Libri

San Marino. Oriana Maroni, ospite dell’Associazione Emma Rossi, presenta il suo libro: “Amelia e le altre”

di Angela Venturini.

L’ufficializzazione delle candidature per il Premio Internazionale Emma Rossi, mercoledì sera a Domagnano, fa da squisita cornice culturale ed emotiva alla presentazione di un libro di storia, di guerra e di sentimenti che si intersecano in uno sconvolgente scenario di guerra. Un libro che parla di donne, che non sono famose, donne del popolo, che hanno scelto di rimanere forse perché non avevano altra scelta, ma che alla fine sono fondamentali perché la memoria della città non rimanga sepolta sotto le macerie.

L’autrice è Oriana Maroni, a lungo responsabile dei Fondi moderni della Biblioteca Gambalunga di Rimini, di cui è stata anche direttrice. Nel suo curriculum un lungo elenco di mostre e libri sulle collezioni gambalunghiane, sulla storia di Rimini, archivi e biblioteche privati, fra cui quella di Federico Fellini. Studiosa di storia contemporanea, è interessata alle storie degli individui, a cui ha dedicato saggi e biografie. Personaggio perfetto per essere intervistato da Laura Rossi, che con la Moroni condivide le stesse passioni per la storia, per la cultura, per le biblioteche.

“Amelia e le altre” uscito nel 2024 per i tipi della casa editrice riminese Bookstones, è ambientato a Rimini fra il 1943 e il 1944, quando sulla città si abbatte la furia della guerra e la popolazione fugge nei paesi vicini.

Rimangono la Bibliotecaria e Amelia, la maestra che ha in custodia l’archivio dell’Asilo cittadino. Per le strade abbandonate girano solo i soldati tedeschi, e con loro i fascisti, famelici come lupi mannari, impietosi fino alla crudeltà, capaci di mandare alla forca, nella piazza principale, tre giovanissimi gappisti. La città è sul punto di sparire sotto bombardamenti senza fine. Solo l’8 per cento delle case rimane in piedi. Ma la sua memoria deve essere messa in salvo: quadri, monumenti, reperti preziosi, libri. 

Ѐ una corsa contro il tempo. In Biblioteca è custodita l’anima della città, ci sono le sue storie e la Bibliotecaria decide di scriverle per non farle dimenticare. È questo obiettivo superiore che convive con la paura, che comunque va a sostenere la voglia di vivere e di continuare da parte delle due protagoniste e di altri personaggi, per lo più femminili, che in ogni caso non sono minori, ciascuno con la sua storia. Sono donne che osano pensare un destino diverso e sanno prendersi cura di ciò che amano, tracciando una possibile salvezza dalla follia della guerra. Donne che raccontano storie minute, ma che hanno la potenza dei talismani, perché con essi proteggono le città.

Oriana Maroni sa raccontare con la stessa perizia con cui scrive e questo suo interesse per la storia ci porta inevitabilmente a riflettere sullo scempio e sull’inutilità della guerra, ancora oggi più attuale che mai.