Politica

Esternalizzazione della cucina dell’ospedale, interrogazione di Repubblica Futura al Congresso di Stato

In relazione al comunicato stampa diffuso il 5 gennaio 2026 dalla Segreteria di Stato per la Sanità sulla chiusura della cucina dell’Ospedale di Stato e sull’esternalizzazione del servizio di ristorazione, il gruppo consiliare Repubblica Futura ha depositato un’interrogazione indirizzata al Congresso di Stato, chiedendo una risposta scritta. Di seguito il testo integrale dell’interrogazione

INTERROGAZIONE

In relazione al comunicato stampa della Segreteria di Stato per la Sanità del 5 gennaio 2026 nel quale, in merito alla chiusura della cucina dell’ospedale di Stato, il governo afferma testualmente:

2) Esternalizzazione del Servizio Cucine ISS:

Il progetto comporterà una riduzione dei costi e le risorse liberate verranno destinate anche all’attivazione di nuovi servizi già autorizzati, quali il progetto (denominato “Il RE”) a sostegno di una maggiore autonomia e indipendenza di persone con disabilità assistite dal “Centro Il Colore del Grano.

Il tema non è, infatti, quello di operare “tagli e risparmi” per ridurre i servizi alla popolazione ma è quello di fare scelte di sostenibilità.

Se, da una parte, l’obiettivo -come da tutti condiviso – è che la spesa sanitaria non debba continuare a lievitare in maniera incontrollata mentre, dall’altra parte, i costi fisiologici (stipendi del personale, approvvigionamenti di beni, servizi e attrezzature, farmaci, costi di manutenzione delle strutture ospedaliera e delle sedi ISS) aumentano e la popolazione chiede – comprensibilmente – “nuovi servizi assistenziali”, appare ragionevole operare azioni di razionalizzazione della spesa su quelli che sono servizi ed attività “non core”, ovverosia accessori e strumentali a quelli primari di tipo sanitario e socio-sanitario.

Il che non significa diminuire la qualità bensì modificare le modalità di organizzazione ed erogazione del servizio cucina, come già, peraltro, avvenuto, con positivi riscontri, presso la RSA Casale la Fiorina e presso il “Centro Il Colore del Grano”; ciò senza dismettere funzioni di controllo di qualità che permarranno in capo all’ISS.

L’esternalizzazione della ristorazione ospedaliera rappresenta una scelta assai diffusa ed ormai consolidata nelle strutture sanitarie ed assistenziali.

Si comprende, quindi, come la scelta dell’esternalizzazione del servizio cucine – scelta già valutata tecnicamente da tempo – non sia “improvvisata” ed “estemporanea” bensì si collochi in maniera coerente all’interno di un quadro organizzativo che prevede prioritariamente la revisione della spesa dei predetti servizi “non core”.”

si interroga il Congresso di Stato per sapere:

1. Quali sono i servizi dell’Istituto per la Sicurezza Sociale ritenuti dal governo “non core” (si chiede evidenza scritta) ed in base a quali parametri sono stati qualificati “non core”;

2. In base a quale disposizione (delibera del Comitato Esecutivo, delibera del Congresso di Stato o altro) è stata disposta prioritariamente la revisione della spesa dei servizi “non core” (si chiede evidenza scritta);

3. I pasti serviti dalla cucina dell’ospedale dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2025 con granularità numerica (pasto/cena giornalieri, reparti serviti, attività svolte);

4. I costi della cucina dell’ospedale dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2025 (personale, derrate alimentari, energia, manutenzione, materiale di consumo);

5. Se la cucina dell’ospedale ha un responsabile interno, se per la tipologia di cibi preparati sono seguite specifiche tabelle nutrizionali, se sono utilizzati alimenti a km0 o biologici, se l’organizzazione del servizio è svolta nel rispetto dei criteri per la prevenzione dello spreco alimentare, se sono state fatte indagini con l’utenza sulla qualità del servizio;

6. Considerata la frase “L’esternalizzazione della ristorazione ospedaliera rappresenta una scelta assai diffusa ed ormai consolidata nelle strutture sanitarie ed assistenziali”, quali sono i paesi cui il Governo si riferisce che hanno effettuato tale scelta (si chiede evidenza scritta);

7. Se il Comitato Esecutivo ha indetto bando pubblico per l’assegnazione del servizio di refezione dell’ospedale (si chiede evidenza scritta, copia del bando, specifiche, copia dell’eventuale contratto);

8. Il costo del servizio per ogni pasto o snack.