare che sono uno dei pochi rimasti in aula a fumare sigarette tradizionali e per farlo vado sempre sul terrazzo. Faccio questa puntualizzazione personale per rispondere a chi mi ha preceduto, perché sono io il primo ad arrabbiarmi nel momento in cui si va a fumare dentro sale dove c’è un chiaro divieto di fumo.
Interpellanze e interrogazioni
Matteo Casali (Rf): Dobbiamo purtroppo rilevare tristemente che, malgrado le numerose sollecitazioni istituzionali, pubbliche e private, l’interpellanza che abbiamo depositato ben sei mesi fa sullo stato di avanzamento dei lavori e sull’ex cinema turismo non è ancora stata evasa. Qui non è un fatto di simpatie, antipatie o di bon ton istituzionale, ma si tratta semplicemente del rispetto delle regole, dato che la legge impone che le interpellanze vadano evase in trenta giorni. Non abbiamo mai fatto gli schizzinosi rispetto a eventuali slittamenti temporali, ma ormai è invalso il vezzo di non rispondere del tutto alle interpellanze. Siccome non c’è nessun tipo di conseguenza alla mancata risposta, abbiamo sollecitato anche l’aula e le istituzioni con comunicati pubblici sperando fosse l’unica leva per farci ascoltare, ma tutto questo non ha sortito alcun effetto. Ribadiamo perciò che questa è una situazione non accettabile, le regole si rispettano e il diritto dell’opposizione di ottenere delle informazioni è un diritto sacrosanto che sta alla base delle regole democratiche, quindi mi appello di nuovo alle Loro Eccellenze affinché questa situazione venga risolta e riprenda la giusta via.
Gian Matteo Zeppa (Rete): Ringrazio il collega Casali che mi ha dato modo di introdurre il tema di un’altra nostra interrogazione rivolta ai segretari Bevitori e Fabbri in merito a un loro viaggio istituzionale. Noi vogliamo ed esigiamo la documentazione attestante l’acquisto del biglietto fisico per entrambi i segretari, pretendendone la fotocopia, e non accettiamo che si utilizzino le risposte per andare fuori tema dicendo cose che non ci interessano. Trovo inoltre disgustoso e disdicevole che le interpellanze siano accessibili tramite password solo per i consiglieri, perché si tratta di strumenti democratici di informazione che devono essere pubblici per tutti, a meno che non contengano dati sensibili da omettere per tutelare la privacy. Avverto fin da ora che fornirò senza alcun problema a chiunque me lo chieda le risposte coperte da password, perché non vorrei dover specificare ogni volta se la nostra richiesta debba essere pubblica o meno. Le interpellanze ferme da mesi dimostrano la scarsità umana della politica nel legittimarsi a vicenda, quindi chiedo alle Eccellenze che d’ora in poi le risposte siano compiute, che ci vengano forniti i biglietti fisici e che non ci siano più le password.
Nicola Renzi (Rf): Voglio rimarcare l’aspetto procedurale sulla necessità di rendere pubbliche consuetamente e normalmente le risposte alle interpellanze e alle interrogazioni, ponendole sul sito istituzionale accessibili senza password in modo che tutti i cittadini possano vederle. Questo è uno strumento fondamentale di democrazia e informazione, fatto salvo ovviamente per quei casi in cui il segretario di Stato individua delle contrattualistiche o dei dati sensibili che devono giustamente rimanere riservati. Denuncio anche le modalità evasive con le quali molto spesso ci viene risposto, come nel caso di un’interpellanza sull’informazione che abbiamo dovuto presentare tre volte per farci sentir dire in maniera assurda dal Congresso di Stato che un noto blog estero semplicemente non esiste. Rispondo poi alla consigliera Selva sul ruolo del consigliere, descrivendole la situazione in cui ci troviamo: abbiamo depositato un’interpellanza di competenza del segretario Ciacci sui costi e sullo stato dell’arte dell’ex Cinema Turismo ben sei mesi fa, quando l’obbligo di risposta è di soli trenta giorni. Noi non ci saremmo mai azzardati a venire a rompere le scatole dopo quaranta giorni, ma ora la stiamo chiedendo da due mesi interessando persino le Loro Eccellenze, e non accettiamo che venga sdoganato il fatto che un Segretario non risponda a un’interpellanza se non gli piace. Non tolleriamo che ci si venga a ridere in faccia in aula mentre si stanno spendendo centinaia di migliaia di euro dei contribuenti sammarinesi senza che si capisca per fare cosa. Tutti i consiglieri meritano rispetto e risposte nei tempi previsti dall’ordinamento, e non prese in giro da parte di chi, essendo seduto su una poltrona, pensa di poter spendere i soldi e rispondere alla gente quando gli pare e piace.
