La relazione in Consiglio, del Segretario di Stato alla Giustizia, Stefano Canti, sulla vicenda bulgara
Ecc.mi Capitani Reggenti,
On.li Consiglieri,
come è noto a tutti da alcuni giorni a questa parte è in atto un’azione mediatica internazionale volta a promuovere gli interessi privati del gruppo STARCOM, la società estera interessata alla cessione della partecipazione di maggioranza della Banca di San Marino S.p.A. da parte di Ente Cassa Faetano. Pur nel rispetto del necessario riserbo istruttorio è necessario puntualizzare alcuni aspetti andando a ricostruire i passaggi salienti della vicenda.
Si ricorda che il Dirigente del Tribunale il 25 ottobre scorso con un comunicato era intervenuto sulla mancata cessione della Banca di San Marino ad un soggetto estero ed aveva precisato che a seguito della notizia di reato trasmessa dall’Agenzia di Informazione Finanziaria e previa costituzione di gruppo composto da più Giudici Inquirenti, il Tribunale aveva avviato le doverose indagini. Alla luce delle indagini ed alla stregua delle imputazioni formulate per i reati di amministrazione infedele, corruzione privata e riciclaggio, erano state disposte misure cautelari personali, alcune delle quali eseguite, tutte confermate dal Giudice del riesame, insieme con vari provvedimenti di sequestro probatorio e preventivo.
Recentemente, con un ulteriore comunicato stampa del 6 febbraio u.s., il Dirigente ha precisato che nel corso delle complesse indagini volte a ricostruire puntualmente i fatti già contestati di corruzione privata, amministrazione infedele e riciclaggio, l’Autorità Giudiziaria è venuta a conoscenza di ulteriori, ancora più gravi, fatti di rilevanza penale. Sono state, infatti, “acquisite prove consistenti della programmazione e della realizzazione, da parte di un gruppo di soggetti di un c.d. “piano parallelo” rispetto alla legittima strategia difensiva dei prevenuti nel processo, diretto sostanzialmente a offrire all’esterno la falsa rappresentazione della Repubblica di San Marino come un micro Stato non compiutamente democratico, né affidabile quanto all’effettivo rispetto della rule of law. Ciò al preciso fine di costringere, anche con il supporto di vari personaggi politici, associazioni private e uomini d’affari, le Autorità sammarinesi a una trattativa con i prevenuti, con l’obiettivo dell’illecito perseguimento dei loro interessi patrimoniali, mediante indebite pressioni, esercitate anche con la minaccia, messa concretamente in opera, di ostacolare e delegittimare la conclusione positiva del percorso di associazione della Repubblica con l’Unione Europea”.
Tali gravi condotte criminose (ancora in essere) e gli specifici comportamenti mirati ad inquinare le indagini hanno indotto i Giudici Inquirenti a formulare nuove e più pesanti imputazioni nei confronti di vari soggetti, cittadini sammarinesi e non, per concorso nei reati di: attentato contro la integrità e la libertà della Repubblica San Marino; attentato contro la libertà dei poteri pubblici e minaccia contro l’autorità. Alla luce dei nuovi capi di imputazione si sono rese necessarie nuove misure cautelari personali nei confronti di più soggetti, che insieme a vari provvedimenti di perquisizione e sequestro, sono apparse inderogabili e adeguate per garantire la genuinità dell’acquisito quadro probatorio, per evitare il pericolo di fuga dei prevenuti e, soprattutto, per evitare l’aggravarsi o il protrarsi delle conseguenze dei reati, a difesa delle Istituzioni della Repubblica di San Marino.
E’ evidente che secondo quanto comunicato dal Dirigente del Tribunale, la vicenda abbia travalicato gli aspetti meramente privati legati alla cessione di partecipazioni societarie, e abbia assunto i connotati di un profilo istituzionale e politico. Non avrebbe, quindi, più a che fare con contestazioni di reato poste in essere da singoli che, legittimamente, esercitano il loro diritto di difesa nelle sedi e nelle forme previste nel nostro ordinamento, ma si troverebbe dinanzi ad un disegno più ampio volto a esercitare pressioni, condizionamenti e forme di delegittimazione nei confronti delle istituzioni della Repubblica, al fine di minarne la credibilità internazionale e con essa compromettendo la sua libertà perpetua.
