San Marino. Il PDCS sulla naturalizzazione: via l’obbligo di rinuncia, tempi certi e radicamento forte
Nel corso della seduta odierna del Consiglio Grande e Generale è stata approvata la legge che elimina l’obbligo di rinuncia alla propria cittadinanza d’origine in caso di naturalizzazione. Il Partito Democratico Cristiano Sammarinese ha maturato questa posizione dopo anni di approfondita riflessione e costruttivo confronto, e la considera un passaggio coerente con l’evoluzione sociale e giuridica del Paese.
Per il PDCS, non si tratta di un distacco dalla tradizione o dalla storia sammarinese, bensì di una scelta che prende atto di una realtà già consolidata: nelle famiglie con genitori di cittadinanze diverse, la doppia cittadinanza d’origine che viene trasmessa ai figli, è da tempo un fatto naturale, e la presenza di doppi cittadini è ormai ampia e strutturale.
I dati parlano chiaro. Circa 17.000 cittadini sammarinesi residenti all’estero risultano già in possesso di doppia cittadinanza, poiché chi vive fuori dai confini acquisisce la cittadinanza del Paese di residenza senza perdere quella sammarinese. Sul piano interno, le stime indicano oltre 10.000 doppi cittadini sammarinesi e italiani, cui si aggiungono ulteriori centinaia – e verosimilmente migliaia – di doppi cittadini con altre nazionalità.
Il PDCS conferma che la naturalizzazione non possa essere considerata un diritto automatico, ma resti una concessione dello Stato che deve poggiare su un radicamento forte e su tempi adeguati. Per questo, già in passato il Partito aveva espresso disponibilità all’eliminazione della rinuncia a condizione di mantenere un percorso serio e non abbreviato per l’accesso alla cittadinanza.
In tale quadro, il PDCS valuta come elemento qualificante l’impianto temporale che, nel percorso ordinario, porta a 20 anni la residenza effettiva per chi non ha legami parentali con cittadini sammarinesi, mentre restano 10 gli anni di residenza per richiedere la naturalizzazione per matrimonio. Un assetto che mantiene parametri rigorosi anche rispetto a molti ordinamenti europei, dove la cittadinanza per naturalizzazione può maturare in tempi sensibilmente più brevi.
Accanto al sostegno alla legge approvata oggi, il PDCS concorda sulla scelta di una riforma complessiva della legge sulla cittadinanza, come previsto dall’Ordine del Giorno approvato in Commissione I, ed evidenzia l’opportunità di una valutazione su alcuni profili istituzionali e di sistema.
Il PDCS richiama inoltre la specificità sammarinese: San Marino non è un Paese legato esclusivamente al territorio, ma possiede una comunità numerosa e radicata oltre confine, elemento che rende la doppia cittadinanza un fenomeno strutturale e non episodico. In questo contesto, il Partito ritiene che non vi debba essere timore nell’assumere scelte coerenti con la dimensione sempre più internazionale della Repubblica.
Il Partito Democratico Cristiano Sammarinese conferma, quindi, la propria posizione favorevole alla legge approvata oggi, e al contempo si impegna a presidiare gli aspetti da modulare e approfondire, affinché San Marino possa continuare a preservare fortemente il valore della cittadinanza originaria, quale elemento sovrano e identitario dello Stato.
L’Ufficio Stampa del PDCS


