San Marino. DMIL: un passo avanti sulla naturalizzazione, ora una riforma organica
Il tema della cittadinanza rappresenta uno dei pilastri fondativi dell’identità e della sovranità della Repubblica di San Marino. Incide direttamente sulla composizione del corpo elettorale, sugli equilibri istituzionali e sulle prospettive demografiche ed economiche del Paese. Per un micro-Stato come il nostro, ogni intervento normativo in questa materia produce effetti che vanno ben oltre il piano individuale, toccando la struttura stessa della comunità politica.
È per questo che abbiamo sempre sostenuto la necessità di una visione organica e sistemica, capace di coniugare apertura e compatibilità con le norme internazionali, con la tutela delle peculiarità istituzionali sammarinesi.
In questo quadro, abbiamo convintamente sostenuto il superamento dell’obbligo di rinuncia alla cittadinanza d’origine in caso di naturalizzazione, ritenendolo un adeguamento necessario a un contesto internazionale profondamente mutato e un atto di equità verso chi sceglie consapevolmente di legare il proprio futuro alla nostra Repubblica. La cittadinanza non può essere concepita come una sottrazione, ma come un’assunzione di responsabilità e di partecipazione piena alla vita civile.
Al tempo stesso, abbiamo anche sempre riconosciuto che l’ampliamento o la modifica dei criteri di accesso alla cittadinanza comporta riflessi diretti e indiretti sugli equilibri politici, sociali ed economici del Paese. Non abbiamo mai sottovalutato tali implicazioni, né liquidato come marginali le preoccupazioni espresse da parte dell’opinione pubblica. Al contrario, riteniamo che proprio la delicatezza del tema imponga un sistema di garanzie e di pesi e contrappesi in grado di salvaguardare stabilità istituzionale, coesione sociale e corretto equilibrio democratico.
Abbiamo letto ed ascoltato con attenzione tutte le sensibilità emerse negli ultimi mesi. Accanto a chi ha sostenuto con convinzione l’eliminazione dell’obbligo di rinuncia, singoli cittadini e comitati civici hanno espresso perplessità e contrarietà, spesso motivate dal timore di possibili squilibri nel sistema politico o da una preoccupazione sincera per la tutela dell’identità nazionale. Queste posizioni non rappresentano un ostacolo al confronto, ma un contributo prezioso alla maturazione collettiva di una scelta così rilevante.
Per questo, nel percorso di approfondimento che intendiamo promuovere sulla materia, ci impegniamo a coinvolgere tutti coloro che vorranno offrire il proprio contributo, affinché il dialogo sia effettivo e non solo formale. L’obiettivo è costruire un quadro normativo coerente e complessivo che affronti in modo coordinato la materia, superando l’attuale stratificazione e garantendo maggiore chiarezza e trasparenza.
Accogliamo dunque con soddisfazione l’approvazione odierna, da parte del Consiglio Grande e Generale, della legge che elimina l’obbligo di rinuncia alla cittadinanza d’origine in caso di naturalizzazione. È un passaggio significativo, che segna un’evoluzione importante del nostro ordinamento e che va nella direzione di un riconoscimento più pieno dei diritti delle persone.
Il nostro impegno prosegue ora con ancora maggiore responsabilità: lavoreremo affinché questo intervento si inserisca in una riforma più ampia, capace di coniugare apertura, equilibrio e tutela dell’identità sammarinese, nel rispetto di tutte le sensibilità che compongono la nostra comunità.
DOMANI – Motus Liberi
Ufficio Stampa


