Caso Banca di San Marino, RETE chiede un Consiglio straordinario
Nuove ombre sulla vicenda legata all’acquisto della Banca di San Marino e un allarme che si sposta sul piano istituzionale. A intervenire è il Movimento RETE, che in una presa di posizione del proprio capogruppo parla di sviluppi “sempre più inquietanti” e chiede la convocazione urgente di una seduta straordinaria del Consiglio Grande e Generale.
Nel documento si fa riferimento all’“affare bulgaro” relativo all’acquisto della Banca di San Marino, sottolineando come, dopo gli arresti di ottobre per corruzione e riciclaggio, l’indagine si sia ulteriormente allargata. Secondo quanto riportato, il dirigente del tribunale avrebbe riferito di ulteriori arresti e sequestri probatori, anche a carico di non meglio precisati “esponenti politici”.
Sempre secondo quanto evidenziato da RETE, gli inquirenti avrebbero scoperto “un piano eversivo volto a costringere le autorità ad un’indebita trattativa con gli indagati”, condotte che “starebbero addirittura ostacolando la firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europa”. Tra i reati ipotizzati viene richiamato anche l’attentato contro la libertà perpetua e l’integrità della Repubblica, definito come uno dei più gravi dell’ordinamento sammarinese, punito con una pena “da quattordici a ventiquattro anni di prigionia” per chi “commette un fatto diretto a sottoporre il territorio della Repubblica alla sovranità di un altro Stato ovvero a menomare la libertà o l’indipendenza di San Marino”.
Il movimento esprime “sbigottimento e preoccupazione di fronte alle notizie che emergono”, dichiarando “vicinanza agli inquirenti” e la propria disponibilità “a svolgere ogni azione a tutela della libertà, dell’indipendenza e dell’integrità territoriale della Repubblica”, definite come un dovere civico da difendere “contro qualsiasi minaccia esterna o interna”.
Nel testo viene inoltre sostenuto che “l’identità dei soggetti coinvolti in un piano che starebbe mettendo in pericolo l’indipendenza e l’integrità territoriale della Repubblica non può essere celata dal segreto”, chiarendo che “questo non solo non è un caso privato, ma neppure un caso di ordinario interesse pubblico”, bensì “un caso di Stato”. Per questo, secondo RETE, “le istituzioni, la politica e la cittadinanza devono essere messe al corrente di quanto sta accadendo” per poter adottare iniziative a tutela degli interessi fondamentali del Paese.
Da qui la richiesta esplicita di convocare senza rinvii una seduta straordinaria del Consiglio, nella quale “il Governo potrà e dovrà riferire sul piano eversivo e sulle iniziative che ha adottato e intende adottare per contrastarlo”. Il documento si chiude con un appello alla responsabilità delle istituzioni democratiche, chiamate a dimostrare “maturità, coesione e trasparenza a tutela dell’indipendenza e della libertà della Repubblica”, ribadendo che RETE “è pronta a fare la sua parte”