Segretario di Stato Matteo Ciacci: Rimango un po’ stupito da questa tensione, ma ci tengo a ribadire che ho sempre risposto a tutte le interpellanze presentate dai gruppi consiliari con molta dovizia di particolari. Non mi sono mai sottratto in alcun modo al confronto, per il quale nutro un grande rispetto verso le opposizioni, e non ho mai risposto in maniera superficiale come purtroppo veniva fatto in passato. Ritengo di aver sempre fatto i dovuti confronti preliminari in aula, e vi assicuro che i soldi non vengono spesi a vanvera; semmai sono stati spesi in maniera sicuramente più allegra in passato anche quando governava il consigliere Renzi. Oggi fortunatamente non solo rispondiamo alle interpellanze, ma facciamo in modo che i progetti si concretizzino e i cantieri vadano avanti, senza spendere un solo euro in consulenze esterne, e infatti proprio il 7 aprile apriremo il cantiere della Villa Malagola. Se c’è stato un difetto e un ritardo sulla tempistica della risposta all’interpellanza sul Cinema Turismo me ne assumo la piena responsabilità e me ne scuso, promettendo che avrete a breve tutte le risposte, ma non ci sto a sentire che manco al mio ruolo o che sperpero i soldi pubblici. Cerco di fare il mio lavoro essendo il più preciso e puntuale possibile per spendere al meglio le risorse che sono preziose, dando risultati concreti e riducendo al massimo i costi, ma su questo non sarò certamente giudicato da Renzi bensì dagli elettori.
Comma 2: Dimissioni del Consigliere Gaetano Troina da membro della Commissione Consiliare sul fenomeno delle infiltrazioni della criminalità organizzata e sua sostituzione
Domani Motus Liberi indica il consigliere Mirko Dolcini. La nomina è approvata con 43 voti favorevoli.
Comma 3: Presa d’atto della designazione di un membro della Commissione Consiliare Permanente Igiene e Sanità, Previdenza e Sicurezza Sociale, Politiche Sociali, Sport; Territorio, Ambiente e Agricoltura a seguito delle dimissioni del Consigliere Mirko Dolcini
Domani Motus Liberi indica il consigliere Gaetano Troina. La nomina è approvata.
Comma 4: Nomina di due membri del Consiglio Direttivo della Banca Centrale della Repubblica di San Marino
Il Pdcs indica avvocato Massimo Mancini, il Psd indica il dott. Giuseppe Sopranzetti. Le due nomine vengono approvate con 35 voti favorevoli.
Comma 5: Nomina dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ai sensi dell’articolo 52 così come modificato dall’articolo 23 della Legge 15 settembre 2023 n.132 e dall’articolo 53 della Legge 21 dicembre 2018 n.171
Comma posticipato a lunedì
Comma 9: Nomina di un membro del Collegio dei Sindaci Revisori dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino
Comma 10: Nomina di un membro del Collegio dei Sindaci Revisori dell’I.S.S.
Nomina posticipata
Comma 11: Dimissioni di un membro del Consiglio di Amministrazione di Poste San Marino S.p.A. e sua sostituzione
Il Psd propone Roberto Sergio.
Giovanni Maria Zonzini (Rete): Non ho capito se ci troviamo di fronte a un caso di omonimia o se si tratta effettivamente del direttore di RTV. Chiedo di poter visionare o distribuire il curriculum per poter verificare questo aspetto, perché francamente mi sembra una situazione un po’ particolare proporre la nomina del direttore di RTV all’interno del consiglio di amministrazione delle Poste.
Silvia Cecchetti (Psd): Non si tratta ovviamente di un caso di omonimia, ma stiamo parlando proprio dell’attuale direttore di RTV. Riteniamo che in questo senso non ci sia alcuna incompatibilità e siamo convinti che abbia chiaramente tutte le competenze necessarie per poter entrare a far parte di questo organismo.
Gian Matteo Zeppa (Rete): Chiedo chiarimenti in merito alla legge sulle incompatibilità, leggendo in particolare i punti C e D che riguardano l’assunzione di incarichi direttivi o partecipazioni societarie in imprese che abbiano funzioni affini o connesse. Mi auguro vivamente che non ci siano incompatibilità, non tanto sulla persona, ma sulla figura che già ricopre in qualità di direttore di RTV. Considerate le tante possibilità a nostra disposizione, mi sembra francamente un accentramento di cariche abbastanza particolare e una proposta molto forzata.
