Rete: “Siamo di fronte ad un piano eversivo, che potrebbe configurare alto tradimento verso lo Stato. Dobbiamo reagire facendo squadra”
di Angela Venturini.
C’è un inquietante parallelismo tra le celebrazioni di questi ultimi giorni per ricordare lo scampato pericolo dall’occupazione alberoniana e i fatti che stanno accadendo, legati alla tentata scalata di BSM.
“Quello era uno dei piani eversivi più antichi del nostro Paese” commenta il segretario generale di Rete, Giovanni Zonzini. Insieme col capogruppo Emanuele Santi, tiene una conferenza stampa dopo aver chiesto udienza alla Reggenza per avanzare la richiesta formale di una convocazione urgente del Consiglio Grande e Generale. Tutto parte dal comunicato diramato dal dirigente del tribunale Giovanni Canzio, che aggiornava i fatti con poche ma pesantissime parole su una vicenda che getta ombre minacciose e inquietanti sul nostro Stato. Descrive infatti “un piano parallelo ordito con il supporto di vari personaggi politici, associazioni private e uomini d’affari”.
“La novità – puntualizza Zonzini – è che non si parla più di riciclaggio, ma vengono ipotizzati reati ben più gravi: minaccia all’autorità, attentato ai poteri pubblici, attentato contro l’integrità e la libertà perpetua della Repubblica. Siamo rimasti sconvolti”.
Sono reati che prevedono la prigionia di settimo grado, che va dai 14 ai 24 anni di detenzione. E come fa giustamente notare, si tratta di reati che trascendono la criminalità comune. “Conferiscono a questa indagine non un semplice interesse pubblico. Ma lo rendono un caso di Stato”.
Prosegue: “Sono reati che delineano un progetto eversivo volto a costringere l’autorità giudiziaria a trattativa con gli indagati per il dissequestro di denaro, o comunque per ricavare dei vantaggi patrimoniali. Un fatto inedito nella nostra storia”.
Spiega anche che una delegazione di Rete è andata nella mattinata del 9 febbraio dalla Reggenza per ribadire sia la lealtà del partito alle istituzioni, sia il pieno sostegno alla magistratura in tutto il suo lavoro, sia la necessità di accertare la verità con l’applicazione delle relative sanzioni. “Se venisse confermato quanto ipotizzato, potrebbe configurarsi il reato di alto tradimento verso lo Stato. Un caso gravissimo”. Ed è proprio per queste ragioni, pur nel rispetto del segreto istruttorio, che Rete chiede chiarezza, perché tutti i cittadini hanno il diritto di sapere, a cominciare da quei cittadini che rappresentano le istituzioni. Fa un preciso appello al Congresso di Stato perché riferisca cosa sta facendo in questa tristissima contingenza e quali azioni sta portando avanti al livello politico/diplomatico. “Insomma, deve sventare o smentire” puntualizza, perché le generalizzazioni che vengono diffuse non fanno altro che creare confusione e preoccupazione. “E anche perché – continua Zonzini – da quanto si arguisce, il piano eversivo avrebbe avuto come obiettivo il diniego della Bulgaria, e di altri non meglio identificati Stati europei, alla conclusione dell’Accordo di San Marino con la UE”.
Sulla necessità di fare assoluta chiarezza, insiste anche Emanuele Santi: “Una sessione straordinaria del Consiglio Grande e Generale è importante per mettere fine a quel continuo vociare, che crea allarmismo”. E poi lancia il cuore oltre l’ostacolo: “Dobbiamo fare squadra, dobbiamo difendere San Marino da questi attacchi, anche chiarendo gli eventuali risvolti politici”.



