D-ML: “Piano parallelo e BSM, l’attacco alle istituzioni”
La vicenda del cosiddetto “piano parallelo” legato a BSM torna al centro del dibattito politico e istituzionale della Repubblica di San Marino dopo la nota ufficiale del Dirigente del Tribunale Giovanni Canzio. Secondo quanto riportato nel comunicato diffuso l’8 febbraio 2026, quanto emerso viene definito come un fatto di “gravità assoluta”, non più riconducibile a indiscrezioni o ricostruzioni giornalistiche, ma fondato su una presa di posizione formale dell’Autorità Giudiziaria.
Nel testo si afferma che la magistratura sammarinese parlerebbe apertamente di un disegno volto a delegittimare San Marino a livello internazionale, esercitando pressioni sulle istituzioni e arrivando, secondo la ricostruzione politica, a ostacolare il percorso di associazione con l’Unione Europea, con l’obiettivo di perseguire interessi illeciti. Una dinamica che, sempre secondo il comunicato, sarebbe stata per troppo tempo ignorata, mentre “i danni all’immagine, alla credibilità e alla sovranità dello Stato si accumulavano e stratificavano”.
Il documento esprime una valutazione critica sull’atteggiamento dell’Esecutivo, definendo “flebile” la reazione del Governo a fronte di un attacco ritenuto diretto alle istituzioni e agli interessi strategici del Paese. Viene inoltre evidenziato un quadro politico segnato da tensioni interne alla maggioranza, ritardi su dossier considerati strategici e carenze comunicative, elementi che, secondo la posizione espressa, indicherebbero una fase di fragilità e mancanza di visione.
Alla luce della caduta del riserbo istruttorio e della presa di posizione pubblica del Tribunale, il comunicato sottolinea la necessità di un salto di livello istituzionale, chiedendo la convocazione straordinaria e urgente del Consiglio Grande e Generale. L’obiettivo indicato è pianificare le azioni a tutela della Repubblica, verificare eventuali responsabilità politiche e valutare l’adeguatezza dell’azione di Governo.
Nel testo vengono elencati i nodi sui quali, secondo i firmatari, le istituzioni avrebbero “il diritto – e il dovere – di sapere”, tra cui l’identità dei soggetti politici coinvolti, le responsabilità che avrebbero accompagnato la vicenda, le falle istituzionali emerse e gli strumenti giuridici e politici da attivare, anche nei rapporti con l’Italia e nelle sedi sovranazionali.
La presa di posizione si chiude con un appello netto alla responsabilità politica e alla trasparenza. DOMANI – Motus Liberi afferma che “la trasparenza non sia più un’opzione, ma una necessità democratica”, ribadendo che “non è in gioco una singola banca, un singolo affare o un singolo processo: è in gioco la credibilità dello Stato, la fiducia dei cittadini e il futuro internazionale di San Marino”, e concludendo con un invito esplicito ad assumere responsabilità e a superare “silenzi, mezze verità e complicità passive”.