Antonella Mularoni (Rf): Chiedo al gruppo consiliare che propone questa nomina quali competenze particolari abbiate valutato nel candidato per questa materia. Consideriamo che al momento egli è anche il direttore della RAI e volevamo capire se, quando non svolgerà più quell’incarico, penserà di dimettersi anche dall’incarico di direttore di San Marino RTV, poiché una situazione del genere non è mai successa. Capisco che possa portare un valore aggiunto grazie alle sue competenze e ai suoi rapporti con l’Italia, elementi che potrebbero aiutarci a sviluppare il sistema dell’Ente Poste in maniera molto più forte, ma trattandosi di una candidatura abbastanza anomala, un’informativa ci sarebbe stata davvero utile per valutare al meglio la proposta nel rispetto dei suoi importanti incarichi.
Luca Lazzari (Psd): In Italia e in altri paesi è del tutto normale che un manager di un’azienda partecipata dello Stato possa ricoprire incarichi anche in altre aziende partecipate, purché non ci siano conflitti di interesse o limitazioni statutarie. Capisco che da noi possa esserci una mentalità provinciale e abbastanza chiusa che fa apparire anomalo il doppio incarico tra la TV di Stato e le Poste, ma vi assicuro che altrove non lo è affatto e non stiamo portando questa proposta contro la volontà del dottor Sergio. Riteniamo assolutamente che le sue conoscenze possano apportare un valore aggiunto importante a Poste San Marino, basti pensare a quanto è stata fondamentale la sua presenza per RTV, capace di risanare il bilancio in pochi mesi e generare mezzo milione di utili con l’ultima diretta del Festival di San Marino.
Michela Pelliccioni (indipendente): Non ho alcun dubbio sulle qualifiche e le capacità del dottor Sergio, ma conoscendolo in un ambito televisivo che è completamente diverso da quello delle Poste e del settore filatelico, dobbiamo poter valutare attentamente le sue competenze. Come ha ricordato il collega Zeppa, ci sono dei chiari impedimenti di legge e noi sappiamo che attualmente il dottor Sergio svolge l’incarico di direttore di RTV e della RAI, ma non abbiamo avuto la possibilità di verificare un curriculum per avere la certezza che non vi siano incompatibilità. Essendo chiamati a svolgere una funzione importantissima, non possiamo votare solamente sulla fiducia e questa nomina ci lascia piuttosto sconcertati per la mancanza di elementi formali per verificare eventuali conflitti
Fabio Righi (D-ML): Il curriculum del dottor Sergio, figura che ormai conosciamo bene e di cui apprezziamo la gestione in RTV, è appena arrivato in aula. Pur comprendendo le ragioni manageriali di questa scelta, la nomina ci ha colti alla sprovvista perché è inusuale indicare chi ricopre già un ruolo così delicato per un altro incarico. Vorrei capire dalla forza proponente se in logica di prospettiva immaginate che il direttore mantenga la doppia figura o se ci sia un percorso di uscita da RTV verso le Poste. Questo è un aspetto importante che solleva un ragionamento politico per capire se stia cambiando la strategia di gestione della nostra emittente e se a breve dovremmo aspettarci di dover individuare una nuova figura per la direzione.
Emanuele Santi (Rete): Intervengo per chiarire che non abbiamo nulla da eccepire sull’altissimo profilo del dottor Sergio e sull’egregio lavoro che sta svolgendo, ma trovarci il suo nome per il consiglio di amministrazione delle Poste ci lascia sbalorditi. Mi chiedo sinceramente quanto tempo potrà mai dedicare alle Poste una persona che è già direttore generale della RAI e direttore generale di San Marino RTV. Sappiamo che il consiglio di amministrazione delle Poste affronta diverse questioni e si riunisce anche a cadenza settimanale, e non credo che questi siano ruoli in cui si possa andare a tempo perso. Tutto questo ci lascia perplessi e sorpresi, non certo per il profilo del candidato, ma per la reale disponibilità di tempo, e staremo a vedere se la maggioranza lo voterà.
La nomina è approvata con 25 voti a favore, 7 schede bianche e 2 nulle.

I lavori vengono interrotti e ripartiranno alle 21:00