Il tuo bus quotidiano quando vuoi. Dal 2 marzo, si potrà chiamare il servizio su app, sarà attivo tutti i giorni anche la sera delle giornate festive. Gratis per i primi sei mesi
Angela Venturini
Una rivoluzione nel trasporto pubblico: basta con i “vuotabus”, in arrivo il servizio a chiamata. Più efficienza, più funzionalità, più risparmio, più ecologia.
“Ci siamo fatti guidare dalle migliori esperienze a livello italiano ed europeo, sia per quanto riguarda l’organizzazione del servizio, sia per le tecnologie”. Così introduce un’affollatissima conferenza stampa di presentazione, il Segretario al Lavoro e ai rapporti AASS Alessandro Bevitori, accanto al collega delle Finanze, Marco Gatti.
Le motivazioni sono presto dette: a causa degli orari e della parcellizzazione del territorio, il servizio pubblico non è frequentato dalla cittadinanza. Grandi pullman, anche con 50 posti, girano a vuoto per la Repubblica, ormai da anni. Per le finanze dello Stato, un costo secco: 2 milioni all’anno di perdita, a cui si aggiungono i 3 milioni del servizio scolastico. Ci sarebbe voluto un miracolo, o un colpo di bacchetta magica.
Invece, come è ormai costume da qualche tempo, si è formato uno staff di tecnici, a cui ha preso parte anche il corso di design dell’Università, per la voce comunicazione. Cominciando dal primo concetto, che sta a cuore al governo: San Marino non può fare a meno di un servizio di trasporto pubblico.
Così è nato “SMUVI” servizio bus a chiamata, tramite app (già scaricabile su smartphone) ma anche sul telefono al numero 0549 883700. Partenza ufficiale, il 2 marzo prossimo, gratuito per i primi sei mesi, poi si valuterà. L’utente può prenotare il suo viaggio, andata e ritorno, anche in anticipo, e salire sull’autobus alla prima fermata più vicina a casa sua. Un algoritmo andrà a calcolare il tragitto più agevole e veloce, ed eventualmente unirlo ad altre richieste. Il servizio sarà attivo tutti i giorni fino alle 20, sabato e prefestivi fino all’una. E già questo fa capire quanto potrà essere utile specialmente per i minorenni, che la sera possono tornare a casa in tutta sicurezza. Ma anche per gli anziani, o chi deve raggiungere l’ospedale, spesso organizzando staffette con i familiari. Grande utilità pure per i turisti, esattamente come accade nelle grandi città. O per utenti in carrozzella o mamme col passeggino, che avranno a disposizione mezzi attrezzati e non dovranno più avere l’ansia del parcheggio.
L’avvio del progetto è sperimentale, perché si vuole valutare il gradimento e la rispondenza dei cittadini, anche loro costretti, in qualche maniera, a cambiare mentalità, per poter godere tutti i benefici di questa nuova modalità di spostamento. Oltre tutto, gratuita. Tanto, per lo Stato, non cambia niente dal punto di vista dei costi. Il risparmio comunque c’è, e anche molto, seppure indiretto. I mezzi in circolazione saranno più piccoli, quindi meno costosi e in movimento solo su richiesta. Si risparmierà nel carburante e nel consumo del manto stradale (i mezzi pesanti sono molto più usuranti). E poi l’evidenza dei benefici ambientali: meno macchine in circolazione equivale ad aria più pulita, e maggiore disponibilità di parcheggi.
Dal punto di vista organizzativo, è intercorsa una mediazione con gli autisti per i vincoli contrattuali, con l’inserimento di privati negli orari festivi e serali. Ma tutti assolutamente professionali.
Di tutto questo si renderà edotta la cittadinanza con una campagna informativa a tappeto, con grafica accattivante e innovativa, che lascia immediatamente intuire il cambiamento, senza tradire un’identità nazionale, che rimane fortissima.
“Ci eravamo posti degli obiettivi molto importanti, all’inizio della legislatura – spiega Bevitori – e un passo alla volta li realizziamo, lavorando con capacità, ingegno e lavoro di squadra”. Gli fa eco il Segretario Gatti, che non perde mai di vista l’andamento delle risorse pubbliche: “In proiezione ci aspettiamo dei risparmi e, per quanto riguarda il servizio scolastico, ci sarà una razionalizzazione del contributo attualmente chiesto alle famiglie, con l’entrata in vigore della legge su ICEE”.