I prevenuti non si difenderebbero “nel processo” ma “dal processo” tentando di mirare dalle fondamenta la credibilità del sistema istituzionale e giudiziario sammarinese che – come ci viene riconosciuto da tutti gli organismi internazionali – si è ormai perfettamente adeguato agli standard internazionali ed europei relativi al riconoscimento dei diritti fondamentali e del diritto di difesa dei soggetti imputati.
Una “libertà perpetua” a cui è stato dedicato il discorso di Giosuè Carducci il 30 settembre 1894, che ha riconosciuto ai sammarinesi la capacità di “resistere e vincere per la giustizia e la libertà, i piccoli e generosi contro i grandi codardamente potenti”: in questo triste momento tutti dovremmo rileggere queste parole per alzare la testa!
I comunicati stampa rilasciati dalla società Starcom Holding e le illazioni del signor Assen Christov secondo cui le autorità sammarinesi hanno sequestrato fondi “con modalità senza precedenti” non hanno alcun fondamento.
In primo luogo va precisato che le somme oggetto dei sequestri sono state trasferite da Banca di San Marino (BSM) a Banca Centrale della Repubblica di San Marino (BCSM) nel rispetto di quanto prescritto dalla legge (art. 7 della legge n. 148/2022 e Decreto Legge n. 129/2023) ed oggi sono depositate in un conto corrente dedicato, intestato al Tribunale con l’indicazione del procedimento penale al quale si riferiscono e al titolare dei fondi sequestrati, che resta tale fino all’esito degli accertamenti disposti dall’autorità giudiziaria.
Posso inoltre affermare che i sequestri conservativi richiesti dalle parti private costituite parti civili ed il sequestro preventivo a fini di confisca per il reato di riciclaggio sono stati prima convalidati dal Giudice del riesame e poi confermati dal Giudice di Appello (con ordinanze 1° gennaio 2026, relativa al sequestro preventivo, e 8 gennaio 2026 sui sequestri conservativi). Contro tali provvedimenti lo stesso soggetto estero ha depositato ricorso in terza istanza immediatamente trasmesso al Giudice competente (l’ultimo dei quali nella giornata di 9 febbraio 2026). Pertanto, il prevenuto è perfettamente al corrente ed informato dei provvedimenti di sequestro cautelari a suo carico sin dal 12 novembre 2025, data in cui il difensore presso il quale ha eletto domicilio ha ricevuto la notifica del decreto di sequestro preventivo, come del resto si evince dalla presentazione delle impugnazioni avverso tale provvedimento. Va ricordato e sottolineato che l’ordinamento sammarinese, prevede plurimi strumenti di verifica della legittimità di provvedimenti cautelari: a seguito dell’emissione del provvedimento da parte del Giudice Inquirente, vi è il vaglio obbligatorio da parte del Giudice del Riesame e successivamente la possibilità di ricorrere al Giudice di Appello ed al Giudice di Terza Istanza. Abbiamo a che fare con ben quattro vagli giurisdizionali da parte di Giudici diversi attraverso i quali, il prevenuto, ha potuto e potrà difendersi nel merito.
Sulla misura cautelare personale disposta ad ottobre nei confronti di Christov Assen è sopravvenuto il giudicato cautelare a seguito del rigetto del ricorso in terza istanza da lui promosso.
Vorrei inoltre precisare che il nostro Paese garantisce a tutti la possibilità di difendersi e, anche nel futuro, qualora dalle verifiche dei documenti che il signor Assen Christov vorrà produrre nelle sedi opportune, dovesse emerge la regolarità dei fondi depositati, oggi sequestrati (ma non certo a lui sottratti dallo Stato come sostenuto), non vi è dubbio alcuno che tali somme torneranno nella sua disponibilità.
Vi sono altri passaggi nei comunicati stampa rilasciati dalla società STARCOM HOLDING, mi riferisco in particolare a quello dell’11 febbraio u.s, che fanno bene intuire come i soggetti coinvolti nel “piano parallelo” siano perfettamente a conoscenza di quanto sta succedendo all’interno della Repubblica di San Marino. A riprova di ciò cito il passaggio del predetto comunicato nel quale viene riportato che “le accuse contro l’investitore bulgaro sembrano essere un tentativo di distogliere l’attenzione pubblica dai veri problemi e dalle sfide del sistema legislativo e giudiziario di San Marino”. La domanda che mi viene spontanea da porre è questa: a cosa fa riferimento quando parla delle sfide del sistema giudiziario di San Marino? Sembra che Starcom Holding abbia una sua personale e distorta idea dello Stato di diritto, nel quale vige viceversa la separazione dei poteri, e nel quale – corre l’obbligo di ricordardarglielo – la Magistratura è autonoma dall’Esecutivo e dal Legislativo, conformemente agli standard internazionali riconosciuti anche dal GRECO.
