San Marino. Il PSD ha riunito la direzione: “Serve un Paese in ordine”
La Direzione del Partito dei Socialisti e dei Democratici si è riunita la sera del 12 febbraio per fare il punto sulla situazione politica e istituzionale del Paese. Al centro della discussione ci sono stati gli ultimi sviluppi legati alle iniziative dell’Autorità giudiziaria, le tensioni che stanno coinvolgendo il sistema pubblico e quello finanziario e le conseguenze che questa situazione può avere sul percorso di associazione di San Marino con l’Unione Europea. Preoccupazione, amarezza e responsabilità In questo contesto la Direzione esprime preoccupazione e amarezza per quanto sta emergendo e per la situazione che si sta creando attorno a una vicenda tanto delicata. Amarezza ancora più forte perché il PSD aveva già richiamato, mesi fa, la necessità di muoversi con prudenza quando si affrontano scelte che hanno effetti di sistema.
Investimenti: indispensabili, ma serve un Paese “in ordine”
La Direzione ha sottolineato un dato che si ripete troppo spesso: quando San Marino si avvicina a un investitore o affronta un’operazione che può cambiare gli equilibri del Paese, emergono fragilità strutturali che non si possono più trattare come eccezioni. San Marino ha un grande bisogno di investimenti seri, capaci di creare sviluppo, ma proprio per questo deve presentarsi con regole chiare, istituzioni credibili e un sistema solido. Senza questo, gli investimenti si allontanano, quelli buoni non arrivano e il Paese resta esposto a tensioni e strumentalizzazioni.
Banche e credibilità internazionale
Nel settore bancario, il PSD conferma la propria linea: la solidità e la credibilità internazionale passano da regole chiare, cooperazione credibile e un quadro di vigilanza che non lasci zone grigie. In questa direzione il Partito richiama il tema del memorandum con la Banca d’Italia, che oggi torna nell’agenda del Governo attraverso il cosiddetto “clarify addendum”, e lo collega alla prospettiva della vigilanza nel percorso di associazione con l’Unione Europea, che richiederà un salto di qualità nei rapporti con le autorità europee competenti.
Informazioni, prevenzione e sedi protette di confronto
Ma non è solo una questione tecnica. C’è anche un problema di informazioni e di prevenzione. San Marino non dispone di strumenti adeguati per leggere in anticipo i rischi, capire i contesti, valutare scenari e conseguenze. E manca un luogo istituzionale protetto dove le autorità possano confrontarsi e scambiarsi informazioni in modo sicuro, nel rispetto delle competenze di ciascuno. In un micro-Stato questa mancanza pesa ancora di più, perché ogni scossa si amplifica e diventa rapidamente un problema di reputazione, di fiducia e di stabilità.
Le operazioni di sistema richiedono una valutazione politica complessiva
La Direzione richiama poi un punto che spesso viene sottovalutato: le grandi operazioni di sistema hanno bisogno anche di una valutazione politica complessiva. Devono essere sostenibili dentro il Paese e compatibili con la collocazione internazionale di San Marino, soprattutto oggi che la prospettiva europea chiede coerenza e credibilità. Esperienze del passato dimostrano che progetti presentati come opportunità possono trasformarsi in problemi quando non si considerano bene i vincoli e le sensibilità esterne. Proprio per questo serve una visione d’insieme, non decisioni prese a compartimenti stagni.
Rispetto delle istituzioni e sostegno al Tribunale
La Direzione ribadisce la necessità di tutelare l’autonomia delle istituzioni e di mantenere un profilo di pieno rispetto nei confronti di chi è chiamato a svolgere funzioni delicate. In particolare, la Direzione esprime sostegno al Tribunale e a chi, nell’ambito delle proprie competenze, sta svolgendo un lavoro difficile, che rappresenta anche una difesa coraggiosa della legalità e della tenuta del sistema. In fasi come questa, il Paese ha bisogno di istituzioni forti, rispettate e messe nelle condizioni di operare con serenità.
Percorso europeo: chiarezza e trasparenza
Per queste ragioni, il PSD chiede che si lavori con chiarezza e trasparenza, proteggendo il percorso di associazione con l’Unione Europea da interferenze, opacità e strumentalizzazioni. Il Paese ha bisogno di responsabilità, di regole più solide e di un metodo che metta davvero al centro l’interesse generale. Questo richiede il massimo impegno e la massima coerenza da parte della politica e delle istituzioni finanziarie. La relazione interlocutoria approvata dal Parlamento europeo l’11 febbraio scorso, in vista della procedura di approvazione dell’Accordo di Associazione di Andorra e di San Marino con l’Unione Europea, richiama con forza la necessità di un controllo rigoroso e continuo sulle attività finanziarie dei due Stati associati e lega l’accesso al mercato unico dei servizi finanziari alla piena ed effettiva attuazione delle norme europee e alla solidità dei rispettivi quadri normativi e di vigilanza. La stessa relazione evidenzia inoltre che, se dovessero emergere carenze nei quadri normativi o di vigilanza, l’Unione Europea ha la possibilità di sospendere l’accesso al mercato. Impegno del PSD Il PSD farà la propria parte con rigore e senso dello Stato, perché qui non è in gioco una contesa tra schieramenti: sono in gioco la fiducia dei cittadini, la tenuta del sistema e il futuro europeo di San Marino.
C.s. – Partito dei Socialisti e dei Democratici



