San Marino. Riprende vita l’ultimo tratto della ferrovia. Una sorta di biglietto da visita per ripristinare l’intero tratto Borgo-Città
Angela Venturini
Un sogno che diventa realtà. Almeno nella sua prima parte, ma c’è la ferma intenzione di portare avanti tutto il progetto di ripristino ferroviario sulla linea Borgo-Città. Intanto, i primi 150 metri saranno agibili e funzionanti entro la primavera prossima.
C’è entusiasmo e soddisfazione nei Segretari di Stato Federico Pedini Amati e Matteo Ciacci, Turismo e Territorio, i due settori interessati per competenza. La conferenza stampa è organizzata direttamente sul vagone passeggeri della celeberrima motrice AB03, che opportunamente restaurata e riattivata, funziona meglio dei treni di oggi. L’occasione, che vuole solennizzare l’avvio dei lavori, richiama anche televisioni del Circondario, a dimostrazione di quanto interesse ci sia intorno al famoso trenino biancoazzurro.
“È una giornata storica – introduce Pedini Amati – per San Marino e anche per l’Associazione Trenino Biancoazzurro, che ha sempre coltivato questo sogno. La nostra ambizione è non fermarci qui”. Sottolinea la valenza in chiave turistica relativa a due mezzi di risalita: la funivia e il trenino, sia come attrazione reale di grandissimo impatto, sia come effetto ecologico: meno macchine in centro storico, aria più pulita, grazie ad un trenino che marcia a corrente elettrica. E soprattutto, una complessiva rivalutazione urbanistica di tutto il Piazzale ex Stazione, che potrà riprendere anche la sua denominazione originale e un auspicabile rilancio economico. Tutto ciò anche a beneficio dei detrattori.
“Per questo segno distintivo del nostro Paese – continua Matteo Ciacci – abbiamo organizzato un lavoro di squadra, anche grazie all’Azienda Lavori Pubblici, che ha cercato di accelerare le procedure quanto più possibile”. Poi con orgoglio, anticipa: “Abbiamo già dato mandato per lo studio di fattibilità per il tratto Borgo – Città”. Dal punto di vista politico, risponde a chi obietta che si fanno solo le piccole opere: “Questa è un’infrastruttura di notevole attrazione turistica, su cos’altro avremmo dovuto investire? Abbiamo messo mano a una grande opera!”
Valeriano Vagnini, dipendente AASPL, unico autista in grado di manovrare la motrice AB03, segue le vicende della ferrovia dal 2011. Davanti alla Galleria Montale, spiega alcuni dettagli tecnici dell’intervento attuale. “Il nodo che dobbiamo risolvere è sulla rampa all’uscita di questa galleria, che presenta un certo dislivello e dobbiamo garantire il passaggio del treno fino alla biglietteria in piazza, insieme al transito dei pullman, sullo stesso tratto”. Già completato lo sbancamento e abraso il manto bituminoso, pronti materiali e mezzi per improntare le quote e per erigere una massicciata per contenere la parete rocciosa. Sulla piazza, dove ora ci sono i bagni, verrà una piccola biglietteria, con servizi annessi. Esattamente dov’era in origine. Il contratto di lavoro prevede 90 giorni per concludere il cantiere, salvo condizioni meteo. Fine lavori prevista per il 26 di aprile. Vagnini spiega anche che c’è il progetto di spostare altrove il parcheggio dei pullman, che ormai ovunque sono fuori dai centri storici. L’idea è di spostarli alla Baldasserona e a Fonte dell’Ovo.
Intanto, dal punto di vista politico, entrambi i Segretari guardano avanti, perché il progetto di ridare vita al glorioso trenino biancoazzurro è altamente sostenuto e caldeggiato dal direttore generale della Fondazione FS, Luigi Cantamessa che è anche Amministratore Delegato di “Treni Turistici Italiani” nuova società del Gruppo FS. In Italia, i treni storici stanno ottenendo un successo fuori da ogni previsione, che si cerca di replicare anche a San Marino. Dove, per finanziare almeno parte di questo progetto, non è escluso che si possa pensare anche ad un azionariato popolare. Nel frattempo, ci si muove sul fronte europeo, per avere accesso a quei finanziamenti che sono previsti per i progetti infrastrutturali improntati a originalità ed ecosostenibilità.



