Politica

Hate speech e bullismo, l’appello dei giovani di Domani–Motus Liberi

ontro l’odio e il bullismo non bastano le parole, ma è necessaria una responsabilità condivisa dell’intera comunità. È questo il messaggio al centro del comunicato diffuso dalla Sezione Giovanile di Domani – Motus Liberi, che interviene nel dibattito aperto in Repubblica dopo recenti episodi di hate speech e comportamenti offensivi che hanno coinvolto il contesto sociale e scolastico.

Nel documento, i giovani del movimento ricordano come il tema del bullismo e dell’odio verbale, in particolare online, sia da tempo al centro dell’attenzione pubblica, con incontri nelle scuole, progetti educativi e il coinvolgimento di esperti e psicologi. Tuttavia, secondo la Sezione Giovanile, questi strumenti, pur importanti, non risultano sufficienti se non accompagnati da un’educazione concreta al comportamento e alla responsabilità.

Il comunicato prende spunto anche dalla lettera firmata da 53 insegnanti delle Scuole Medie, che ha alimentato il confronto pubblico. “Non basta spiegare ciò che è sbagliato; è necessario offrire modelli di riferimento credibili”, si legge nella nota, sottolineando come tale compito non possa ricadere esclusivamente sulla scuola.

Secondo Domani–Motus Liberi Giovani, i ragazzi apprendono soprattutto osservando il comportamento degli adulti, il linguaggio utilizzato nello spazio pubblico e digitale e le modalità di confronto. Per questo motivo, l’educazione viene indicata come una responsabilità collettiva, che coinvolge famiglie, istituzioni, mondo associativo e sportivo.

Nel comunicato viene espresso anche un giudizio critico sull’azione dell’Esecutivo. “Riteniamo che il Governo stia perdendo ancora una volta l’occasione di aprire una riflessione ampia e strutturata sul ruolo della comunità educante”, affermano i giovani, auspicando una regia politica capace di coinvolgere forze consiliari, scuola, associazioni e esperti per costruire risposte durature.

Da qui la proposta di avviare un percorso condiviso per la definizione di un Codice di Responsabilità Digitale, pensato come insieme di linee guida istituzionali rivolte al mondo adulto e in particolare a chi ricopre ruoli pubblici o educativi, nella scuola, nello sport e nelle realtà associative che intendano aderire.

Nel documento viene chiarito che l’obiettivo non è quello di vietare o reprimere, né di ricorrere a soluzioni drastiche come l’oscuramento dei social network. “Vietare od oscurare i social network non ci porterà mai da nessuna parte”, si legge nel comunicato, che ribadisce invece la centralità di educazione, responsabilità ed esempio.

Il testo si chiude con un richiamo al valore della comunità sammarinese, invitata a non trasformare questa caratteristica in una fragilità. Secondo la Sezione Giovanile di Domani – Motus Liberi, una comunità capace di educare oggi è una comunità più sana, più forte e più libera domani.