San Marino. AR sulla legge per la cittadinanza: sta creando conseguenze disuguali per molti cittadini. È solo una toppa elettorale
di Angela Venturini.
C’è stato un altro fronte di forti differenziazioni nella scorsa seduta consiliare: la legge sulla cittadinanza. Un tema già di per sé divisivo, che ha aperto brecce di dissenso anche nei partiti di maggioranza. Compresa Alleanza Riformista, che ne ha trattato durante l’ultima conferenza stampa.
“Abbiamo assunto una posizione di distanza rispetto alla visione della maggioranza e del governo – ha ammesso Maria Luisa Berti – che poi ha avuto delle differenziazioni anche al nostro interno a livello di votazione, mentre a livello generale eravamo tutti concordi”.
Spiega che il primo approccio a questa tematica era l’auspicio di poter arrivare ad un’analisi complessiva, ponderata e rispettosa delle tantissime sfumature tuttora esistenti. “Invece – ha proseguito – è stato adottato un modus operandi dettato dalla velocità e non da volontà di approfondimento, senza avere alcuna cognizione specifica dei dati, né tanto meno delle conseguenze che questa legge avrebbe causato”.
Stesso sentimento per il Segretario di Stato Rossano Fabbri: “Penso esattamente come il mio partito, quella legge avrebbe dovuto essere affrontata in maniera più organica. Ci sono già molte persone che si sono viste penalizzate perché hanno rinunciato alla loro cittadinanza d’origine per assumere quella sammarinese, e per loro non ci sono altre possibilità”.
Conclude Berti: “Crediamo nei nostri valori, crediamo nel documento condiviso nel nostro ultimo Congresso, nel quale si parla di una riforma a 360° delle leggi sulla cittadinanza e sulla residenza. Le scelte vanno fatte a monte e sulla base di queste si possono decidere gli aspetti conseguenti. Facciamo dunque dei provvedimenti organici, che stiano in piedi perché queste toppe, che vengono messe solo per finalità che a noi sembrano puramente elettorali, sinceramente non ci piacciono”.