Mi preme rimarcare come l’Autorità Giudiziaria sammarinese nell’adozione del sequestro preventivo ha operato ed opera nel rispetto delle più ampie garanzie difensive offerte dalla rule of law di stampo europeo, tra l’altro attivate dallo stesso Assen Christov, che però contemporaneamente sembra avere posto in essere quel “piano parallelo” di discredito della Repubblica per influenzare l’esito delle controversie che lo riguardano; ma la Magistratura, nello stesso tempo, è doverosamente tenuta ad applicare le prescritte misure di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, secondo quanto espressamente previsto sia dalla legislazione interna che dalle Raccomandazioni internazionali del FATF/GAFI. Per inciso, è sulla base della compliance con queste Raccomandazioni che viene predisposta la valutazione periodica da parte di Moneyval: nell’ultima è stato sostanzialmente convalidato il quadro normativo e l’efficacia delle misure applicative in tema di sequestri e confische per i reati di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.
A fronte della mancata restituzione delle somme depositate in Banca di San Marino per l’acquisto della quota di maggioranza della stessa banca, il signor Assen Christov, ha dunque messo in atto una campagna mediatica denigratoria nei confronti della Repubblica di San Marino. L’attacco mediatico è avvenuto ed avviene tutt’ora principalmente ad opera del sito web EUALIVE.net e del giornalista Bulgaro Georgi Gotev, il quale, attraverso articoli e incontri con la stampa, tenta di modificare l’opinione (e soprattutto il consenso) dei Paesi membri circa l’accordo di associazione SM – EU a partire proprio dalla Bulgaria, paese di origine di Christov Assen. Tale azione, si pone l’obiettivo di creare una narrazione tesa a rappresentare il sistema giuridico, istituzionale e giudiziario sammarinese come anomalo, opaco e non tutelante degli interessi di investitori esteri. Nella conferenza stampa a Bruxelles del 4 febbraio u.s. (l’ultima in ordine di tempo), è stata chiamata a partecipare anche una professionista sammarinese, l’Avv.to Maria Francesca Bacciocchi, che ha fatto riferimento alla sua esperienza sia professionale che personale considerato il coinvolgimento di suoi stretti famigliari in procedimenti giudiziari. Un contributo quest’ultimo che è stato strumentalizzato nel disegno di pressione politica e mediatica teso a mettere in discussione il percorso di Associazione di San Marino all’Unione Europea. Un percorso che rappresenta una scelta strategica, condivisa e di lungo periodo, e che non può essere ostacolato o condizionato da interessi particolari, contenziosi privati o da campagne costruite ad arte.
E’ veramente ora di una risposta coesa ed unanime della nostra collettività contro chi – sammarinese o straniero – ha cercato e continua a cercare di condizionare il funzionamento democratico delle istituzioni sammarinesi.
Ritengo sia utile segnalare come la strategia di gettare discredito attraverso i media sembrerebbe essere stata adottata dal Sig. Assen Christov già in passato per perseguire i suoi obiettivi. Assen Christov, parrebbe avere avuto un ruolo fondamentale nella crisi societaria che ha coinvolto la Euroins Romania. E’ stato il volto pubblico del gruppo durante il crack della compagnia assicurativa rumena nel 2023 ed ha orchestrato la strategia difensiva secondo modalità simili a quelle che vediamo oggi praticate nei nostri confronti. Pare dunque che l’utilizzo dei media per difendere le proprie ragioni e ancor più per portare discredito alle controparti, sia un modus operandi già utilizzato dal signor Assen Christov. E’ la conferma di un modus agendi. I nostri vecchi, che avevano la saggezza che non sempre abbiamo conservato, dalle cose del passato avevano tratto la seguente conclusione contenuta nel Parere Autentico del 1867 sull’alienazione dei beni immobili ai forensi: “se di presente non sono forse da temere opere d’armi a tradimento o per sorpresa, a noi però rimarrà sempre da trepidare pel pericolo che il potente straniero coll’oro sparso per mano di agenti spediti ad abitare tra noi, possa corrompere i cittadini per recarli da libertà a lacrimevole selvaggio, e per lo meno colla compra di quasi intero il territorio far preda della Repubblica ove la legge non imperasse per salvarla”. E’ un monito di estrema attualità!
