San Marino. DML su 8 marzo: non un permesso sociale, ma la misura della civiltà di un Paese
L’8 marzo non è una giornata o una serata concessa alle donne. È, piuttosto, un momento in cui una comunità dovrebbe avere il coraggio di interrogarsi su sé stessa: su quanto davvero riconosca il valore, la libertà e la dignità delle donne. La mimosa non rappresenta semplicemente un rito o un’abitudine, ma il simbolo di una forza che coraggiosamente fiorisce anche quando l’inverno non è ancora finito.
Anche nella Repubblica di San Marino le donne rappresentano una parte essenziale della vita sociale ed economica del Paese. Nelle famiglie, nelle imprese, nelle professioni, nei servizi pubblici e nelle istituzioni, il loro contributo è quotidiano e spesso determinante. Eppure, accanto a questa realtà, persistono difficoltà che non sempre emergono: opportunità professionali più fragili, percorsi lavorativi che rallentano più facilmente, responsabilità familiari che continuano a gravare in misura maggiore sulle donne, a causa di scelte che la politica non ha avuto il coraggio di fare.
È soprattutto nel momento in cui si diventa genitori che queste fragilità diventano più evidenti. Per molte donne la maternità coincide ancora con una fase in cui il percorso professionale si interrompe, si ridimensiona o deve essere ripensato. Non dovrebbe essere così.
Qui la politica è chiamata a fare la propria parte. Una Repubblica costruisce le condizioni perché la parità possa essere vissuta concretamente. Significa dotarsi di strumenti che aiutino le famiglie a conciliare lavoro, crescita dei figli e vita quotidiana, rendere i servizi più adeguati ai bisogni reali e favorire modelli organizzativi del lavoro più moderni.
L’aver raggiunto il riconoscimento del congedo parentale al padre, non è un traguardo alla fine di un percorso, ma una tappa essenziale per continuare a evolversi e rafforzarsi per rispondere meglio alla realtà delle famiglie e alle esigenze di chi lavora in una società che cambia più rapidamente di come questa politica risponde ai bisogni.
Per DOMANI – Motus Liberi la parità tra donne e uomini non è una questione simbolica né un terreno di contrapposizione. È un principio che riguarda la libertà della persona, il riconoscimento del merito e la responsabilità condivisa dentro la comunità. Significa lavorare perché nessuno debba essere costretto a scegliere tra il proprio futuro professionale e la propria vita familiare.
La vera parità nasce proprio da questo equilibrio.Non dalla competizione tra uomini e donne, ma dalla consapevolezza che una società cresce quando responsabilità e opportunità sono realmente condivise.
L’8 marzo non può essere l’eccezione di un giorno, non dovrebbe essere considerato un momento straordinario ciò che dovrebbe essere normale: partecipare insieme alla vita familiare, sostenersi reciprocamente nelle scelte professionali, riconoscere il valore del lavoro – spesso invisibile – che ogni giorno tiene insieme le famiglie e, con esse, la comunità.
L’8 marzo non serve a dividere o a contrapporre. Serve piuttosto a ricordare che la qualità di una società si misura anche da come sa riconoscere il talento, il lavoro e la libertà delle persone, senza che il genere diventi un limite o un ostacolo.
Per DOMANI – Motus Liberi questa è una responsabilità politica che riguarda il modo in cui vogliamo far crescere San Marino: una Repubblica in cui ogni persona possa costruire il proprio percorso di vita con pari dignità, pari opportunità e pari rispetto. Un Paese in cui una donna si possa sentire sicura e protetta, in cui la scelta di vivere lontane da situazioni tossiche e pericolose non sia una vaga speranza, ma una certezza.
DOMANI – Motus Liberi


