Politica

RF: noi siamo diversi

Riceviamo e pubblichiamo

Repubblica Futura è lieta di essere riuscita attraverso l’intervista del proprio Coordinatore, Marco Podeschi, a riaccendere la scintilla della coesione nella maggioranza che, attraverso un comunicato congiunto, ha inteso esorcizzare un pericolo che non esiste, quello rappresentato da Repubblica Futura. Dal nostro punto di vista, solo le baruffe all’interno di governo e maggioranza determineranno la fine della alleanza che sta gestendo – male – il Paese. 

Meno di un mese fa, infatti, sono stati gli stessi componenti della maggioranza a chiedere una verifica di governo e ad accendere la questione morale, non sul passato ma sull’attuale gestione politica della Repubblica, con richiesta di dimissioni di alcuni Segretari di Stato.

Sul passato, limitato ai due anni e mezzo di governo di adesso.sm, Repubblica Futura accoglie l’appello del PDCS di guardare ai fatti.

E allora facciamo notare che, rispetto alle responsabilità che ci vengono addebitate, la gestione del bilancio dello Stato e del settore bancario-finanziario è stata, dal 2006 al 2019, nelle mani di PSD, PDCS, PSD, SSD (che ora, sotto la sigla di Libera, fa parte dell’attuale maggioranza).

Per quanto riguarda le responsabilità giudiziarie, nessun esponente di Repubblica Futura è stato rinviato a giudizio, né la commissione d’inchiesta su banca CIS ci ha addebitato alcunché. Semmai esponenti di RF sono stati coinvolti in indagini penali silenti senza che ne avessero conoscenza, archiviate poi per inconsistenza degli addebiti. Ed è questo che da’ fastidio agli attuali reggitori del potere. 

Se poi vogliamo citare le telefonate, non abbiamo trovato traccia nel comunicato stampa della maggioranza circa la comunicazioni intercorse fra il Direttore Generale di Banca CIS e l’attuale Segretario di Stato per le Finanze. E poi non andrebbe dimenticato che il politico tuttofare, capo del governo e della maggioranza attuali, ha fatto parte dell’ultimo governo che ha distribuito licenze bancarie nei primi anni duemila. Quelle vicende sono state alla base degli sconquassi bancari degli anni seguenti.

La strategia, semplice e ripetitiva, è la solita: alzare una cortina fumogena per nascondere una gestione fuori controllo del Paese, serrare i ranghi in maggioranza per garantire una poltrona di governo nel 2027, data delle probabili elezioni anticipate.

Oggi, sulla Sanità si è abbattuta la scure del -10% sulle retribuzioni dei consulenti medici; la cucina dell’ospedale si chiude e la notte il pediatra interviene dopo che guardia medica o pronto soccorso decidono il da farsi. E’ la nuova politica per debellare il calo demografico?

La Segreteria di Stato per le Finanze viaggia ormai solitaria fra aumenti di tasse, tagli lineari, consulenze sempre più alte, investimenti milionari in campi fotovoltaici nella nebbia della Pianura Padana, tema sul quale arrivano informazioni sempre più preoccupanti.

Per il resto, e senza  fare catastrofismi, la situazione è sotto gli occhi di tutti. Prendiamo atto delle lodi e onori per avere debellato una nevicata di 30 cm e un po’ di ghiaccio. Nessuna novità sul fronte della vicenda del pedofilo dalla scorsa estate mentre, per quanto riguarda gli investimenti, siamo ancora a leccarci le ferite dopo lo spagnolo Banuelos, aspettiamo di capire quando si alzerà la bandiera colombiana all’ex Symbol e siamo fermi ai quattrini stanziati per allungare la ferrovia di 100 metri. Top secret, infine, sulla vendita/non vendita di BSM – e relativa indagine giudiziaria – che rappresenta una vicenda tutta democristiana e forse è proprio per questo che deve regnare un silenzio imposto con qualche minaccia di troppo. 

Repubblica Futura pensa che il Paese meriti altro. Progetti seri, dialogo fra attori politici e stakeholder, promuovere il meglio dall’estero e costruire un progetto innovativo e originale per il futuro della nostra Repubblica.

Capiamo di non essere in sintonia con le linee guida della maggioranza in cui tutto passa attraverso il capo, uno Zeus nostrano, garante della giustizia, dell’ordine sociale ed economico e che, fra telefonate, WhatsApp, urli e saette, gestisce il governo, i partiti, il Paese e vorrebbe anche decidere cosa può fare Repubblica Futura.

In questo Repubblica Futura è diversa, rispetta i movimenti politici e le persone ed è distante da atteggiamenti arroganti come quello, ultimo della serie, tenuto da un membro di governo che via WhatsApp ha pesantemente apostrofato un consigliere donna di Repubblica Futura con epiteti poco consoni rispetto al ruolo ricoperto e a quello del destinatario degli strali.

Anche questa è la politica espressa oggi dalla maggioranza. Purtroppo.

C.S. Repubblica Futura