Vorrei precisare inoltre che sulla vicenda sono tutt’ora in corso le indagini della Polizia giudiziaria e dei Giudici Inquirenti che proseguono nell’osservanza del doveroso riserbo istruttorio, al fine di completare la complessa opera di ricostruzione puntuale di quanto avvenuto. Il segreto istruttorio non serve a celare le presunte responsabilità, ma a consentire il sereno accertamento dei fatti, che – come risulta dal comunicato del Dirigente del Tribunale – non sono consolidati ma tuttora in corso di svolgimento. Ricostruire e tracciare gli esatti contorni di quel disegno è oggi il compito assegnato ai Giudici Inquirenti del nostro Tribunale. Attività che in questa fase non può conciliarsi con un loro completo disvelamento se non limitato al disclosure degli elementi che siano utili all’esercizio del diritto di difesa dei prevenuti relativamente ai provvedimenti cautelari adottati nei loro confronti. Di fronte a quella che appare al momento come una guerra asimmetrica in cui lo Stato continua a mantenere effettive tutte le garanzie proprie dello Stato di Diritto anche nei confronti di presunti aggressori che si muovono in maniera spregiudicata attaccando reputazione, interessi ed aspirazioni della collettività sammarinese dobbiamo andare fieri del nostro retaggio di tradizioni giuridiche e istituzionali che si inseriscono a pieno titolo nella teoria dello Stato di diritto di stampo Europeo.
Lo Stato di diritto infatti impone a ciascuno dei poteri dello Stato di rimanere nella sua esclusiva competenza, per cui va fatta piena luce da parte della magistratura sui fatti senza inquinamenti che potrebbero pregiudicare le indagini; nello stesso tempo quest’Aula deve mandare un messaggio chiaro che lo Stato di diritto non consente interferenze da parte degli altri poteri dello Stato.
La solidità delle istituzioni, la certezza del diritto e l’affidabilità del sistema Paese costituiscono presupposti imprescindibili. La Repubblica dispone di tutti i presidi necessari a garantire la piena osservanza dello stato di diritto e l’ordinamento sammarinese possiede anticorpi solidi e procedure codificate che assicurano l’esercizio del diritto di difesa in ogni sua fase, pertanto nessuno può permettersi di mettere in atto azioni volte a ledere la dignità del Paese mediante la diffusione di informazioni non corrispondenti alla verità il cui unico scopo è ledere il Paese per raggiungere un interesse personale.
L’azione mediatica messa in atto ha oggi una rilevanza ancora più significativa e per contrastare questi attacchi, oggi più che mai, il nostro Paese non deve cadere nella tentazione di sostituire i processi politici a quelli giudiziari. Per lavarsi la coscienza, è inaccettabile far passare il messaggio (il riferimento è agli articoli di stampa del bulgaro) che la responsabilità del fallimento della cessione delle quote di maggioranza della Banca di San Marino venga oggi trasferita sul Tribunale. È fondamentale dimostrare che la forza della nostra democrazia risiede nel rispetto delle istituzioni, nella solidità dello Stato di diritto e nella capacità di rimanere uniti nella difesa della nostra libertà di fronte alle provocazioni più insidiose come quelle in corso.
La storia ci insegna che le nazioni si indeboliscono quando si dividono al loro interno, quando lasciano che il sospetto e la polemica prendano il posto della responsabilità e del confronto leale. Al contrario, diventano più forti quando sanno riconoscere ciò che le unisce: i valori condivisi, il rispetto reciproco, la difesa della propria libertà, che sono nel nostro DNA e caratterizzano la nostra “libertà perpetua”.
A chi pensa di colpire il nostro Paese attraverso campagne mediatiche strumentali, a chi si unisce a queste campagne per arginare le nefaste conseguenze del loro agire per la collettività, dobbiamo rispondere con trasparenza, coerenza e compattezza delle nostre istituzioni. Non con l’isteria, non con la delegittimazione reciproca, ma con la fermezza serena di chi sa di essere dalla parte della verità e del diritto.
Alla politica tutta spetta mettere in piedi una strategia autonoma rispetto alle vicende giudiziarie a difesa della nostra Repubblica e della sua millenaria indipendenza. L’ordine del giorno approvato dalla Commissione Esteri è una buona base di partenza e di riflessione per unire tutte le forze in campo verso quest’unica direzione.
Questo è il momento della responsabilità perché difendere il Paese non è uno slogan: è un dovere che chiama ciascuno di noi.
Stefano Canti, Segretario di Stato alla Giustizia


