San Marino. Territorio e turismo: le idee, le proposte, i suggerimenti arrivati dalla tavola rotonda di Libera
di Angela Venturini.
Le scelte urbanistiche di Rimini, che hanno ridisegnato la mobilità, la spiaggia, i parcheggi, i mercati e hanno restituito alla città la sua identità storica. Gli eventi di Santarcangelo, che non è una città turistica, ma è capace di attirare oltre un milione di visitatori all’anno, declinando bellezza, identità e cultura. Due esempi sicuramente da tenere in grande considerazione per San Marino, illustrati durante la tavola rotonda di Libera dedicata a “Territorio e Turismo”. Un appuntamento di lavoro, ma declinato secondo un paradigma rovesciato rispetto alla consuetudine perché a parlare è la società civile, mentre la politica ascolta.
“Un momento prezioso” ha detto la Segretaria generale Giulia Muratori portando i saluti iniziali. “La politica si ferma e approfondisce: sono orgogliosa di questa idea nata dai nostri gruppi di lavoro. Sarà tutto materiale per la nostra assemblea programmatica, che diventerà la vera sede di elaborazione politica”.
A condurre con perizia il filo dei vari ragionamenti, Laura Carattoni, tracciando subito il perimetro del confronto al di là degli stretti ambiti settoriali, per affrontare la sfida di un ecosistema locale, che vuole crescere, svilupparsi e, allo stesso tempo, conservare le sue caratteristiche, garantire benessere e vivibilità. Insomma, superare un modello che sta andando in crisi, per tutta una serie di ragioni.
Un po’ come è successo a Rimini, quando il modello turistico ha cominciato ad andare in affanno. L’Assessore Valentina Ridolfi ha spiegato che in quel momento si è messo mano al Piano Strategico Territoriale, che si è rivelato efficace grazie al combinato disposto di un’amministrazione che ha avuto il coraggio di portare avanti una visione nuova, ma sempre condivisa con la comunità.
Un ruolo diverso invece ha Santarcangelo, rappresentata dal suo Sindaco Filippo Sacchetti. Essa è infatti una città vissuta, una City User, di appena 40 mila abitanti, ma con decine di migliaia di visitatori/utenti che la vivono, o la visitano quotidianamente, senza risiedervi. Un risultato incredibile, costruito su un’identità forte, condivisa tra chi ci vive e chi va via.
L’elemento comunità è stato al centro delle riflessioni anche del professor Riccardo Varini, UNIRSM, che ha suggerito di considerare la città come un macro-organismo fatto non solo di case, strade, negozi e parcheggi, ma anche di orti, campagne e campi circostanti; di ruscelli, sentieri, alberi e sassi. Alessandro Zanotti di Usot, dal canto suo, ha suggerito di porre attenzione alle infrastrutture di servizio, allo sport e alla cultura; mentre Beatrice Bonelli ha posto l’accento sul rapporto che abbiamo con la terra, da cui riceviamo il cibo; quindi, la necessità di creare eventi che abbiano a tema lo sviluppo agroalimentare.
L’evoluzione della campagna oltre le produzioni tradizionali è stato il tema centrale di Stefano Valentini, Podere Lesignano. Ha raccontato che in più di 30 anni l’attività prevalente di coltivazione della terra è progressivamente evoluta nella trasformazione dei prodotti, poi nella vendita diretta, fino alla svolta decisiva dell’azienda in agriturismo, fattoria didattica (dove si fa pet therapy e ortoterapia) e centro estivo per i ragazzini. L’aspetto didattico della campagna è oggi più che mai importante perché nessun bambino impara a lavorare con le mani, cosa invece che è fondamentale in campagna. Infatti, qui, i ragazzi, imparano a lavorare il giardino, a raccogliere i frutti, a fare il formaggio.
Ma l’attività agricola ha anche altre funzioni fondamentali, come ha spiegato Valentini, più che mai attuali. Curare la campagna significa: riqualificazione ambientale, vigilanza idrogeologica, manutenzione sentieristica, produzione di energie alternative come il biogas derivante dalla decomposizione batterica di materiale organico (biomassa) in assenza di ossigeno. Non certamente da ultimo, la produzione di prodotti biologici, che non sono più un’opzione, ma un requisito base per ogni azienda. “Sembra una moda – ha concluso Valentini – invece oggi è fondamentale ristabilire l’equilibrio tra cibo e ambiente, che equivale a salute e benessere delle creature umane. Ma per fare un buon lavoro, a San Marino abbiamo bisogno di una norma più chiara ed efficiente, oltre che di un supporto reale”.


