San Marino. Le opposizioni in conferenza stampa per spingere il PDL su “una commissione di inchiesta che tutti vogliono e nessuno la fa”. Imperativo: fare chiarezza sul “papocchio bulgaro”
di Angela Venturini.
“La commissione di inchiesta sull’affaire bulgaro, è una necessità non più rinviabile”. Così Emanuele Santi (RETE) in apertura di una conferenza stampa convocata dalle opposizioni per mettere ancora legna sul fuoco di una vicenda che non finisce mai di stupire. E di preoccupare.
Santi specifica: “Domani (mercoledì 11 marzo, ndr) ci sarà l’Ufficio di Presidenza per redigere l’ordine del giorno del prossimo Consiglio e chiederemo di inserire il nostro PDL, magari con procedura d’urgenza, perché è ora di fare massima chiarezza sull’intera vicenda. Chiarezza politica, ovviamente, perché poi il tribunale farà la sua parte per tutto ciò che riguarda la sfera penale”. Anticipa anche la trama della serata pubblica che le opposizioni unite stanno organizzando per lunedì prossimo, a Domagnano. In quella sede, infatti, cercheranno di dare tutte le risposte alle domande della gente su questioni assolutamente di rilievo.
Nicola Renzi (RF) sintetizza in via preliminare la questione cosiddetta bulgara fino al famoso comunicato del tribunale, in cui si parlava di reati gravissimi e di coinvolgimenti politici; al quale comunicato si è aggiunto un aumento delle ronde nel centro storico. “Siamo in un Paese strano – chiarisce – perché di fronte a tutto questo, la politica è riuscita a non battere un colpo”. Quindi aggiunge: “Non siamo qui a criticare, e non siamo certamente contrari ai presidi di sicurezza, ma abbiamo un ruolo, rappresentiamo una larga fetta della popolazione, e non siamo mai stati informati di nulla”. Anche lui precisa che il PDL depositato ormai un mese fa dalle opposizioni, è chiarissimo perché vuole indagare come certi personaggi siano entrati a San Marino, se siano state rispettate tutte le procedure e i controlli previsti dalla legge per l’iter autorizzativo di acquisto di parte delle quote della banca; se davvero ci siano personaggi in grado di mettere in discussione il percorso verso la UE. “Ma soprattutto – chiede Renzi – se dobbiamo avere informazioni da un sito giornalistico di Bruxelles”.
Anche Gaetano Troina (DML) tiene a precisare che l’accertamento di eventuali reati spetta solo ed esclusivamente al tribunale, mentre la parte politica deve essere valutata su un altro registro. “Abbiamo discusso dell’argomento nella passata sessione consiliare e abbiamo visto la reazione scomposta della maggioranza, che non era preparata a quel dibattito. Abbiamo visto la fuga in avanti di AR, seguita da una fitta serie di incontri più o meno segreti”. Si tratta di un modo di agire che dimostra, a suo parere, che fra tutti non hanno trovato la quadra e che preferiscono il silenzio anche su documenti delicati come quello dell’OAN. “Perché non vogliono condividere nulla con le opposizioni? Se si continua a tenere nella nebbia una vicenda che è nata nella nebbia, vuol dire che non c’è volontà di fare squadra”.
Le prime battute di Alessandro Rossi (DEMOS) sono di solidarietà alle istituzioni colpite, in particolare al presidente del Moneyval Nicola Muccioli. Di seguito, non usa mezzi termini per definire la vicenda: “Il papocchio bulgaro”. Ma non si stupisce più di tanto, dopo il DES (di cui non si parla più, ma non si sa se davvero sia storia chiusa); dopo gli scandali nel settore delle auto e delle bibite, senza dimenticare il pedofilo. “Abbiamo un governo scarsamente abile a dipanare situazioni complesse” sintetizza. E aggiunge: “Tutta la vicenda è stata gestita malissimo, addirittura preparata con un atto legislativo che, grazie ad un emendamento non spiegato e non relazionato, toglieva il vincolo del 51% alle fondazioni bancarie. La politica deve essere preventivamente trasparente, invece non lo è mai stata”.
A microfoni spenti, i discorsi vanno avanti e sottolineano le gravi preoccupazioni della gente, costernata di fronte ad una riservatezza che diventa segreto e avvilita per tutti i fraintendimenti generati dal non detto. E poi, l’ultimo provvedimento preso dal giudice Brunelli, che ha smontato il piano parallelo, significa che c’è una frattura in tribunale? Ovviamente al momento non ci sono ancora risposte, ma le opposizioni promettono che racconteranno di più nella serata di lunedì a Domagnano.


