Inizio di un processo per lo smantellamento del nostro modello di sanità
Riceviamo e pubblichiamo
Sconcerto, incoerenza, rammarico, siamo certi sono gli stati d’animo dei genitori che nel gennaio 2026 hanno trovato nella calza della befana la sorpresa della riorganizzazione della UOC Pediatria dell’ISS.
Evidentemente è sfuggita, non a Repubblica Futura ma alle decine di cittadini che ci hanno contattato, la rilevanza etica per il Paese della “scelta di variare l’organizzazione del servizio notturno di pediatria dal sistema della “guardia attiva” a quello della “reperibilità”, fatta dal Congresso di Stato.
Repubblica Futura prende atto della risposta del governo e in particolare della Segreteria di Stato per la Sanità a cui suggerisce di concentrarsi nella gestione della propria delega politica anziché avventurarsi in improvvisati pistolotti su come si esercita il ruolo di opposizione.
Prima di dire all’opposizione cosa fare ci piacerebbe che il governo con serietà dimostrasse di sapere governare e di mostrare rispetto a forze politiche di opposizione e cittadini che hanno dovuto mettere un banchetto all’ingresso dell’ospedale per raccogliere firme e convincere i dirigenti dell’ISS a trattenere un medico.
Repubblica Futura prende atto che il governo, quello che ha alzato le tasse e investe centinaia di migliaia di euro per la ferrovia da 100 metri e spende soldi in consulenze e trasferte all’estero, intende risparmiare sulla sanità – anzi “razionalizzare”, come ha precisato la Segreteria di Stato.
Da dove si parte quindi? Da chi non può protestare. Bambini e degenti dell’ospedale.
In attesa del nuovo ospedale che non verrà mai, si chiude, anzi pardon si esternalizza la cucina. La qualità sarà garantita dal Comitato Esecutivo, assaggiatore dei cibi succulenti rigenerati nei reparti.
Repubblica Futura rileva come si potesse gestire il tema refezione ospedaliera in modo diverso. Mantenere la cucina interna, valutare processi organizzativi diversi, elevando allo stesso tempo ulteriormente la qualità del cibo in quanto elemento rilevante per l’equilibrio psicofisico dei degenti, considerare fattori come spreco alimentare, alimenti a km zero, con un approccio etico al tema pasti per i degenti.
Un progetto sammarinese, atipico rispetto al circondario, allineato a una gestione pubblica del nostro sistema sanitario che auspicabilmente dovrebbe andare avanti anziché fare passi indietro.
Ma per avere progetti sammarinesi occorre tempo, riflessioni e studi e capiamo che nella contingenza di ottenere risultati subito, si introducano tagli con la prospettiva di ritorni economici – vedi premi per la governance ISS – e ritorni di immagine, vedi rating Agenzie e Fondo Monetario Internazionale. Poi si applica il -10% sulle retribuzioni dei consulenti ospedalieri con buona pace della qualità dei servizi. E i dipendenti che in questi anni con impegno e dedizione hanno gestito le cucine dell’Ospedale, saranno riassegnati e la funzione “non core” sarà chiusa con il silenzio di tutti.
Repubblica Futura critica questo modo di procedere con tagli lineari e un linguaggio burocratico stampato sulla pelle dei cittadini per fare pagare scelte politiche balbettanti, imponendo modelli organizzativi mutuati dall’esterno, da sistemi sanitari in grande difficoltà e tesi solo al risparmio.
L’incoerenza non è di Repubblica Futura che ha chiesto da dove venivano i dieci milioni di euro di spese aggiuntive per l’ISS nel 2025, ma del governo che in modo sbrigativo ha ricondotto gli aumenti alle spese per i farmaci e oggi con chiarezza ci dice che sull’ISS è iniziata la campagna del risparmio. Se il governo vuole risparmiare, che metta mano alla gestione dello Stato, non alla sanità.
“Come da tempo stiamo rilevando – afferma il Coordinatore di Repubblica Futura – il Paese è fuori controllo. Il governo adotta politiche schizofreniche nella gestione del bilancio dello Stato. Se il 2026 inizia per la sanità con “la revisione della spesa dei servizi “non core”, come anticipato dal governo, si conferma quanto stiamo dicendo da tempo. Si procede senza un progetto e la linea guida è il risparmio, iniziando dal settore più grosso del bilancio dello Stato, la Sanità appunto. In questo trovo folle chiudere le cucine dell’ospedale, eliminare la “guardia attiva” per la pediatria. Temo sia solo l’inizio di un processo per lo smantellamento del nostro modello di sanità, inteso anche per i servizi “non core”, la novità per il 2026 annunciata dal governo” conclude il Coordinatore di Repubblica Futura Marco Podeschi.
c. s. Repubblica Futura


